«Il Pescara è ancora vivo, Oddo sarà il nostro futuro»

Il presidente a ruota libera: la B? Niente paura, lotteremo per la promozione
PESCARA. Il Pescara ha un piede in B, ma il presidente dei biancazzurri, Daniele Sebastiani, va controcorrente e crede ancora nella salvezza, come ha spiegato al Centro.
Sebastiani, il Pescara è condannato alla retrocessione?
«State scherzando? Io non sono rassegnato e oggi (ieri, ndr) ho parlato anche alla squadra e ho detto ai ragazzi che la dignità è al primo posto.
Devono dare tutto da qui alla fine perché non siamo ancora spacciati. Sono contento perché ho visto che tutti hanno recepito il mio messaggio. Sono carichi e vogliono riprendersi»
Servirà un miracolo, lo sa?
«Dobbiamo continuare a sperare, con 27-28 punti possiamo salvarci. Basta vincere un paio di partite e sperare che le concorrenti facciano un passo falso»
Per molti, il Pescara, è diventato la barzelletta d’Italia. I tifosi sono molto delusi.
«I nostri sostenitori non devono cadere nello sconforto. Se ci lasciano in questo momento negativo, siamo spacciati. Il campionato di serie A è diviso in 3 tronconi, ovvero i top club, quelli medi e poi noi, i “poveretti”. Sapevamo bene che bisognava lottare per la salvezza e lo stiamo facendo. Il campionato non è finito e abbiamo anche una gara da recuperare. Non è facile fare la guerra con la fionda, quando gli altri hanno i mitra»
Cosa si sente di dire alla tifoseria e a chi vi contesta?
«Ci sono i tifosi “veri” e a loro dico di far sentire la propria vicinanza. Certo, non meritiamo gli applausi, ma sapendo i nostri limiti, ci vorrebbe un po’ più di comprensione. Poi ci sono i tifosi “commercialisti”, che vanno allo stadio per farsi i fatti della società. Questa cosa mi dispiace perché negli anni abbiamo fatto, tutti insieme, cose importanti».
E se l’anno prossimo si ripartirà dalla B, cosa si sente di promettere?
«Vi ribadisco che non sono rassegnato alla retrocessione. Però, se dovesse succedere, saremo pronti a ripartire e allestiremo una squadra in grado di lottare per un pronto ritorno in serie A. In 5 anni sono stati raggiunti obiettivi importanti e credo che la nostra credibilità sia abbastanza forte, visto che c’è un patrimonio tecnico importante, sono stati fatti diversi investimenti. Noi andremo avanti»
Però degli errori sono stati commessi, come fa ad affermare il contrario?
«Rispetto a 4 anni fa la squadra non è stata smantellata e abbiamo venduto solo Lapadula. Questa squadra non vale 9 punti, sono certo. Siamo stati anche molto sfortunati e probabilmente con qualche vittoria in più, che meritavamo, specie all’inizio, contro alcune big, forse adesso le cose sarebbero state diverse».
Però Lapadula non è stato sostituito al meglio.
«Bahebeck è un giocatore forte che ha una media realizzativa rispetto ai minuti giocati molto alta. È stato solo sfortunato perché ha avuto diversi problemi fisici»
Il prossimo anno, in caso di B, si ripartirà da Oddo?
«Sì. Non è mai stato messo in discussione perché con lui abbiamo costruito un progetto e vogliamo portarlo avanti».
E se dovesse arrivare una panchina più importante per il suo allenatore, lei si sentirebbe tradito?
«No, assolutamente. I giocatori e gli allenatori passano, la società Pescara resta e quindi... Comunque, credo che Massimo resterà con noi ancora per diverso tempo»
E lo staff? Il ds Leone ha ancora due anni di contratto, Pavone a giugno andrà in scadenza e, poi, c’è Repetto, che lei ha incontrato qualche tempo fa.
«Ho uno staff competente e non è detto che Pavone vada via, anzi, potrebbe rimanere e a fine campionato ne parleremo. Porte chiuse a Repetto? Ci siamo chiariti, stimo e rispetto Repetto. Le porte del Pescara non sono chiuse...»
Cambiamo argomento. Conosceva qualcuno che era all’hotel Rigopiano?
«Sono molto triste. Roberto (Del Rosso, il titolare della struttura) era mio amico e gli ho dato anche una mano quando ha aperto l’albergo. La squadra a fine ottobre è stata da lui in hotel. Che tragedia! Non ho parole. Ci sono anche altri che erano lì, sotto le macerie, come Francesca Bronzi. Sono molto amico del padre e sono felicissima che sia sopravvissuta».
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