Il ds Lupo: il mio esonero è illogico e umorale

16 Settembre 2016

Anche Zauli è deluso per il suo allontanamento: mi dà fastidio l’attacco alla preparazione atletica

TERAMO. Si è chiusa dopo appena due mesi l’avventura teramana del tecnico Lamberto Zauli e del direttore sportivo Fabio Lupo.

Inevitabile l’amarezza di entrambi. Prima della presentazione di Nofri sia Zauli (affiancato dallo staff) che Lupo sono passati al Bonolis per un rapido saluto ai giocatori.

«Non ho parlato ancora con il presidente, ma contano i fatti. Un allenatore o ha la fiducia o non ha la fiducia», sottolinea uno sconsolato Zauli, «perciò rimanere una partita in più non avrebbe cambiato la situazione. Se questa fiducia ci fosse stata, da parte della società, non si sarebbe arrivati a questo epilogo. Il rammarico è di non aver avuto la possibilità di aiutare i ragazzi a risalire la classifica e di lottare ancora con loro. Il mercato? Io e la dirigenza abbiamo condiviso tutto, lo ribadisco. Le responsabilità tecniche sono invece assolutamente mie».

Lo sfogo di Lamberto Zauli continua: «È stata attaccata la preparazione atletica e questo mi dà fastidio. Abbiamo fatto una preparazione pesante e anche l’anno scorso, a Santarcangelo, i risultati si sono visti nel tempo».

Per Zauli è il quinto esonero dopo quelli di Bellaria, Fano, Reggio Emilia e Pordenone.

È ovviamente di umore nero anche il direttore sportivo Fabio Lupo, che esterna così la sua delusione: «Sono molto sorpreso del mio esonero», dice il 51enne dirigente pescarese, «perché credo che non ci fossero i presupposti per un provvedimento del genere. La trovo francamente una decisione illogica e umorale, anche se devo rispettarla, mio malgrado. Quando il presidente Campitelli dice che non mi sarei ambientato alla mentalità teramana», sostiente l’ex ds biancorosso, «mi viene da sorridere, viste anche le mie origini e il mio passato, ed è una non risposta ai motivi che lo hanno spinto a mandarmi via. Peccato. Credevo molto in questo progetto (un progetto biennale, ndc), ma non mi è stato dato il tempo di portarlo avanti».

«Cosa non rifarei ? Qualcosa ho sbagliato. Probabilmente c’è stata una eccessiva condivisione di alcune scelte», conclude l’ex direttore sportivo biancorosso, «mentre in alcuni momenti, e non mi riferisco solo al mercato, avrei dovuto agire con più autonomia».(g.l.)

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