Il ds Perotti mastica amaro: «Stagione positiva, ma quelle gare contro Sora e Atletico Ascoli...»

TERMOLI. «È chiaro, il dispiacere c’è. La bocca un pochino ce l’avevamo fatta, bisogna essere onesti. Però, bisogna anche riconoscere che oggi si può essere veramente orgogliosi di dirsi aquilani...
TERMOLI. «È chiaro, il dispiacere c’è. La bocca un pochino ce l’avevamo fatta, bisogna essere onesti. Però, bisogna anche riconoscere che oggi si può essere veramente orgogliosi di dirsi aquilani perché è stato fatto un campionato fantastico». Il direttore sportivo dell’Aquila 1927 Simone Perotti non nasconde la sua delusione per quello che poteva essere e invece non sarà dopo lo 0 a 0 di Termoli e la contemporanea vittoria del Campobasso all’Angelini. Anche se preferisce concentrarsi su ciò che è stato fatto: «Usciamo a testa alta in quella che è la stagione regolare. Abbiamo fatto un grandissimo recupero. Anche oggi (ieri, ndc) abbiamo giocato una partita tosta, difficile, contro un avversario che si è giocato la partita col coltello tra i denti e che ha fatto di tutto per prendere il punto che gli serviva. Certo, a noi resta un po’ il rammarico perché quando a due giornate dalla fine ti riavvicini fino a quel punto contro una squadra forte, a cui faccio i complimenti, ma che noi avevamo battuto all’andata e al ritorno, alla fine si era “ristuzzicata” un po’ l’idea che potevamo fare l’impresa. Così non è stato, quindi complimenti al Campobasso che ha vinto il campionato, complimenti al Termoli che si è salvato, ma noi abbiamo visto una grande L’Aquila che adesso deve finire bene la stagione con i play off e poi ha tanti mattoni da cui ripartire perché quest’anno si è costruito veramente qualcosa di bello e di speciale». Direttore che, al di là di qualche punto di troppo perso per strada, sembra quindi non avere rimpianti: «Non abbiamo niente da rimproverarci, il mister è stato fantastico, la squadra pure. L’Aquila si è riscoperta grande piazza, perché questa è una piazza da serie C e i tanti tifosi accorsi qui come in altre partite sono la dimostrazione che c’è fame di calcio e che L’Aquila è matura per calcare ben altri palcoscenici». Anche se poi, dovendo proprio scegliere una partita che vorrebbe rigiocare, ammette: «Non tanto Sora», quanto «la partita con l’Atletico Ascoli, che però anche non perdendola saremmo stati comunque a un punto, quindi cambiava poco. Però sì, anche quella di Sora, con quei due pali e una traversa», aggiunge. «Se oggi fossimo stati a pari punti forse avremmo avuto ancora maggior lucidità». In ultimo, un commento sul destino di Roberto Cappellacci: «Il mio è un giudizio personale, però sul campo ha fatto bene e meriterebbe di continuare nel progetto. Ovviamente, queste saranno decisioni societarie che riguarderanno sia il mister sia il sottoscritto». (t.d.b.)

