Il nuovo corso del Chieti inizia con un gruppo rivoluzionato

CHIETI. Giornata torrida per l’inizio di una nuova avventura. Ieri pomeriggio, sul terreno di Cepagatti, il Chieti, reduce dalla promozione in serie D, ha iniziato la preparazione con attorno un buon...
CHIETI. Giornata torrida per l’inizio di una nuova avventura. Ieri pomeriggio, sul terreno di Cepagatti, il Chieti, reduce dalla promozione in serie D, ha iniziato la preparazione con attorno un buon interesse, ma, soprattutto, un rinnovato entusiasmo. C’è fiducia nella nuova società più che mai attiva sul mercato per mettere a disposizione del tecnico Alessandro Grandoni un organico in grado di ben figurare e gettare le basi per un futuro ancora migliore. Non esistono ambizioni dichiarate, ma in tutti gli addetti ai lavori traspare un certo ottimismo attorno alle parole del patron Giulio Trevisan che si è detto intenzionato a tornare in LegaPro entro il 2022, anno del centenario della nascita del Chieti. Inizio di stagione comunque in salita per i neroverdi che non avranno peraltro a disposizione lo stadio Angelini, oggetto nei prossimi mesi di interventi assolutamente necessari. Di conseguenza, la squadra dovrebbe disputare le prime gare interne del campionato sui terreni di gioco di Ortona e Città Sant’Angelo. Questo l’elenco dei convocati : Simone Brugaletta (d), Mattia Bruni (a), Gianmarco Cito (c), Michele Coia (c), Lorenzo Di Nicola (c), Marco Gautieri (d), Katriel Islamay (a), Flavio Lonoce (p), Andrea Marzola (c), Federico Mazzolli (c), Daniele Ricci (d), Sebastiano Ronzino (d), Antonio Sinopoli (p), Marco Vittiglio (d). Al gruppo sono attualmente aggregati diversi giovani che saranno valutati dallo staff tecnico nei prossimi giorni; da non escludere che, prima della partenza per il ritiro di Alfedena, fissata per domenica prossima, possa essere definito l’arrivo di qualche altro elemento con occhi sempre puntati verso l’esperto attaccante Andrea Sivilla, classe ’86, nella passata stagione in forza alla Recanatese dopo aver vestito, anni fa, anche la maglia neroverde.
Giuseppe Rendine
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