Il Milan affonda, follia Mexes

25 Gennaio 2015

La Lazio ribalta i rossoneri, Inzaghi appeso a un filo. Il difensore espulso prova a “strangolare” Mauri

ROMA. I fischi si sentono ancora, la contestazione arriva anche lontano da San Siro, la follia di Mexes e l'ennesima sconfitta-umiliazione rischia di costare davvero cara a Filippo Inzaghi.

Il Milan contro la Lazio è anche peggio di quello visto con l'Atalanta una settimana fa: senza gioco e senza idee, con il francese che perde le staffe e prova a strangolare Mauri nel finale, si illude per un gol fortuito in avvio e poi subisce la squadra di Pioli, che trascinata da un Klose senza età si prende la gara, gli applausi e i tre punti che la rimettono in marcia dopo il passo falso con il Napoli. Il 3-1 con gol del tedesco e doppietta di Parolo, è il risultato giusto di una gara a senso unico, in cui il Milan si era illuso per il gol in avvio di Menez. Occasione unica per la squadra rossonera a cui il presidente Berlusconi aveva rinnovato la fiducia: non sarà certo facile farlo ancora. E martedì si replica a Milano per la Coppa Italia, chissà se con Inzaghi ancora in panchina.

La Lazio con la maglia vintage con l'aquila stampata in mezzo e la festa ricordando gli anni '80 è di gran lunga superiore e se chiude il primo tempo sotto di un gol è solo perché davanti alla porta non è riuscita a concretizzare.

Dopo le reti di Parolo e Klose, la partita si incattivisce e diventa quasi una caccia all’uomo. Marchetti ci rimette una ferita alla testa mentre anticipa Menez in un’uscita coraggiosa e nella quale il milanista non tira indietro il piede dalla faccia del portiere, anzi. L’arbitro Mazzoleni non prende provvedimenti e forse lì la partita prende una piega che non dovrebbe. Il direttore di gara concede ben 7’, forse troppi, e al 48’ in campo scende la follia: entrata da dietro di Mexes su Mauri, il laziale lo scalcia sul polpaccio. Il difensore rossonero lo segue e lo prende per il collo con una mano. Si separano, Mazzoleni espelle il milanista che in preda a un raptus afferra ancora, questa volta con il braccio e da dietro, Mauri per il collo e viene separato a fatica. Galliani in tribuna si alza sconsolato.