Il Lanciano a Varese per tentare un altro colpo

Negli ultimi due anni la Virtus ha sempre vinto allo stadio Ossola
LANCIANO. Numeri alla mano, quella in programma oggi pomeriggio a Varese, parrebbe la migliore trasferta possibile, per una Virtus decisa a dar seguito all'ottimo avvio di stagione. Che tra la gara di Catania e il successivo confronto casalingo col Modena ha fruttato 4 punti su 6 ed il secondo posto in classifica (in coabitazione con altre sei squadre) ai rossoneri di D'Aversa. Attesi dalla sfida dell'Ossola: campo quantomai propizio, visto che negli unici due precedenti di B lì disputati, hanno ottenuto, nell'ultimo biennio, altrettanti successi. Un significativo en plein, frutto del 2-1 colto, il 26 gennaio 2013 sotto la gestione Gautieri, e dell'1- 0 ottenuto, il 26 aprile di quest'anno, con Baroni in panchina. Spetterà dunque a D'Aversa e ai suoi ragazzi rinverdire i fasti del recente passato, confermando l'ottima impressione sin qui suscitata. Paragoni che però lo stesso D'Aversa preferisce evitare, come ha ribadito nella conferenza stampa antecedente la partenza della squadra. Che ha preferito anticipare i tempi, sostenendo lontano da casa le ultime due sedute di rifinitura: a Sasso Marconi, giovedì pomeriggio, e a Varese, ieri mattina. «Premesso che i paragoni», queste le dichiarazioni del tecnico rossonero, «non mi piacciono, credo sia anche prematuro, dopo appena 2 turni disputati su 42, dare giudizi mettendo a confronto presente e passato. Sono io il primo ad essere soddisfatto per l'ottima partenza: perché fa bene al gruppo, aiutandolo a lavorare meglio, e galvanizza l'ambiente. Attenzione però», sottolinea subito dopo l'ex responsabile dell'area tecnica virtussina, «a non confondere la soddisfazione con il compiacimento. Guai infatti a sentirsi già appagati, perché in un campionato lungo e duro come quello di serie B, è fondamentale mantenere alta la concentrazione e guardare sempre avanti, lasciandosi alle spalle quanto fatto in precedenza. Deve insomma contare solo il presente e la sfida che ci attende». Quanto poi all'inserimento dei nuovi, sinora impegati col contagocce dal trainer, che domenica scorsa, ad eccezione del portiere Nicolas, aveva in partenza schierato tutti giocatori presenti nell'organico della passata stagione, ecco la spiegazione di D'Aversa: «A parte che reputo egualmente prezioso anche l'apporto di chi è rimasto in panchina o addirittura in tribuna, va detto che alla base del loro mancato utilizzo vi sono ragioni svariate. Dai concomitanti impegni in azzurro di alcuni di loro, alla necessità di far recuperare ad altri la migliore condizione ottimale. Con tante gare da disputare, però, è fisiologico che ci sarà spazio per tutti. Magari anche a breve visto che, con l'arrivo dei primi turni infasettimanali, saremo chiamati a scendere in campo tre volte nell'arco di sette giorni». E' anche per questo, del resto, che sono 23 i convocati per l'impegno di Varese, disertato solo dal baby De Vita e, per squalifica, da Amenta. Al cui posto appare scontata la conferma dell'ottimo Ferrario, a completare un pacchetto arretrato che non dovrebbe subire variazioni rispetto a domenica. E, anche se nelle retrovie scalpitano, tra centrocampo ed attacco, i vari Bacinovic, Grossi, Pinato, Turchi, Monachello e Cerri, non è da escludere l'iniziale riproposizione dello stesso undici opposto, nel turno scorso, al Modena, con tre dei sopraccitati atleti (in aggiunta al terzino Conti) pronti a subentrare. Del resto, sette giorni dopo la sfida di Varese, per Mammarella e soci avrà inizio un mini tour de force che li porterà ad affrontare, nell'arco di una decina di giorni, due impegni interni (contro Frosinone e Bari), inframezzati dalla trasferta di Brescia.
Stefano De Cristofaro
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