Il patron: un capolavoro, ora restiamo a lungo in B

10 Maggio 2015

Il presidente: la giacca? Se dovessimo andare in A me ne farò fare un’altra Vivarini blindato sul futuro, Di Giuseppe no: resto, c’è un altro gradino da salire

TERAMO. Prima di concentrarsi sulla grande festa del dopogara, sfilano davanti a telecamere e taccuini alcuni dei protagonisti della cavalcata del Teramo verso la B. Il primo a parlare è il tecnico Vincenzo Vivarini: «Va in archivio un campionato da ricordare», dice l'allenatore biancorosso mentre viene travolto dall'abbraccio del vice presidente Ercole Cimini, «e il mio ringraziamento va a tutti, società, squadra, tifosi e ai miei collaboratori Del Fosco e Zambardi, che hanno messo l'anima in questo progetto facendo gli straordinari di settimana in settimana. Un grazie speciale va a Leo Rastelli, il nostro storico magazziniere, che è un professionista da serie A. La gara con l'Ascoli l'abbiamo preparata divertendoci. Peccato non sia arrivata la vittoria, ma i ragazzi hanno dimostrato ancora una volta di avere qualità giocando palla a terra e curando la fase offensiva».

Il discorso, inevitabilmente, scivola sul suo futuro. Vivarini, a tal proposito, non si sbilancia più di tanto: «Vediamo quali sono i programmi del presidente e della società. Con calma e serenità, in questi giorni, avremo tutto il tempo per ragionare a mente fredda».

Il presidente Luciano Campitelli è il ritratto della felicità. La giornata di ieri, che ha visto il nuovo record di spettatori in una gara casalinga del Teramo, non la dimenticherà facilmente: «Abbiamo fatto un capolavoro», dice il patron, «e dedico la promozione a questo pubblico meraviglioso. Nessuno si sarebbe mai aspettato di portare così tanta gente in questo stadio e invece ci siamo riusciti. Adesso pensiamo al futuro. Da lunedì cominceremo a organizzarci in vista della serie B. Lavoreremo seriamente e dedicherò l'80 per centro del mio tempo al Teramo perchè la mia presenza aiuterà a fare ancora meglio. Vogliamo fare bella figura anche tra i cadetti. Chi verrà a giocare nel nostro stadio dovrà sudare tanto per vincere le partite. La giacca indossata oggi ? L'ho studiata così e l'ho ordinata apposta per questa giornata. Non la indosserò più, comunque. Il mio impegno è restare in B per tanto tempo e se poi dovesse arrivare la A (ride, ndc) ordinerò un'altra giacca».

Il direttore sportivo Marcello Di Giuseppe commenta: «Siamo felici. Teramo è nella storia. Quello che ho visto negli ultimi due mesi, tra i tifosi, è eccezionale. E' un entusiasmo che può durare. Ne sono convinto. A mio parere si potranno fare grandi cose anche in categoria superiore. Il mio futuro? La volontà è quella di restare. Qui mi sento a casa e sto facendo un pensierino per qualcosa di ancora più importante per questa società. C'è un altro gradino da scalare (il riferimento è alla serie A, ndc). Sembra utopia ma ci si può arrivare. Bisogna lavorare sodo, avere pazienza e remare tutti dalla stessa parte. Se ciò accadrà», conclude Di Giuseppe, «sono convinto che potremo scrivere una pagina ancora più bella. Vivarini? E' incatenato a questa panchina e non può far altro che rimanere (ride, ndc). E' uno degli artefici di tutto questo. Io e lui meritiamo una chance in B». (g.l.)

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