Il Lanciano va a caccia di un colpo da play off

7 Marzo 2015

A Perugia chi vince resta agganciato alla zona spareggi per la promozione

LANCIANO. Cambi obbligati sugli esterni di difesa e scelte tecniche in attacco: l’allenatore Roberto D’Aversa, con le squalifiche di Aquilanti e Mammarella, e il rientro di Monachello, ridisegna la Virtus Lanciano che oggi affronta il Perugia al Curi. Nel reparto arretrato i sostituti naturali sono Conti a destra, che ha giocato finora una dozzina di partite, e Nunzella dall’altro lato, che di presenze ne ha collezionate cinque, solo una delle quali dal primo minuto. A loro spetterà il compito di non far rimpiangere i titolari, a meno che il tecnico non opti per “retrocedere” uno o due esterni di centrocampo: Di Cecco è stato già reinventato terzino d’emergenza, mentre questo era il ruolo di Vastola fino a quattro anni fa. Tuttavia Di Cecco appare destinato a riprendere posto sulla mediana, con i confermati Grossi e Bacinovic. Scelte obbligate al centro della difesa: Ferrario a causa della febbre ha lasciato il ritiro di Coverciano, dove i frentani hanno preparato la gara, con qualche problema per il maltempo. Difficile decifrare le scelte di D’Aversa in attacco: Cerri dovrebbe partire nuovamente dalla panchina, con Monachello titolare insieme a Piccolo e Gatto, serbando anche la carta Thiam per la ripresa. La Virtus affronta una diretta concorrente: per riavvicinare i play off, come suggerirebbe la classifica; per allontanare i play out, predicano i due allenatori. La parola salvezza è tornata ad essere l’imperativo categorico per Andrea Camplone con il ko di martedì a Frosinone, giunta dopo tre vittorie di fila. Il Perugia, capolista solitaria fino alla settima giornata, con gli aggiustamenti di gennaio sta però riprendendo smalto. Tra le mura amiche ha perso una sola volta, all’andata proprio coi ciociari, e brilla in diverse classifiche particolari della B: è primo in quella dei passaggi riusciti ed è secondo per possesso palla e supremazia territoriale; dal canto loro, i rossoneri precedono gli umbri nelle graduatorie di pericolosità e tiri nello specchio della porta.

Camplone, da sempre votato al 4-3-3, nonostante qualche saltuario ritorno di fiamma, si è convertito al 3-5-2. Pur con qualche aggiustamento, ripresenterà la formazione che ha infilato il tris di successi. Con Giacomazzi fermato da un infortunio muscolare, in difesa rientra l’egiziano Hegazi dalla squalifica. A centrocampo torna Fossati e torna in panchina Taddei, le cui quotazioni sono scese dopo il mercato di riparazione, al pari di quelle di Falcinelli, capocannoniere della squadra. Tuttavia sulla coppia d’attacco incideranno le condizioni di Fabinho, rimasto a riposo ieri: se il brasiliano non ce la fa, di fianco ad Ardemagni ci sarà Falcinelli o Lanzafame. «È una squadra forte, costruita per fare un campionato di vertice sia nel mercato estivo sia in quello di gennaio», ha detto degli avversari D’Aversa, «avrà l’apporto di un pubblico numeroso, e si prospetta una gara difficile, simile a quella di Vicenza. Non dobbiamo pensare alla partita di andata», ha aggiunto, «è vero che non concretizzammo tante palle gol, ma finora ci è successo anche altre volte: è impensabile andare a Perugia a costruire lo stesso numero di occasioni». «Quella partita non fa testo», ha dichiarato Camplone sul match del Biondi, «eravamo rimaneggiati, con l’acqua alla gola, e loro hanno fatto la più bella gara del campionato. Tra pali, traverse e portiere ci siamo salvati», ricorda l’ex terzino di Galeone, «ora però siamo quasi al completo, e dobbiamo essere bravi a non farli ragionare, stare attenti sulle ripartenze, e ad evitare i falli, perché nonostante l'assenza di Mammarella la Virtus è ugualmente pericolosa sulla palle inattive».

Andrea Rapino

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