Il Paterno non fa sconti neppure al Miglianico

7 Dicembre 2015

PESCINA. A fermare la capolista ci ha provato anche il Miglianico, ma nonostante una buona organizzazione di gioco, alla fine anche i teatini sono usciti dal Barbati con tre reti sul groppone. La...

PESCINA. A fermare la capolista ci ha provato anche il Miglianico, ma nonostante una buona organizzazione di gioco, alla fine anche i teatini sono usciti dal Barbati con tre reti sul groppone. La lotta a distanza con la Vastese prosegue, e a due turni dal giro di boa è difficile individuare chi in prospettiva potrà inserirsi in questo duello. Eppure il Miglianico sembrava messo lì apposta per dare fastidio ai marsicani, ma una volta subìto il primo gol, gli ospiti hanno perso prima Ferri per doppia ammonizione e subito dopo anche quella fluidità di manovra che ne aveva caratterizzato buona parte della prima frazione.

E per il Paterno è stato come andare sul velluto, perché quando i nerazzurri possono giocare di rimessa, sono in grado di dare la paga a qualsiasi avversario, forti di due esterni (Paris e Miccichè) che in questa categoria fanno sempre la differenza.

Il primo tentativo porta proprio la firma di Paris e Miccichè, col primo a suggerire e il secondo a cercare la porta con un destro impreciso. Poi ci prova Paris ad inquadrare lo specchio, ma il destro è sbilenco e Pompei se la cava a buon mercato. Miglianico costretto sulla difensiva, ma senza mai andare in affanno. Prima della fine del tempo, sul taccuino finiscono anche i nomi di Miccichè per i locali e De Leonardis per gli ospiti, ma per loro non c’è gloria. Contenuti completamente diversi nella ripresa che si apre con il vantaggio di Paris, bravo a raccogliere un invito di Miccichè e piazzare la palla rasoterra verso il palo più lontano, eludendo l’intervento di Pompei. Tre minuti dopo Ferri commette un fallo che gli costa il secondo giallo e l’espulsione, e il resto della partita diventa quasi un allenamento per i marsicani, che al 20’ raddoppiano con Miccichè, perfettamente imbeccato dal bravo Gabrieli. La rasoiata bassa della punta è di precisione chirurgica e la gara di fatto può ritenersi chiusa, perché in inferiorità numerica il Miglianico è costretto a rinunciare al gioco offensivo e buon per Pompei che prima Paris e poi Gabrieli, lo graziano dall’interno dell’area al termine di un’azione concitata che i difensori teatini riescono a sbrogliare in extremis.

A chiudere il conto è Pendenza, in campo da cinque minuti al posto di Carosone. Il piattone sinistro del centravanti su invito di Miccichè è bello non tanto per l’esecuzione, quanto per la scelta di voler indirizzare la palla prendendo in contropiede l’incolpevole Pompei.

Plinio Olivotto

©RIPRODUZIONE RISERVATA