Il governo: è giusto che il calcio ricominci

Via libera agli allenamenti collettivi, il 28 maggio incontro tra ministro Spadafora e la Figc per stabilire come ripartire
ROMA. «L'Italia riparte, è giusto che riparta anche il calcio». Dal ministro Vincenzo Spadafora arriva l'attesa luce verde del governo alla ripresa del campionato di serie A, la cui data resta ancora in bilico fino al 28 maggio, quando il responsabile dello Sport terrà una riunione con i vertici di Figc e Lega serie A per decidere «se e quando far ripartire la stagione, per terminarla». Il «se» del ministro dice che il calcio non può dare nulla per scontato, ma l'ok alla richiesta di togliere i ritiri chiusi e la riformulazione delle regole per la quarantena in caso di positivi indicano ora una chiara volontà di far ripartire il campionato. Un mattone indispensabile è stato posto con il via libera del Comitato tecnico scientifico al protocollo Figc per la ripresa degli allenamenti collettivi, con importanti indicazioni: sparisce l'obbligo di ritiro preventivo per le squadre, ma scatta la quarantena di 14 giorni in caso di positività sia per l'eventuale contagiato sia per tutti gli altri giocatori e membri del gruppo, che possono però continuare ad allenarsi. «La validazione del protocollo sugli allenamenti è un passo determinante», commenta il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, mentre la federazione annuncia che la commissione medica federale è già al lavoro per il protocollo per l'auspicabile fase di ripresa del campionato. A schiarire ulteriormente l'orizzonte, è arrivata anche la decisione della Uefa di dare più tempo alle federazioni per comunicare se e con quale format concluderanno la stagione. Cade il termine perentorio del 25 maggio e resta l'obbligo di decidere e informare prima del comitato esecutivo Uefa del 17 giugno. Qualche settimana in più permetterà a tutti di avere un quadro più delineato sia in Italia, ma anche in Spagna e Gran Bretagna, dove sperando sempre di riannodare anche il filo spezzato della stagione calcistica si sono evitate scelte drastiche come in Francia e Olanda. Il varo del protocollo per gli allenamenti collettivi è stato sofferto, ma ora apre una strada più praticabile, abbattendo forse i dubbi di tanti club. Il Cts ha evitato di imporre drastiche quarantene preventive alle squadre e anche in caso di positività di un componente del gruppo squadra - giocatori, tecnici, staff -, l'isolamento di tutti gli altri sotto il controllo del medico sociale non impedirà lo svolgersi degli allenamenti collettivi. Per liberare un positivo bisognerà avere due tamponi negativi a distanza di almeno 24 ore l'uno dall'altro, mentre il club ha l'obbligo di provvedere alla sanificazione del centro sportivo mentre si procederà alla «mappatura degli ulteriori contatti» con il positivo. Il lavoro della commissione medica della Figc sarà ora volto a preparare il protocollo per le partite, ancora più delicato ma decisivo, una volta ottenuto l'avallo del Cts, per ricominciare. Oggi si riunirà il Consiglio federale, che prenderà atto del cambio di prospettiva, ormai in vista delle decisioni definitive del 28 maggio. Si parlerà dei campionati, di come finirli. La volontà di Gravina è quella che i verdetti siano determinati dal campo.
Cala il sipario sui dilettanti. L’unica certezza è che oggi, durante il consiglio federale, ci sarà la chiusura ufficiale della stagione, con il conseguente congelamento delle classifiche, per quanto riguarda i dilettanti, dalla serie D in giù. Probabile anche ci siano le linee guida per il meccanismo di promozioni e retrocessioni. Lo stesso discorso vale anche per il calcio a 5 sul quale oggi calerà il sipario. Dopodiché, venerdì, è in programma la riunione del direttivo della Lega Nazionale dilettanti che approfondirà le tematiche relative ai campionati minori.
Angelo Caradonna

