Il Lanciano all’assalto per sperare nella salvezza

Al Biondi sfida fondamentale contro l’Avellino che sarà seguito da 600 tifosi
LANCIANO. La Virtus Lanciano gioca con l'Avellino, ma prima di scendere in campo deve pensare al Perugia: o meglio, a quella partita col Perugia di un mese fa. Anche allora, come oggi, arrivava infatti un avversario incerottato e con gli uomini contati. Pure il tecnico biancoverde Attilio Tesser, come già Pierpaolo Bisoli in quella sfida della 33esima giornata, non riesce a completare la panchina, e ha avuto a che fare con una settimana ricca di contrattempi. Un mese fa, con quel Perugia in emergenza che sembrava un facile boccone, andò decisamente male: se fu un errore di sottovalutazione, bisogna fare attenzione a non ripeterlo. L'Avellino arriva privo di alcuni dei suoi giocatori più rappresentativi, come gli attaccanti Castaldo e Tavano; ma non significa che viene in Abruzzo a fare una comparsata. I biancoverdi non sono impantanati nella zona più pericolosa della classifica, ma hanno ugualmente sete di risultato: erano partiti per puntare ai play off e sono rimasto per buona parte del campionato nei quartieri alti, ma il crollo verticale degli ultimi mesi ne ha ridimensionato le ambizioni. La salvezza per gli irpini è a portata di mano, e a maggior ragione non vogliono rinviare l'appuntamento con quello che è diventato l'obiettivo minimo stagionale. Insomma, per la squadra di Tesser non è l'ultima spiaggia, ma come minimo vorrebbe tornare a casa con un punto. Anche perché solo sabato scorso a Vercelli i campani hanno riconquistato un pareggio dopo quattro ko consecutivi. Perciò vietato abbassare la guardia per la Virtus Lanciano che, dal canto suo, se non è all'ultima spiaggia quantomeno è alla penultima. Il tempo stringe, la fine della stagione regolare si avvicina, e i rossoneri sono obbligati a vincere. Quello scivolone col Perugia è capitato quando c'erano ancora nove giornate da giocare, e i frentani avevano ben 4 punti di vantaggio sui play out; passata questa, di partite ne restano 3, e bisogna uscire dalla zona che costa la retrocessione diretta. Tra l'altro il ricorso contro la penalizzazione è partito, ma nella migliore delle ipotesi l'attuale -7 può diventare -5. Poiché non c'è nulla di certo, la squadra di Primo Maragliulo ora deve contare solo sulle proprie forze: quelle mostrate a Cagliari, e prima ancora col Novara, non sono cosa da poco. Anzi, sembrano sufficienti a conquistare 3 vittorie in 4 partite che, classifiche degli ultimi anni alla mano, porterebbero alla quota di 48 punti che dovrebbe consentire di conservare la categoria. Maragliulo si tiene stretto quanto di buono fatto nelle precedenti uscite, e riconferma per dieci undicesimi la formazione che ha rischiato di sbancare Cagliari. Unico cambio è l'inserimento di Vitale, al rientro dalla squalifica, che a centrocampo sostituisce Rocca, tornato giovedì dall'impegno con la nazionale under 20. In effetti, se la Virtus ripete le prestazioni recenti, non c'è proprio la necessità di cambiare. Di tutt'altro tenore le preoccupazioni di Tesser, che si presenta al Biondi con una coppia d'attacco che scende in campo per la prima volta dall'inizio, Joao Silva e Mokulu, che comunque è il capocannoniere della squadra: ha segnato 11 reti contro le 8 di Trotta (da gennaio al Sassuolo) e le 7 dell'infortunato Castaldo. In campo non ci saranno neanche i due ex: Paghera manca per squalifica; Pucino per scelta tecnica perché, dopo l'infortunio di Pisano, Tesser preferisce spostare sulla fascia Biraschi. Ad ogni modo per sostenere l'Avellino arriva un buon numero di supporters.
Se ne stimano circa 600 per questa che è la 14ª sfida giocata tra le due squadre dal 2001 a oggi: il bilancio pende leggermente dalla parte dei campani, che si sono imposti 6 volte, due delle quali al Biondi, contro le 5 dei frentani; in serie B però i rossoneri finora hanno vinto 3 volte su 5.
Andrea Rapino
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