Il Family Office dei manager abruzzesi come formula vincente agli US Open 2026 di tennis

Da zero a 18 giocatori in soli tre anni. È il dato che più di ogni altro racconta la crescita di una realtà manageriale nata in Abruzzo e oggi protagonista sui campi del tennis mondiale. Tra i protagonisti della spedizione americana ci sono anche Luciano Darderi e Tomás Martín Etcheverry
PESCARA. Da zero a 18 giocatori in soli tre anni. È il dato che più di ogni altro racconta la crescita di una realtà manageriale nata in Abruzzo e oggi protagonista sui campi del tennis mondiale. Agli US Open 2026, infatti, sono ben 18 i giocatori seguiti dalla struttura dei manager abruzzesi, mentre nell'edizione 2023 del torneo il dato era fermo a zero. Un salto impressionante, che trova la sua espressione più concreta nei risultati ottenuti a New York.
Tra i protagonisti della spedizione americana ci sono anche Luciano Darderi e Tomás Martín Etcheverry, entrambi capaci di spingersi fino agli ottavi di finale, confermando il livello raggiunto dai giocatori seguiti dalla struttura. Due percorsi diversi, ma accomunati da un elemento: la presenza di una struttura manageriale che non si limita a rappresentare il giocatore, ma costruisce intorno a lui un vero sistema professionale. È proprio questa la filosofia che distingue il progetto dei manager abruzzesi.
Nel tennis contemporaneo il ruolo dell'agente non può più essere limitato alla ricerca di sponsor, alla negoziazione dei contratti o alla gestione dei rapporti con i tornei. La carriera di un atleta professionista è diventata una realtà complessa, nella quale entrano in gioco aspetti fiscali, finanziari, societari, assicurativi, commerciali e patrimoniali.
Da qui nasce il modello del *Family Office applicato allo sport*: una struttura che accompagna l'atleta a 360 gradi e coordina tutte le professionalità necessarie alla gestione della sua carriera. L'obiettivo è creare un vestito su misura sulla base dell’unicità dell’atleta. In questo modo l'atleta può concentrarsi sulla propria attività principale — allenarsi, competere e vincere — lasciando a una struttura organizzata la gestione di tutto ciò che avviene fuori dal campo.
Il percorso di Luciano Darderi rappresenta uno degli esempi più significativi di questa filosofia. Il giocatore italo-argentino è stato seguito dai manager abruzzesi fin dalle prime fasi della sua crescita professionale, quando era ancora lontano dai vertici del ranking. Il lavoro costruito negli anni ha accompagnato la sua progressione fino ai grandi palcoscenici internazionali. A New York Darderi ha confermato questa crescita raggiungendo gli ottavi di finale degli US Open 2026, terzo italiano della storia insieme a Sinner e Berrettini nel raggiungere il quarto turno a New York e Melbourne nello stesso anno.
Il dato dei 18 giocatori presenti agli US Open 2026 assume quindi un significato ancora maggiore. Non è soltanto una crescita numerica. È la dimostrazione di come un modello nato in Abruzzo possa diventare internazionale. Il punto di forza è proprio la capacità di unire management sportivo e gestione patrimoniale, creando un ecosistema nel quale l'atleta viene seguito non soltanto come tennista, ma un’azienda. Una formula che, da Pescara, è arrivata fino a New York.

