Il giorno delle verità: Teramo in aula per la B

Scontro tra accusa e difesa sulla partita promozione di Savona
INVIATO A ROMA. Lo stadio sarà l'NH hotel di Roma, la partita la giocheranno gli avvocati. Vale la serie B. E il Teramo si affida al Donnarumma dei legali, a quell'avvocato Eduardo Chiacchio che in bacheca ha già tanti successi in sede di giustizia sportiva. E' il giorno della verità per Savona-Teramo. Appuntamento a questa mattina alle ore 9, quando sia l'accusa che la difesa metteranno sul piatto della bilancia le proprie carte davanti al Tribunale nazionale federale presieduto da Sergio Artico.
Sarà muro contro muro: da una parte il teorema accusatorio sostenuto dal procuratore federale Stefano Palazzi che ha fatto propria la tesi della procura di Catanzaro: illecito sportivo tentato e consumato. Dall'altra la difesa: nessun illecito, tutti i deferiti respingono le accuse. Nemmeno una mezza ammissione.
La storia. La partita è l'arcinota Savona-Teramo del 2 maggio scorso (penultima giornata del girone B di Lega Pro), quella che ha sancito la storica promozione del Diavolo in serie B. E' una delle tante finite sotto inchiesta da parte della procura di Catanzaro che ipotizza il coinvolgimento diretto del presidente Luciano Campitelli. Il Teramo, in particolare il ds Di Giuseppe, avrebbe dato mandato a Ercole Di Nicola di combinare la partita. Di Nicola, poi, si sarebbe mosso in direzioni diverse: dopo il no di Matteini, che avrebbe tentato di avvicinare invano, un paio di giocatori del Savona, sarebbe andato prima su Ninni Corda, per tre anni allenatore del Savona fino al 2014, e poi su Marco Barghigiani, consulente del club ligure. Partita combinata per 30mila euro secondo l'accusa. Tanti indizi, nessuna prova. Un quadro indiziario forte secondo l'accusa. Che, oltre alle intercettazioni (allusive, ma mai dirette), si avvale delle dichiarazioni rese da Ninni Corda. Che conferma di essere stato avvicinato da Di Nicola e Di Giuseppe per aggiustare la partita a favore del Teramo. E che poi racconta di aver saputo da Barghigiani che la combine è andata a buon fine. Fondamentale la posizione di Campitelli: se il collegio giudicante si fa la convinzione che ha recitato un ruolo attivo nella vicenda il Teramo perderà la serie B. Se così non sarà, il Diavolo se la potrà cavare con una penalizzazione da scontare nella prossima stagione. In serie B. Tutti i deferiti (cinque club e undici tesserati) negheranno le accuse. Tranne Corda che comunque sostiene di non aver avuto una parte attiva nella combine. Teramo (accusato di responsabilità diretta, oggettiva e presunta) e Savona (responsabilità diretta e presunta) rischiano la retrocessione in serie D; gli altri tre club, L'Aquila, Barletta e Atletico San Paolo Padova, una penalizzazione per responsabilità oggettiva. Non ci sarà Ercole Di Nicola, ancora agli arresti domiciliari. E quindi potrà chiedere e ottenere lo stralcio della sua posizione in fase di dibattimento. Il 38enne dirigente di Morro d'Oro è ritenuto il coordinatore della partite truccate in Lega Pro; lui, invece, si difende sostenendo che dava "dritte" agli scommettitori grazie alla sua esperienza e alle sue conoscenze. Il Savona sosterrà che i contatti con Di Nicola e il Teramo erano relativi solo alla cessione del club. Che il presidente Dellepiane (tirato in ballo da Corda) ha sì venduto, ma a imprenditori della zona.
Il duello Chiacchio-Grassani. Chiacchio difenderà il Teramo e Mattia Grassani rappresenterà l’Ascoli che chiederà di costituirsi come terzo interesato (se il Teramo perde la B saranno i bianconeri a rimpiazzarlo). Sarà una sfida nella sfida tra due tra i migliori legali nel campo della giustizia sportiva. Saranno scintille tra i due. Ieri, durante il dibattimento per il caso Catania, si sono avute le avvisaglie con stoccate reciproche. Chiacchio, nelle ultime settimane, ha fatto capire che il Teramo può stare tranquillo: non perderà la B. Grassani è convinto – e ha fatto dichiarazioni in tal senso – del contrario.
I tempi. Sarà un dibattimento lungo. Il presidente del tribunale federale, Sergio Artico, cercherà di contenere il tutto in giornata. Ma è impensabile che il processo possa durare dalle ore 9 alle 15,30 come da calendario della Figc. Sarà certamente più lungo. La sentenza è attesa tra il 14 agosto e il 17. Poi, di nuovo in campo gli avvocati per il secondo grado, la sfida decisiva perché le sentenze saranno esecutive. E il terzo grado – il collegio di garanzia del Coni – analizzerà il caso non nei contenuti, ma nella forma. E quindi difficilmente smentirà i giudizi di primo e secondo grado. Oggi dalle 14.30 l’emittente Tv6 seguirà il processo con una diretta.
@roccocoletti1
©RIPRODUZIONE RISERVATA

