Il Genoa umilia un Palermo a pezzi
Striscione contro Gasperini, che accusa: «Non sono veri tifosi»
GENOVA. Grazie a due reti di un super Pavoletti, alle solite magie di Perotti e al gol d'esordio di Suso il Genoa schianta 4-0 il Palermo, lo supera in classifica e prova a lasciarsi alle spalle definitivamente il periodo nero che lo aveva portato sulle soglie della zona retrocessione. Male il Palermo che in attesa del nuovo allenatore Schelotto, ieri in tribuna e spesso in piedi per seguire meglio i suoi futuri giocatori, è rimasto in gara nel primo tempo con una buona reazione dopo la rete di Suso, ma poi, sopraffatto dai cartellini gialli fioccati per fermare gli avversari, è rimasto in dieci (doppio cartellino per Andelkolvic) ed è crollato. Quando il Palermo resta in dieci emerge Pavoletti che segna due gol: la nona rete stagionale in tredici gare il centravanti la realizza con un preciso colpo di testa dopo essersi liberato in area, la decima, in chiusura di gara, con una spettacolare rovesciata che finisce sotto la traversa. Nel mezzo la prodezza di Rincon.
Tra le note stonate uno striscione di contestazione che ha accomunato il presidente Preziosi, assente, e il tecnico Gasperini. Quest’ultimo ha commentato così: «Posso dire che ho un concetto dei tifosi del Genoa molto più alto che di tre, quattro elementi che contestano. Credo che la gradinata sia migliore. Io identifico i tifosi del Genoa in altro modo, non queste persone con cui ho avuto dei problemi. Quando il Genoa perde sto molto male ed invece c'è gente che quando il Genoa perde diventa protagonista e sta molto bene, acquisisce spazio e pagine di giornali».

