Il derby d’Italia tutto in sei minuti Botta e risposta Vlahovic-Lautaro

I nerazzurri conservano la vetta della classifica con due punti di vantaggio: né fuga, né sorpasso Primo tempo combattuto, poi in campo regna l’equilibrio. Milan e Napoli accorciano le distanze
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JUVENTUS (3-5-2): Szczesny 6; Gatti 5.5, Bremer 6, Rugani 6.5; Cambiaso 6, McKennie 6, Nicolussi Caviglia 6 (16’ st Locatelli 6), Rabiot 6, Kostic 5.5 (44’ st Alex Sandro sv); Vlahovic 6.5 (35’ st Kean sv), Chiesa 6 (35’ st Milik sv). In panchina: Pinsoglio, Perin, Huijse, Miretti, Nonge, Yildiz, Iling-Junior. Allenatore: Allegri
INTER (3-5-2): Sommer 6; Darmian 6, De Vrij 6, Acerbi 6; Dumfries 5.5 (25’ st Cuadrado sv), Barella 6 (43’ st Frattesi sv), Calhanoglu 5.5 (38’ st Asllani sv), Mkhitaryan 6, Dimarco 6 (25’ st Carlos Augusto sv); Thuram 6 (43’ st Arnautovic sv), Martinez 6.5. In panchina: Di Gennaro, Audero, Aurel Bisseck, Stabile, Sensi, Klaassen, Agoumè. Allenatore: Inzaghi
Arbitro: Guida di Torre Annunziata
Reti: 27’ pt Vlahovic, 33’ pt Martinez
Note: ammoniti Cambiaso, Cuadrado, Kostic. Angoli: 1-0 per la Juventus. Recupero: 1’ pt; 4’ st.
TORINO
Un pareggio quasi scontato per quanto visto in campo. Un primo tempo molto combattuto, poi Juventus e Inter hanno dato l’impressione di accontentarsi del pareggio, nonostante l’animosità mostrata. L’Inter, sorpresa dopo un quarto d’ora dall’aggressività bianconera, subito il gol di Vlahovic, ha ribattuto con Lautaro Marinez. Non si può dire che non ci sia stata animosità e qualche sprazzo di buon gioco sui due fronti e, complessivamente, nel primo tempo si è visto un certo equilibrio in campo. Anche se ai bianconeri è mancato qualche uomo in mezzo, non si può dire che abbia ceduto l’iniziativa all’Inter. Nella ripresa forse le due squadre hanno pensato più a evitare rischi, che osare. Non puro calcolo, ma sano realismo. Il sorpasso non c’è stato, ma la Juve, pur senza Locatelli (in panchina, poi entrato nel finale) a centrocampo e Danilo in difesa, affidatasi a McKennie, alla “sorpresa” Nicolussi-Caviglia e a Rabiot a centrocampo, è riuscita a tener testa a un’Inter ben fornita in tutti i reparti e con qualche defezione in difesa (Bastoni, Pavard). Adesso la formazione bianconera, votata più al gioco difensivo che a quello d’attacco, può sperare in un futuro aggancio alla capolista. Dopo l’appello rituale a combattere la violenza sulle donne, la partita. Un quarto d’ora di ineludibile studio, entratacce, principi d’incendio, Chiesa da una quindicina di metri ha sparato alle stelle, di sinistro, la prima palla gol. Lautaro ha risposto con un colpo di testa. Calhanoglu ha provato da lontano. Le due squadre si sono elise a vicenda. Ma al 27’ Chiesa è partito (su input di Vlahovic) sulla sinistra, si è bevuto i difensori, è entrato in area, ha dato centralmente al serbo che ha freddato Sommer. L’Inter ha ribattuto con Barella: fuori. Al 33’ la vera risposta dell’Inter: Thuram fulminante da destra, a Lautaro che ha bruciato Gatti sul tempo e ha insaccato in diagonale. L’argentino è arrivato al tredicesimo gol in campionato. L’Inter ha ricominciato in avanti nella ripresa. Tirando le somme, Chiesa un fulmine bianconero, Thuram un razzo, Lautaro un serpente velenoso. Vlahovic fulminante sul gol. Risultato giusto, visto quel che è stata la partita: solo episodi a sprazzi.
Angelo Caradonna
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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JUVENTUS (3-5-2): Szczesny 6; Gatti 5.5, Bremer 6, Rugani 6.5; Cambiaso 6, McKennie 6, Nicolussi Caviglia 6 (16’ st Locatelli 6), Rabiot 6, Kostic 5.5 (44’ st Alex Sandro sv); Vlahovic 6.5 (35’ st Kean sv), Chiesa 6 (35’ st Milik sv). In panchina: Pinsoglio, Perin, Huijse, Miretti, Nonge, Yildiz, Iling-Junior. Allenatore: Allegri
INTER (3-5-2): Sommer 6; Darmian 6, De Vrij 6, Acerbi 6; Dumfries 5.5 (25’ st Cuadrado sv), Barella 6 (43’ st Frattesi sv), Calhanoglu 5.5 (38’ st Asllani sv), Mkhitaryan 6, Dimarco 6 (25’ st Carlos Augusto sv); Thuram 6 (43’ st Arnautovic sv), Martinez 6.5. In panchina: Di Gennaro, Audero, Aurel Bisseck, Stabile, Sensi, Klaassen, Agoumè. Allenatore: Inzaghi
Arbitro: Guida di Torre Annunziata
Reti: 27’ pt Vlahovic, 33’ pt Martinez
Note: ammoniti Cambiaso, Cuadrado, Kostic. Angoli: 1-0 per la Juventus. Recupero: 1’ pt; 4’ st.
TORINO
Un pareggio quasi scontato per quanto visto in campo. Un primo tempo molto combattuto, poi Juventus e Inter hanno dato l’impressione di accontentarsi del pareggio, nonostante l’animosità mostrata. L’Inter, sorpresa dopo un quarto d’ora dall’aggressività bianconera, subito il gol di Vlahovic, ha ribattuto con Lautaro Marinez. Non si può dire che non ci sia stata animosità e qualche sprazzo di buon gioco sui due fronti e, complessivamente, nel primo tempo si è visto un certo equilibrio in campo. Anche se ai bianconeri è mancato qualche uomo in mezzo, non si può dire che abbia ceduto l’iniziativa all’Inter. Nella ripresa forse le due squadre hanno pensato più a evitare rischi, che osare. Non puro calcolo, ma sano realismo. Il sorpasso non c’è stato, ma la Juve, pur senza Locatelli (in panchina, poi entrato nel finale) a centrocampo e Danilo in difesa, affidatasi a McKennie, alla “sorpresa” Nicolussi-Caviglia e a Rabiot a centrocampo, è riuscita a tener testa a un’Inter ben fornita in tutti i reparti e con qualche defezione in difesa (Bastoni, Pavard). Adesso la formazione bianconera, votata più al gioco difensivo che a quello d’attacco, può sperare in un futuro aggancio alla capolista. Dopo l’appello rituale a combattere la violenza sulle donne, la partita. Un quarto d’ora di ineludibile studio, entratacce, principi d’incendio, Chiesa da una quindicina di metri ha sparato alle stelle, di sinistro, la prima palla gol. Lautaro ha risposto con un colpo di testa. Calhanoglu ha provato da lontano. Le due squadre si sono elise a vicenda. Ma al 27’ Chiesa è partito (su input di Vlahovic) sulla sinistra, si è bevuto i difensori, è entrato in area, ha dato centralmente al serbo che ha freddato Sommer. L’Inter ha ribattuto con Barella: fuori. Al 33’ la vera risposta dell’Inter: Thuram fulminante da destra, a Lautaro che ha bruciato Gatti sul tempo e ha insaccato in diagonale. L’argentino è arrivato al tredicesimo gol in campionato. L’Inter ha ricominciato in avanti nella ripresa. Tirando le somme, Chiesa un fulmine bianconero, Thuram un razzo, Lautaro un serpente velenoso. Vlahovic fulminante sul gol. Risultato giusto, visto quel che è stata la partita: solo episodi a sprazzi.
Angelo Caradonna
©RIPRODUZIONE RISERVATA

