Il Milan vola con Honda Inzaghi sfata il tabù Verona

20 Ottobre 2014

VERONA. Pippo Inzaghi sfata per il Milan il tabù della “fatal Verona”. I rovesci storici dei rossoneri al Bentegodi restano nella storia, ma il 3-1 sui gialloblù firmato ieri da Honda e compagni...

VERONA. Pippo Inzaghi sfata per il Milan il tabù della “fatal Verona”. I rovesci storici dei rossoneri al Bentegodi restano nella storia, ma il 3-1 sui gialloblù firmato ieri da Honda e compagni mostrano che nel calcio moderno forse non è più tempo di clichè. Inzaghi può godersi a Verona il suo miglior Milan, che sale verso il terzo posto del torneo (è quarto a un punto dalla Samp) e soprattutto il miglior attacco del campionato (16 reti). Unico neo Torres, che ancora una volta non ha convinto. Ma con un Honda superlusso come questo, 6 gol in 7 partite, in testa alla classifica marcatori con Tevez, il tecnico rossonero può aspettare che il “Nino” mostri il suo vero volto. Nelle note positive di giornata, oltre alla coppia Rami-Alex in difesa, non va dimenticato Abbiati, autore di parate determinanti. Ma ad aprire la scatola per il Milan ci ha pensato un clamoroso regalo del Verona sotto forma di un autogol del difensore brasiliano Marques. Su quell'episodio il Milan ha costruito la propria gara, sfruttando soprattutto la qualità dei suoi giocatori, il giapponese Honda su tutti. Perché se si lasciano spazi a chi ha tecnica da vendere sono guai per tutti, figurarsi per una difesa come quella dell'Hellas che, nonostante i rinforzi dell'estate, sembra ancora il tallone d'Achille della squadra di Mandorlini.

Il risultato è vistoso e non deve trarre in inganno. Il Milan in riva all'Adige ha sofferto. Se il tabellino dice che dopo una sola ora di gioco la squadra di Inzaghi era avanti di 3 reti, non racconta un paio di provvidenziali interventi di Abbiati. Al termine, Inzaghi era più sorridente che mai. Il lavoro per lui non manca, ma il Milan targato Honda cresce e convince.

Il giapponese è senza dubbio il simbolo della rinascita del Milan, il giocatore su cui Inzaghi in questa fase può contare ad occhi chiusi. Piede fatato, freddezza davanti alla porta, intelligenza tattica, e forza. «Honda? Parlo da lui dai primi di agosto», ha ricordato Inzaghi nel dopo partita, «È un grande professionista, ho pensato di metterlo nella posizione ideale. Volevamo un giocatore a sinistra per il 4-3-3, poi mi sono accorto che Honda ha grande tecnica e passo. Ma i meriti vanno tutti a lui».

Rammaricato Mandorlini: «L'episodio sfortunato dell'autogol in qualche modo ha messo il Milan nelle condizioni migliori. Dispiace per non averla tenuta aperta sino alla fine ci abbiamo provato, peccato. Toni? È vero, un po’ il gol gli manca, ma Luca lotta per la squadra, si crea le occasioni. Sta passando un momento sfortunato, sono sicuro che ritroverà al più presto la strada del gol».