Il Foggia sbaglia troppo il Pescara lo punisce e torna in zona play off

21 Gennaio 2018

Decide Mancuso, nonostante le palle gol fallite dai rossoneri È il terzo successo nelle ultime quattro gare per i biancazzurri

INVIATO A FOGGIA. Cinico e spietato il Pescara punisce un Foggia sprecone vincendo dopo 60 anni allo Zaccheria. Decide il gol di Mancuso, al 44’ del primo tempo. Una rete pesantissima che consente al Delfino di allungare la striscia positiva (10 punti in 4 gare) e scalare posizioni in classifica. Ora l’undici di Zeman - applauditissimo dai suoi vecchi tifosi- è in piena zona play off, ottavo in classifica insieme allo Spezia. Zeman, di nuovo crudele contro la sua ex squadra, la punisce per la quarta volta su altrettanti incontri. Mastica amaro l’allenatore rossonero Stroppa che recrimina per le numerose palle gol fallite, soprattutto nel primo tempo. Nessuna sorpresa nella formazione con Capone preferito a Bàez nel tridente con Pettinari e Mancuso. Stroppa, invece, stupisce tutti e rilancia in attacco l’ex Nicastro. La punta siciliana torna titolare dopo due mesi e mezzo e va a far coppia con il capocannoniere (8 gol) dei rossoneri Mazzeo. Nel Foggia rivoluzionato dal mercato c’è l’esordio di quattro nuovi acquisti (Tonucci in difesa, Zambelli, Greco e Kragl in mediana). La fase di studio dura poco. Dopo le prime schermaglie, basta un calcio d’angolo a favore dei satanelli per mandare in tilt la difesa biancazzurra. All’8 Agnelli mette in mezzo, Tonucci prolunga la traiettoria e Nicastro di testa colpisce la traversa. Seguono altri 90 secondi di confusione totale del Delfino con il Foggia che sfiora il vantaggio altre due volte. Prima Nicastro colpisce il palo da ottima posizione, poi il tedesco Kragl da fuori area scarica un destro violento che Fiorillo respinge con affanno. I ritmi sono molto intensi e il Pescara ribatte colpo su colpo andando vicino al gol al 18’ con Brugman che, su assist di Mazzotta, chiama Guarna alla deviazione in corner. I biancazzurri sono imprecisi e poco efficaci negli ultimi 30 metri. L’intenzione di mettere in pratica gli schemi di Zeman c’è e la squadra riesce anche a costruire qualche trama apprezzabile. Il problema è che quando bisogna rifinire l’azione il tutto evapora a causa di un errore banale nell’ultimo passaggio o un movimento sbagliato. Intorno alla mezz’ora sale in cattedra Mazzeo che prima impegna Fiorillo con bel sinistro, poi fallisce un comodo colpo di testa a poca distanza dalla porta avversaria. Al 44’ la ripartenza perfetta che fa saltare gli equilibri. Capone apre per Pettinari che premia la sovrapposizione di Mazzotta. Il terzino mette al centro e Mancuso con un guizzo rapace trafigge Guarna. Terzo gol in campionato per l’ex attaccante della Sambenedettese che torna a gioire dopo tre mesi di digiuno (ultimo centro il 21 ottobre contro l’Avellino). Una punizione eccessiva per il Foggia che spreca molto pagando a caro prezzo una disattenzione difensiva. All’intervallo Zeman lascia negli spogliatoi uno spento Capone gettando nella mischia l’uruguaiano Bàez che si posiziona a destra e Mancuso si sposta a sinistra. Ma è sempre l’undici di Stroppa a creare le situazioni più pericolose. Prima il solito Nicastro per poco non sfrutta un’indecisione di Crescenzi, poi Agnelli di testa su assist di Kragl manda il pallone sul fondo. Il Pescara si rintana nella propria metà campo lasciando l’iniziativa agli avversari, ma con il passare dei minuti il Foggia perde la brillantezza necessaria per creare problemi dalle parti di Fiorillo. Stroppa fa ricorso a forze fresche inserendo Deli per Greco, poi Beretta al posto di Nicastro. Proprio Deli (22’) su respinta corta di Perrotta spedisce di un soffio a lato il pallone dell’1-1. Poco dopo il tecnico rossonero si gioca l’ultima carta: dentro il nuovo acquisto Scaglia per l’altro debuttante Zambelli che lascia il campo stremato. L’ex Brescia ed Empoli, tesserato nei giorni scorsi da svincolato, non giocava da nove mesi. Zeman risponde facendo entrare Coulibaly per Valzania. I minuti scorrono via senza particolari sussulti. I biancazzurri gestiscono il vantaggio e non si fanno vedere quasi mai dalle parti di Guarna. Solo Pettinari prova un‘azione personale e pecca di egoismo gettando alle ortiche una situazione interessante in superiorità numerica e sul capovolgimento di fronte Beretta sfiora il gol. L’ultima emozione la regala Bàez che si fa respingere la conclusione da un difensore. Finisce così, il Pescara vince 1-0 per la quinta volta in campionato (la terza nelle ultime 4 gare nelle quali ha subìto un solo gol). Numeri paradossali, se si pensa che in panchina c’è Zeman…
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