Il Pescara a Palermo per sfatare un tabù

8 Novembre 2018

Biancazzurri mai vittoriosi in 21 gare giocate allo stadio Barbera

PESCARA. Il match-clou su un campo stregato. Domenica (ore 21) il Pescara capolista sfiderà il Palermo al Renzo Barbera, dove i biancazzurri non hanno mai vinto nella loro storia. Nelle 21 gare disputate nello stadio dei rosanero, che fino al 2002 si chiamava La Favorita, il Delfino ha collezionato 10 pareggi e ben 11 sconfitte, compresa quella di misura (0-1) del 10 febbraio 1946 nella Divisione nazionale, il torneo post bellico che comprendeva il campionato Alta Italia e quello di serie A e B centro-sud. In realtà c’è un altro incrocio, il 10 gennaio del 1943, terminato 1-0 per i rosanero, ma la gara non viene menzionata dalle statistiche perché il Palermo si ritirò dal campionato a causa della guerra che impediva alla squadra di disputare le gare casalinghe.
Al di là delle statistiche, il confronto di domenica sarà molto probante per l’undici di Bepi Pillon che si misurerà con la principale candidata alla promozione, ora seconda in classifica a -1 dal Delfino. Il tecnico di Preganziol tornerà nello stadio dove ha debuttato sulla panchina del Pescara lo scorso 7 aprile. Un esordio positivo che per poco non ha consentito ai biancazzurri di sfatare il tabù. Quel giorno Brugman e compagni sono riusciti a limitare il potenziale della formazione allora guidata da Bruno Tedino sfiorando il colpaccio. In svantaggio al 24’ a causa del gol realizzato da Coronado, il Delfino ha reagito trovando presto il pareggio grazie a Valzania.
Nella ripresa almeno altre tre chance per portarsi sul 2-1 con Brugman, Mancuso e Pettinari fino al calcio di rigore fallito da Brugman con il il capitano che si è fatto ipnotizzare da Pomini. Poi di nuovo un’occasione con Machìn prima della chiusura decisiva di Crescenzi (sull’ex attaccante del Teramo Moreo) che ha evitato una clamorosa beffa.
Pillon vuole il bis. Il Pescara non ha mai espugnato il Barbera, invece, quattro anni fa il tecnico biancazzurro si è tolto una bella soddisfazione vincendo a Palermo quando guidava il Carpi.
Era il 17 maggio del 2014 e la squadra emiliana ha battuto i rosanero 2-1 grazie alle reti di Mbakogu e Pasciuti. Il Palermo era già promosso, ma in campo il tecnico Iachini schierava ugualmente le sue due punte di diamante: Dybala e Belotti.
Nelle altre quattro gare disputate al Barbera, Pillon ha collezionato tre pareggi (al timone di Pescara, Chievo e Ascoli) e una sola sconfitta quando allenava il Bari.
Il “pescarese” Stellone. Dal 26 settembre scorso sulla panchina del Palermo è tornato Roberto Stellone che già nel finale della passata stagione aveva preso il posto di Bruno Tedino. In cinque partite, Stellone ha risollevato i siciliani portandoli a un punto dalla vetta. Sotto la sua gestione, il Palermo ha conquistato quattro vittorie e un pareggio in cinque partite.
Sarà una gara speciale per l’allenatore che qualche mese fa ha scelto di vivere a Pescara con la famiglia. «Conosco la città da sempre», ha detto Stellone al Centro lo scorso marzo. «Fin da bambino, infatti, venivo a Pescara, visto che mio padre Gaetano ha giocato con i biancazzuri e anche con il Chieti». Il 41enne romano, è stato spesso accostato al Delfino ed è legato da un rapporto di grande amicizia con il presidente Daniele Sebastiani. «Ci conosciamo da tanti anni, da molto tempo prima che lui entrasse nel mondo del calcio». Domenica, però, niente sconti: in palio c’è il primo posto e il Pescara non vuole mollarlo.
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