Il Delfino svolta a destra, Vitturini sorpassa tutti

18 Settembre 2019

Il terzino titolare a Cosenza: «Mai pensato di andare via, voglio rivivere le emozioni della promozione»

PESCARA. Da possibile partente a una maglia da titolare a Cosenza. Davide Vitturini non giocava una partita di campionato con il Pescara da tre anni. L’ultima volta in biancazzurro del 22enne terzino destro risaliva al 27 novembre del 2016, in serie A, quando il Delfino perse 3-2 all’Olimpico con la Roma. In quella stagione Vitturini, allora 19enne, fece l’esordio in A con la Sampdoria, lanciato da Massimo Oddo che l’anno prima, in B, gli ritagliò uno spazio importante dopo la negativa parentesi a Teramo (zero presenze). Dopo aver toccato con mano la serie A, Vitturini ha sempre avuto la valigia in mano: prima in prestito al Carpi, in B, poi tanta C con la Carrarese e il Fano di Massimo Epifani. In estate è tornato al Pescara, ma è stato a lungo sul mercato e poteva finire alla Juventus under 23. Chi non ha mai smesso di credere in lui è Luciano Zauri, uno che con i giovani ci sa fare. Subito una maglia da titolare in coppa Italia con l’Empoli, poi un piccolo infortunio l’ha tenuto fuori.
A Cosenza, senza l’acciaccato Balzano e nonostante l’abbondanza sulla fascia destra dove a giocarsi il posto ci sono anche Zappa e Ciofani, Vitturini ha sorpassato tutti e si è preso la maglia da titolare per la gioia del nonno, suo primo tifoso. «Quando il mister il giorno prima della partita ha comunicato la formazione, ho provato una sensazione indescrivibile», spiega Vitturini. «Zauri è bravissimo, mi conosceva già e sapevo che quest’anno con lui avrei potuto giocarmi le mie possibilità».
In estate, però, il difensore poteva lasciare di nuovo Pescara. «Quando sono arrivato in ritiro, non conoscevo la mia sorte. Non ho badato alle voci di mercato perché il mio unico obiettivo è sempre stato quello di rimanere a Pescara. Ogni anno che passava, ogni volta che cambiavo squadra, ho sempre sperato di tornare qui». E ora vuole rimanerci più a lungo possibile per recuperare il tempo perso. «Purtroppo per un ragazzo uscito dalla Primavera, a meno che non sei in settori giovanili top come Inter, Atalanta o Milan, quello in C è un passaggio obbligato per fare esperienze. Sono sempre ripartito da zero. A Teramo non ho mai giocato», dice Vitturini, «poi quando sono tornato a Pescara pensavo di fare la Primavera, invece Oddo che già mi conosceva mi ha portato in prima squadra. La promozione in A e l’esordio con la Sampdoria sono sensazioni bellissime che voglio rivivere».
Di rimpianti, Vitturini, non vuole parlare. «Nel calcio si incontrano tante difficoltà tra infortuni e fattori esterni. Ho fatto esperienze che mi hanno aiutato ad avere più consapevolezza in me», aggiunge Vitturini, che in estate ha vinto il bronzo alle Universiadi con l’Italia. «Peccato aver perso in semifinale con il Giappone. Peccato, soprattutto, per il mio errore decisivo ai rigori».
Ora testa al Pescara che sabato riceve la capolista Entella. «Spero di rigiocare subito all’Adriatico», conclude, «in uno stadio che mi ha regalato tante emozioni. Sarà una partita difficile contro una squadra che gioca insieme da due anni. Dobbiamo migliorare nella gestione della palla e sfruttare meglio le ripartenze. Peccato per l’infortunio di Tumminello, lo aspettiamo più forte di prima». Vitturini fissa i suoi obiettivi. «Voglio giocare più partite possibili e farmi trovare sempre pronto». Per rilanciarsi e rivivere le stesse emozioni della promozione in A.
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