Il Parma è fallito, c’è un buco da 218 milioni

20 Marzo 2015

Nominati due curatori, con i calciatori un rosso di oltre 74 milioni. Domenica con il Torino si gioca

PARMA. Il Parma è ufficialmente fallito: lo ha decretato ieri mattina, in dieci minuti il giudice Pietro Rogato, alla presenza del procuratore della Repubblica Antonio Rustico e dei sostituti Paola Dal Monte e Umberto Ausiello, primi promotori dell'istanza di fallimento. Grazie alla lettera di rinuncia a presenziare, inviata dal carcere di San Vittore dal presidente della società Giampietro Manenti – che aveva rilevato società e debiti da Tommaso Ghirardi – la strada è diventata in discesa per aprire quella fase in grado di portare il Parma al termine della stagione e provare a salvarne la sua presenza in serie B.

«I creditori hanno insistito con la loro richiesta di fallimento, il Procuratore della Repubblica anche. Il Collegio Sindacale che è rappresentato dalla mia persona, depositando una memoria del proprio operato, ha concluso con una non opposizione alla richiesta di fallimento», ha spiegato Osvaldo Riccobene, membro del collegio sindacale del Parma Fc oggi in aula. Poi per lui incontro a Collecchio con la squadra. «Ho risposto alle loro domande, ho illustrato la posizione in cui si trova la società in questo momento. C'è stata una partecipazione molto sentita. Ai giocatori ho detto che da questo momento c'è quella positività che negli ultimi mesi non c'è stata, è un momento positivo, un modo per ricominciare in una fase un pò più normale». E mentre la squadra era in campo per un'amichevole la sentenza del giudice Pietro Rogato: fallimento del Parma Fc, esercizio provvisorio e nomina di due curatori. A tirare le sorti del club saranno ora Angelo Anedda e Alberto Guiotto. Il primo è il presidente dell'ordine dei commercialisti di Parma; Guiotto, già curatore speciale per la Parmalat nella vicenda Lactalis. Nel comitato dei creditori entra invece, oltre alla società Colser scrl e Iren Mercato Spa, il capitano crociato Alessandro Lucarelli.

Nella sentenza numeri choc. I debiti complessivi del Parma ammontano a 218.446.754,61 euro con un patrimonio netto negativo di 46.696.901 euro. Secondo le informative depositate dalle Guardia di Finanza lo scorso 16 e 17 marzo il Parma Fc ha pure, scrive la sentenza, «un ingente debito sportivo stimabile in euro 74.360.912 di cui 63.039.920 nei confronti dei calciatori tesserati, salvi ulteriori e più approfonditi accertamenti». Domenica la gara al Tardini col Torino si giocherà.