Il Giro d’Italia nel ricordo del terremoto dell’Aquila

1 Novembre 2018

Il 17 maggio la tappa da Vasto al capoluogo di regione, il 18 si parte da Tortoreto

L’Abruzzo di nuovo in rosa per l’edizione 2019 del Giro d’Italia. Nella 102ª corsa rosa, infatti, così come accaduto nel 2018, ci saranno un arrivo e una partenza. La frazione che si disputerà tutta nella nostra regione sarà quella del 17 maggio, la settima tappa (180 km), da Vasto all’Aquila per ricordare i 10 anni dal terremoto del 2009. La carovana rosa partirà da Vasto, passando per Fossacesia, San Vito, fino ad Ortona percorrendo il lungomare e la Costa dei Trabocchi poi ecco le colline teatine, il passaggio a Chieti e la salita delle Svolte di Popoli prima dell’arrivo in salita all’Aquila, che ha già ospitato l’arrivo di tappa nel 2005 e nel 2010. Il giorno successivo, il 18 maggio, la partenza è fissata da Tortoreto Lido per raggiungere Pesaro (235 km).
«Sono contento che il Giro torni di nuovo in Abruzzo», ha detto ieri, a margine della presentazione della 102ª edizione, il referente abruzzese della Rcs Maurizio Formichetti. «La tappa partirà da Vasto, probabilmente da piazza Rossetti. Stiamo definendo gli ultimi dettagli prima di dare l’ufficialità», ha evidenziato Formichetti, parlando anche del traguardo volante di Ripa Teatina e il Gpm fissato alle Svolte di Popoli. «È una tappa adatta ai passisti. Se sarà ai nastri di partenza Peter Sagan è il favorito, ma vedo bene anche gli abruzzesi Giulio Ciccone e Dario Cataldo», continua Formichetti che spiega anche l’arrivo all’Aquila. «Stiamo decidendo se far arrivare la tappa in piazza Duomo o davanti alla Basilica di Collemaggio. Io preferirei piazza Duomo», evidenzia Formichetti, «con un arrivo importante con oltre 2 chilometri di dislivello». «Il Giro ha l'obbligo di rappresentare tutte le nostre eccellenze», ha detto il direttore della corsa rosa Mauro Vegni. «Torniamo all'Aquila per porre sotto i riflettori la situazione che non è ancora completamente in ordine». Il Giro partirà da Bologna per arrivare a Verona. Sarà il Giro più duro degli ultimi 20 anni, hanno detto diversi addetti ai lavori. In fondo, basta guardare il dislivello di oltre 46 mila metri per capire cosa attenderà i 176 corridori che si presenteranno al via. Soprattutto sarà un Giro in versione italiana, visto che ci sarà solo uno sconfinamento a San Marino e nel percorso saranno molti gli omaggi ai simboli del nostro Paese, sportivi e non. L'edizione numero 102 promette quindi spettacolo. «Sono tentato, il percorso è bellissimo e allettante», ha detto il vincitore del 2018 Chris Froome, che non ha ancora sciolto le riserve per il 2019. Partenza l'11 maggio da Bologna, con un cronoprologo di 8 km, epilogo il 2 giugno a Verona, sempre a cronometro (15 km).
La novità è che non ci saranno arrivi in salita nella prima settimana, ma ci sarà una seconda cronometro di 34,7 km, da Riccione a San Marino. Si comincerà, quindi, a salire dopo il giorno di riposo (20 maggio), con il clou in fondo alla seconda settimana: la prima delle tre tappe da “5 stelle” sarà la Saint-Vincent-Courmayeur (14ª), con le scalate a Verrayes, Verrogne, Truc d'Arbe e Colle San Carlo, prima dell'ascesa finale. Il tappone alpino sarà invece la 16ª, da Lovere a Ponte di Legno, il menu prevede 5.700 metri di dislivello. Infine, l'ultima giornata dura arriverà nella Feltre-Croce d'Aune (20ª), quando il gruppo affronterà la Cima Campo, il Manghen, il Rolle e il Monte Avena. L'ultima fatica prima della cronometro che porterà a Verona.
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