Il Chelsea alza la Champions Guardiola non centra il tris

30 Maggio 2021

I Blues di misura sul City del tecnico catalano che aveva vinto due volte col Barça Una rete di Havertz regala la seconda coppa dei campioni al club di Abramovich

PORTO. A sorpresa, ma con pieno merito, il Chelsea batte di misura 1-0 il Manchester City nella finale di Champions League, conquistando a Porto il secondo alloro continentale dopo quello del 2012. Di Kai Havertz, nel primo tempo, la rete che manda in visibilio i seimila tifosi del club di Roman Abramovich presenti allo Estadio do Dragao. Notte di rivincita per Thomas Tuchel, terzo tecnico tedesco di fila a vincere la Champions, dopo Juergen Klopp e Hans-Dieter Flink, che cancella così la delusione di 10 mesi fa quando, sulla panchina del Paris Saint-Germain, era stato sconfitto in finale dal Bayern Monaco. Se il Chelsea non stupisce con l’undici di partenza, è Pep Guardiola a stravolgere le previsioni della vigilia, rinunciando a un interditore: sia Rodri che Fernandinho, per dare una maglia da titolare a Raheem Sterling. E i primissimi minuti della partita sembrano dargli ragione, perché l’ala inglese ha un passo diverso da Cesar Azpilicueta. Il Chelsea non pressa, aspetta nella propria metà campo pronto a ripartire appena possibile. E con Timo Werner, nel primo quarto d’ora, non sfrutta due ottime occasioni: l’attaccante tedesco prima manca clamorosamente l’impatto con il pallone sotto misura, quindi strozza la conclusione su cross basso di Mason Mount. Se l’intenzione di Guardiola era di garantirsi più opzioni offensive, con il passare dei minuti il suo piano tattico annaspa, finendo per esporre la difesa alle improvvise verticalizzazioni del Chelsea. Su una di queste i londinesi sbloccano il risultato. L’azione del vantaggio Blues parte dalla rimessa di Edouard Mendy, la palla arriva sulla sinistra a Mount che una rasoiata in diagonale libera Havertz tra le larghissime maglie della retroguardia dei Citizens: a tu per tu con Ederson l’ex attaccante del Bayer Leverkusen vince il rimpallo per il più comodo tap-in a porta vuota. Anche quando Kevin De Bruyne, a seguito di uno scontro con Antonio Rudiger, è costretto ad uscire, Guardiola non rinnega la scelta iniziale, inserendo una punta di ruolo, Gabriel Jesus. Rimandando a metà ripresa il riequilibrio della sua squadra: fuori Bernardo Silva, dentro Fernandinho. In contropiede Christian Pulisic spreca un clamoroso match-point, e fuori tempo massimo, una conclusione di rimbalzo di Fernandinho dal limite, regala l’ultima emozione. Ma il punteggio non cambia: dopo sette minuti di recupero Guardiola abbandona il sogno della sua terza Champions dopo le due alla guida del Barcellona.
Angelo Caradonna