Il Lanciano resiste mezzora poi L’Aquila ne fa quattro

Poker rossoblù con Micciché (doppietta), Altares e Kras: vetta distante due punti Nei frentani è caos societario: scontro tra gli americani e l’attuale proprietà
LANCIANO. Nessuna sorpresa dal Biondi, espugnato con un rotondo 0-4 dall’Aquila, che continua dunque la sua rincorsa al Chieti, ieri corsaro a Città Sant’Angelo e dunque sempre in testa con due lunghezze di vantaggio sui rossoblù di Bolzan, nel cui 4-3-3 di partenza c’era Bisegna, e non Kras, al posto dello squalificato Di Norcia. Quanto al Lanciano, falcidiato dalle assenze ed alle prese con una situazione societaria a dir poco ingarbugliata, i ragazzi di Di Pasquale hanno fatto il massimo, impensierendo in un paio di circostanze il portiere ospite e resistendo per quasi mezz’ora. Ovvero fino al 28’, quando è l’ex Miccichè a sbloccare il punteggio con un delizioso tocco al volo su assist di Zanon. Quattro minuti ed arriva il raddoppio, firmato di testa da Altares Diaz. Dopo un paio di conclusioni respinte dall’ottimo Rossetti, è ancora Miccichè a realizzare, al 9’ della ripresa, lo 0-3, trasformando impeccabilmente un rigore concesso per un fallo di mano in area, mentre la quarta ed ultima rete è opera del neo entrato Kras, lesto a girare in porta l'assist di Lenoci.
Ma a movimentare la vigilia sono le dichiarazioni del 64enne Paolo Iapaolo, accostato in questi giorni al nuovo gruppo americano e per questo deciso a fare chiarezza sulla situazione generale e sul suo ruolo. «Due settimane fa», svela Iapaolo, «sono stato contattato da Glenn Robert, Max Pincione e Janet Strackhouse Mazzullo, che impossibilitati a venire in Italia per via delle restrizioni anti Covid, mi hanno chiesto di recarmi a Lanciano, per verificare la situazione economica e logistica del club nel quale sono entrati. Cosa da me fatta tra lunedì e mercoledì scorso, con conseguente relazione ai miei referenti. Si è trattato però di una cortesia fatta ad un amico (Pincione, ndc), non avendo io alcun incarico ufficiale nel Lanciano, e men che meno quello di dg».
Questo ad oggi, ma in futuro? «Al momento non ve ne sono i presupposti, avendo io firmato un contratto che dal 1° giugno prossimo al 31 dicembre 2022, mi lega ad una squadra di serie A del Nord Europa, in piena corsa per l’Europa League. Che poi, previo accordo coi miei nuovi referenti, possa dare una mano anche agli amici del Lanciano, è tutto da vedere, ma ad oggi la situazione è quella appena descritta». Ed è il motivo per il quale il gruppo americano, avendo necessità di poter contare su qualcuno in loco, si è affidato all’attuale ds rossonero Gianmarco Capoccia, accusato per questo, dalla Chiaretti e da mister Di Pasquale, di fare il «doppio gioco». L’altra notizia emersa nel colloquio esclusivo con Iapaolo è che, contrariamente a quanto sostiene l’attuale proprietà, (che ha dato mandato ai propri legali, di trovare il modo di annullare la trattativa imbastita qualche settimana fa), la holding americana è a tutti gli effetti comproprietaria del Lanciano. «Esiste una documentazione firmata», conferma Iapaolo, «che lo attesta, con tanto di dati anagrafici e bancari, senza contare che sono stati effettuati alcuni bonifici, ed altri ne arriveranno, una parte dei quali già utilizzata dai dirigenti toscani». Insomma, un vero e proprio ginepraio destinato ad infiammare anche i prossimi giorni, con scambi di accuse e reciproche versioni dei fatti. Il tutto al cospetto di una tifoseria, una cui rappresentanza ha fatto chiaramente capire (con un apposito striscione apposto venerdì sera ai cancelli del Biondi) di non voler avere nulla a che fare: né con i toscani, né con gli americani.
Stefano De Cristofaro
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