Il Milan crolla nel finale a Monza Fallisce il sorpasso alla Juventus
I rossoneri prima rimontano i brianzoli e poi cadono negli ultimi minuti. Colpo Champions del Bologna L’Inter padrona del campionato: domani la sfida casalinga contro l’Atletico Madrid. Tris della Roma
MONZA. Il Milan cade a Monza, 4-2 negli ultimi minuti, dopo aver rimontato dallo 0-2, e manca il sorpasso sulla Juventus (2-2 sabato a Verona) al secondo posto della serie A. A sorridere sono i brianzoli e l’Inter (a più nove sui bianconeri e con una gar da recuperare), sempre più in vetta alla classifica. Sono Pessina su rigore e poi Mota, Bondo e Colombo a far gioire i biancorossi. Nel mezzo le reti di Giroud e Pulisic che, nonostante il rosso ai danni di Jovic all’inizio della ripresa, avevano dato la scossa (subentrando dalla panchina) al team rossonero. Quella di ieri sera è la prima sfida ufficiale disputata al Brianteo tra le due squadre dopo la morte di Silvio Berlusconi, ricordato dai tifosi con striscioni e bandiere. E onorato in campo con tanti gol.
La corsa Champions. Il Bologna sbanca l'Olimpico rimontando la Lazio, che fa precipitare a -8 dal quarto posto, e agguanta l'Atalanta, che ha una gara da recuperare. La corsa Champions infiamma un campionato che sta laureando campione con largo anticipo l'Inter di Inzaghi, stile-Napoli. Juve e Milan risolveranno in tempi lunghi la volata per il secondo posto. Si tiene in scia di Atalanta e Bologna anche la Roma che alla distanza batte con merito il Frosinone. In zona retrocessione non si fanno male Udinese e Cagliari mentre racimola un punto anche l'Empoli che frena ulteriormente la corsa all'Europa della Fiorentina. Sono Inter, Atalanta e Bologna le grandi protagoniste della serie A. I nerazzurri macinano avversari senza pausa e ora possono concentrarsi sulla sfida di domani (diretta tv su Canale 5 alle ore 21) con l'Atletico Madrid di Simeone. L'Atalanta di Gasperini capitalizza le energie risparmiate qualificandosi direttamente per gli ottavi di Europa League: quinta vittoria di fila e quarto posto consolidato, col Sassuolo che facilita il compito dei nerazzurri con due errori dal dischetto di Pinamonti. L'Atalanta però è ormai un big da anni, mentre per il Bologna la corsa Champions è una straordinaria e meritata novità. Thiago Motta ha un gruppo di qualità che sa come venire a capo anche delle gare più difficili. La Lazio, dopo il successo col Bayern, sembrava tornata ad alti livelli. Dopo un commosso pensiero comune per Mihajlovic, l'inizio dei biancazzurri è promettente: bel gioco, occasioni, vantaggio di Isaksen. Il raddoppio sfuma per una prodezza di Lucumi, poi Provedel pasticcia su un retropassaggio di Luis Alberto consentendo il pari ad Al Azzouzi. Alla distanza risolve un nuovo lampo di Zirkzee. Il Bologna non può nascondere più le sue ambizioni, la Lazio incassa la nona sconfitta in stagione e Sarri continua a protestare contro gli arbitri e la Lega. Tesserati in silenzio stampa.
Di Francesco cade. Il Frosinone nel primo tempo mette in difficoltà la Roma che De Rossi schiera in maniera un pò spericolata (con Baldanzi, Azmoun e El Shaarawy alle spalle di Lukaku). Svilar è decisivo in alcune circostanze poi il giovane Huijsen risponde ai fischi per il no al Frosinone a gennaio con una splendida incursione e un gran gol dalla distanza. L'ingresso di Pellegrini assesta la squadra che nella ripresa domina le operazioni anche per l'ottima regia di Paredes. Azmoun e lo stesso Paredes su rigore fissano il risultato e la festa giallorossa è completata dal ritorno in campo del difensore Smalling dopo cinque mesi di assenza. «Faccio fatica a parlare di questa partita. «Quando non gira non gira», il commento di Eusebio Di Francesco, tecnico dei ciociari, «come ci giriamo prendiamo uno schiaffo in questo periodo. Dispiace creare tanto e non concretizzare. Abbiamo preso gol da un difensore, che peraltro doveva venire da noi. Capirà che il suo gesto è stato sbagliato, era lui che voleva venire. È un po’ una mancanza di rispetto. Risultato non bugiardo di più, ma alla fine ha sempre ragione chi vince. Per le opportunità create non possiamo meritare questo risultato. Resta rammarico, perché per un tempo abbiamo fatto una prestazione strepitosa».
Pari viola. Si inceppa ancora la Fiorentina che non va oltre il pari nel derby con l'Empoli e si allontana ancora di più la corsa a un posto in Europa. Dopo tre sconfitte in quattro gare un nuovo passo falso che fa infuriare la tifoseria, Italiano trova il vantaggio col sesto gol di Beltran, poi Martinez Quarta colpisce il palo con solito, implacabile colpo di testa. Ma l'Empoli con Nicola sta ritrovando motivazioni e risultati: dopo 8 punti in 4 gare acciuffa anche il pari nel derby grazie a un rigore procurato da Cancellieri e trasformato con freddezza da Niang.
Scontro salvezza. L'Udinese non ripete la super prestazione che l'ha portata al successo in casa della Juve. I giocatori del Cagliari hanno un debito da saldare con l'allenatore Ranieri, che hanno invitato a desistere dai propositi di dimissioni. I friulani passano con una grande conclusione di Zemura, ma Gaetano (alla seconda prodezza dopo il suo arrivo dal Napoli) trova il pari su triangolazione con Augello. Per i sardi è il primo punto dopo quattro sconfitte. La lunga voltata salvezza è all'inizio.
Angelo Caradonna

