Il Giulianova crolla in casa Serve un’impresa per la D

Il Terranuova Traiana sfrutta le ingenuità dei giallorossi e vince nel finale
GIULIANOVA. Non va a buon fine il primo round della finale per l’accesso in serie D. Una sconfitta, più pesante nel risultato che non nella economia della partita. Ma pur sempre una sconfitta che pesa, perché i numeri sono impietosi, perché i gol pesano nella somma dei 180 minuti, perché ora il Giulianova per aggiudicarsi gli spareggi, dovrà imporsi con tre gol di scarto. Non è bastata, ancora una volta, la straordinaria interpretazione del pubblico giallorosso che si è stretto attorno al Giulianova. Anche nel nome “di uno di loro”, dello scomparso Claudio Zaccagnini, applaudito ed invocato, fin dal primo minuto di silenzio in suo onore. Non è bastata una festa straordinaria, perché le partite si giocano in due, e l'avversario per il Giulianova è sembrato a tratti insuperabile. Al di là del risultato che si commenta da sé. È vero anche che il Giulianova è dovuto scendere in campo nell'undici iniziale mancante di Luca Cognigni e Francesco Di Paolo, ovvero di coloro che avevano realizzato più reti nella stagione regolare. Eppure i primi minuti di gioco erano stati di buon auspicio. I biancorossi ospiti hanno avuto una amnesia iniziale, una specie di mancanza di identità che poi hanno recuperato in tempi rapidi, veloci e funzionali. È lì che è venuto fuori subito il disegno tattico della squadra toscana, ma soprattutto lì si è capito che il Terranuova Traiana sapesse “leggere e scrivere”. Nei 10’ di avvio il Giulianova era andato a prendere alto gli avversari con efficacia, ma poi è venuto fuori il tratto diabolico del mister avversario: i due mediani davanti la difesa, Cioce e Mannella, subito più avanti Marini, Privitera e quell’iradiddio di Taflaj, che si sono messi addosso ai tre centrocampisti, facendoli gioco forza, spostare il gioco sulla fasce, senza che avessero accesso centralmente. La cosa ha innervosito non poco il Giulianova. E quando non si è sereni si è portati a commettere banalmente gli errori. Si parla spesso di cura dei dettagli, e i dettagli stessi poi alla fine fanno la differenza. Ma quando sono gli altri che approfittano dei dettagli allora ci si rammarica doppiamente. Botta e risposta in quantità nei primi 20’ di gioco, in cui Marini due volte e Taflaj, prendono le misure a Boccanera. Poi un calcio da fermo di Massetti che dà origine ad un angolo, sul quale Bittaye prova una parabola insidiosa. Dal capovolgimento di fronte, esce male la squadra di casa, Taflaj, costringe agli straordinari Boccanera: angolo, palla in area, Scognamiglio tocca Sacconi e per Passarotti è rigore. Bega, dal dischetto trasforma. Al 32’ un braccio irregolare in area di Cappelli fa rumoreggiare il pubblico ed i giocatori, ma solo quello. Peccato che dieci minuti dopo una bella percussione a sinistra, passata poi per il centro non venga sfruttata a dovere da Massetti che indirizza fuori, da posizione favorevolissima. Gli ospiti non stanno a guardare e in una manciata di minuti da fondo linea Taflaj, becca il palo opposto a quello di tiro. Prima tempo bello. Ricco. Elettrico. Nella ripresa il Giulianova carica gli avversari. Pagliaccetti passa al 4-3-3 puro, Marchionni, falso nueve, in attesa del subentro di Francesco Di Paolo, con ai lati anche Bittaye, e Massetti scalato mezzala. Sembra un buon momento per la squadra di casa, che sostenuta dal pubblico infuocato, trova il pari: dal calcio franco di Francesco Di Paolo (28’) la sfera bacia la traversa, torna in campo e viene spinta nel sacco da Bittaye. Il Giulianova prova a crederci, prova a credere nella rimonta tanto che il mister manda dentro anche Pera. Poco oltre la mezzora ancora Francesco Di Paolo, a sfruttare un angolo con una girata che però Fedele controlla agevolmente. Si parlava di dettagli: minuto 38, un giropalla avversario che sa di innocuo sul quale si fa trovare pronto Cioce, che si aggiusta di quel tanto il controbalzo al veleno che infila Boccanera. Un gol venefico sotto ogni punto di vista per il Giulianova che in ogni caso prova di nuovo a cercare il pari, ma senza costrutto: allo scadere del 5’ minuto di recupero ancora una disattenzione, spiana la strada a Mannella che va via indisturbato in area e a mettere dentro imparabilmente il terzo gol, che sa tanto di sentenza anticipata. Fra sette giorni la finale di ritorno, al Fedini di San Giovanni Valdarno. Con un Cognigni in più, ma con uno Scognamiglio e Bittaye in meno, che saranno squalificati in quanto diffidati.
Enzo De Dominicis
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