Il futuro del Pescara in A2 è legato alle Naiadi
PESCARA. La pallanuoto guarda alla prossima stagione. La sospensione definitiva dei campionati di serie A1, A2 e B ha confermato le sensazioni che da settimane circolavano tra gli addetti ai lavori....
PESCARA. La pallanuoto guarda alla prossima stagione. La sospensione definitiva dei campionati di serie A1, A2 e B ha confermato le sensazioni che da settimane circolavano tra gli addetti ai lavori. Impossibile ripartire per uno sport di contatto che non ha i mezzi economici del calcio per seguire protocolli sanitari rigidi. Il futuro del Pescara Pallanuoto, in A2, è legato a filo doppio a quello delle piscine Le Naiadi. La gestione attuale scadrà a fine luglio, si attendono disposizioni dalla Regione anche se la società che gestisce l’impianto - in cui c’è anche il Pescara Pallanuoto - è dilaniata da polemiche e denunce. E il club può fare attività solo alle Naiadi. «Da tempo era chiaro a tutti», il pensiero del vice presidente Stefano Di Properzio, «che non ci sarebbero state le condizioni per la ripresa dei campionati. La cosa più difficile sarà capire cosa potrà accadere per il futuro. Noi vogliamo iscrivere la squadra al prossimo campionato di A2, questo è fuori discussione. E’ chiaro che ci dovranno far sapere se e come le piscine potranno riaprire, le misure da adottare e i tempi. Serviranno aiuti governativi ai club e agli impianti per evitare il collasso. Le società che gestiscono direttamente le piscine rischiano grosso: se, come presumibile, verranno adottate misure anti Covid, ci sarà una riduzione dell’utenza e di conseguenza anche gli introiti scenderanno. Servirà la giusta responsabilità per mantenere in vita un settore che conta migliaia di atleti e dà lavoro a tante persone».
Dello stesso avviso il presidente Cristiana Marinelli: «Il futuro dipende dalla disponibilità delle Naiadi. Per programmare il futuro e adeguare la struttura abbiamo bisogno di risposte da parte della Regione Abruzzo, se è intenzionata a rinnovare l’affidamento».

