Il ct inglese all’attacco: «Il vostro non è rugby» O’Shea: tutto in regola

27 Febbraio 2017

Il capitano Parisse: «Quando ci hanno fischiati, la cosa mi è piaciuta ma con la Francia quel che abbiamo fatto qui non sarà sufficiente»

LONDRA. «Tutto Twickenham vi fischierà, ma voi fregatevene». Conor O’Shea lo aveva previsto, lo «scherzo della non ruck» avrebbe fatto infuriare gli inglesi, dall’ultimo tifoso in tribuna al capo allenatore Eddie Jones («Dovremmo rendere al pubblico il prezzo del biglietto, perché oggi non si è giocato a rugby», ha detto stizzito in conferenza stampa). «Quando alla sessione di video analisi di martedì ce lo hanno detto – racconta il capitano azzurro Sergio Parisse – ci siamo guardati sorpresi. Sicuri? Abbiamo chiesto. “Sicuri” è stata la risposta».

E i fischi? «Lo ammetto, quando ho sentito il pubblico fischiare ho provato una certa soddisfazione», dice il ct.

«Fra l’altro – aggiunge – il giocatore degli Wasp che lo ha fatto rubando il pallone ai francesi e dando il via a una azione da meta, Nathan Hughes, ieri era in campo ma non ha capito lo stesso quello che stava accadendo. «Non siamo soddisfatti, perché abbiamo perso», dicono all’unisono O’Shea e Parisse. Poi il capitano aggiunge: «Ma sono soddisfatto per come abbiamo affrontato l’Inghilterra, lo spirito che abbiamo messo in campo, la voglia di lottare fino all’ultimo. Certo abbiamo avuto dei problemi in touche, noi avevamo meno opzioni di loro, ma abbiamo lottato, con la squadra più forte del torneo, a casa loro».

«Non ci stavamo a venire qui a fare i gladiatori e a farci massacrare – dice O’Shea – Brendan Venter è venuto da me e mi ha detto: ‘Ti dico una cosa ma non devi prendermi per matto, ascoltami fino alla fine’ e poi mi ha spiegato la nuova interpretazione della regola sul placcaggio io ho pensato “sembra talmente sbagliato che non può che essere giusto”». Così lo staff azzurro ha chiesto, sabato pomeriggio, una interpretazione autentica all’arbitro Romain Poite, quello che avrebbe diretto Inghilterra-Italia. «Ci ha detto che avremmo potuto andare oltre se la palla non veniva contestata dal placcatore, che questa era l’interpretazione che dava World Rugby per arrivare a migliorare il gioco. Ma nessuno poteva toccare il mediano di mischia avversario, solo mettersi in mezzo», dice O’Shea.

I giornalisti inglesi che hanno molto riso alle battute di Eddie Jones contro l’Italia che non gioca a rugby, provano a incalzare il ct italiano.

«Io ho buoni amici fra gli allenatori inglesi, ma ripeto che abbiamo fatto una cosa che hanno fatto gli inglesi di Wasp e gli australiani e – svela – gli irlandesi contro di noi . C’è stata una situazione in cui un loro giocatore è venuto dalla nostra parte e ha preso il pallone. L’arbitro non ha fischiato. Riguardando il video della partita ci siamo chiesti perché. E abbiamo scoperto la storia della nuova interpretazione della regola”.

«Questa cosa non basterà per le prossime due partite – dice Parisse – le altre squadre si adatteranno, magari faranno lo stesso. L’effetto sorpresa non c’è più. Fra due settimane affrontiamo i francesi, ovvero la mischia più pesante del torneo, non sarà facile».

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