Il caso Vini Fantini finisce in Parlamento

Interpellanze e interrogazioni contro il mancato invito del team al Giro d’Italia
PESCARA. Il mancato invito della Nippo Vini Fantini al Giro d’Italia del Centenario è diventato un caso uscito fuori dal perimetro del ciclismo per finire nelle aule del Parlamento. La decisione della Rcs Sport di non assegnare la wild card al team ligure-abruzzese del patron Valentino Sciotti ha scatenato una scia di polemiche in queste settimane. Ed è stata contestata anche da diversi parlamentari abruzzesi, abbracciando in pratica quasi tutto l’arco costituzionale. Dal Pd a Forza Italia passando per i 5 Stelle. Deputati e senatori con interpellanze e interrogazioni hanno contestato alla Rcs Sport la decisione di invitare squadre straniere a scapito di quelle italiane, la Nippo Vini Vantini per l’appunto.
Oltre 35 parlamentari, di quasi tutti gli schieramenti, hanno chiesto delucidazioni al ministro dello sport Luca Lotti e al premier Gentiloni «per segnalare le gravi anomalie del sistema che porta alla concessione di importanti contributi pubblici per le tappe del Giro d’Italia e alle scelte che poi ha fatto l’organizzazione». Ieri, tra le altre, è stata discussa l’interpellanza dell’onorevole Fabrizio Di Stefano di Forza Italia, che ha fatto notare come «gli organizzatori beneficiano di ingenti contributi pubblici ai quali non può far da contraltare la scelta di invitare squadre di altre nazioni, con la sola motivazione che la Rcs trova la cosa commercialmente più conveniente». Più deciso è stato l’onorevole Ginoble del Pd che ha concluso dicendo al ministro: «Sarò soddisfatto del suo operato, il giorno in cui vedrò le maglie della Nippo Vini Fantini lottare sulle rampe della nostra Majella nella tappa abruzzese del Giro d’Italia». Il senatore Gianluca Castaldi del Movimento 5Stelle «ha portato all’attenzione il cattivo uso dei soldi pubblici fatto in questo caso», argomentando «le ragioni per le quali richiede l’intervento del ministro per sanare l’ingiustizia perpetrata». Un movimento d’opinione che, ovviamente, va oltre la politica, dal momento che è partito dai tifosi, nel momento in cui Rcs Sport ha ufficializzato la decisione. «Di fronte a tanto affetto e attenzione ai problemi di uno sport di grande passione popolare, oltraggiato da scelte incomprensibili», il commento di Valentino Sciotti, il patron della Nippo Vini Fantini, «tutti hanno fatto la loro levata di scudi e noi, come azienda, esprimiamo il massimo apprezzamento, facendo presente che lotteremo, in modo pacato ma convinto, affinché le cose cambino. Magari i tifosi non potranno vederci al Giro in maggio, ma, di sicuro, cercheremo di far sì che nel futuro, nessun organizzatore possa irridere gli interessi nazionali, quelli dei tifosi e degli enti pubblici che generosamente hanno sponsorizzato l’evento». Inutile dire che Rcs Sport non ha affatto gradito e non ha intenzione di tornare indietro nella decisione. (r.c.)
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