Il Pescara affonda di nuovo Merola illude, vince la Spal

L’attaccante segna, poi gli emiliani ribaltano il match e Cuppone sbaglia un rigore
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PESCARA (4-3-3): Plizzari 5; Floriani Mussolini 5, Pellacani 6, Mesik 5, Moruzzi 4; Aloi 6.5, Squizzato 4, Meazzi 4.5 (20’ st Franchini 4.5); Merola 6 (38’ st Dagasso sv), Cuppone 4.5, Cangiano 4.5 (32’ st Sasanelli sv). A disposizione: Gasparini, Milani, Di Pasquale, Masala, Tunjov, Pierno, Capone, Staver, De Marco. Allenatore: Zeman
SPAL (4-4-2): Galeotti 6; Fiordaliso 6, Ghiringhelli 6, Valentini 6, Bruscagin 6.5; Edera 6 (37’ st Iglio), Carraro 6, Buchel 6.5 (23’ st Contiliano 6), Dalmonte 6 (12’ st Maistro 7); Petrovic 6 (11’ st Zilli 6), Antenucci 7 (23’ st Rabbi 6). A disposizione: Alfonso, Meneghetti, Del Favero, Orfei, Iglio, Nador, Tripaldelli, Breit, Rao. Allenatore: Di Carlo
Arbitro: Andreano di Prato
Reti: 31’ pt Merola, 33’ pt Antenucci, 25’ st Maistro.
Note: Ammoniti: Aloi, Squizzato, Petrovic, Cangiano. Al 36’ st Cuppone ha calciato fuori un calcio di rigore. Spettatori 3.001 per un incasso di 20.144 euro (abbonati 1.639 per un rateo di 9.627), ospiti 55. Angoli: 2-0 per la Spal. Recupero: 2’ pt, 5’ st.
PESCARA
La Spal apre ufficialmente la crisi del Pescara. All’Adriatico finisce 2-1 tra i fischi assordanti dei 3.000 presenti. Quello che non va è il Pescara nel suo insieme: squadra lenta, con poca cattiveria, con poche idee zemaniane in fase offensiva e tutti i limiti del calcio del boemo in fase difensiva. Perché il gol del pareggio della Spal è qualcosa che non si dovrebbe mai vedere su un campo di calcio. Soprattutto se sei avanti nel punteggio. Analizziamo subito l’azione. Cangiano è vicino all’area avversaria, palla liberata dalla difesa che diventa in un amen una ripartenza in campo aperto. La catena di sinistra del Pescara non esiste, il pallone arriva ad Antenucci che firma l’1-1. Abbiamo raccontato subito questa giocata perché è la fotografia della fragilità di una squadra che oggi può allontanarsi sensibilmente dalle zone che contano della classifica con le altre partite in programma.
Crisi vera dunque in casa Pescara e nella giornata più difficile ci si è messa anche la dea bendata a peggiorare le cose. Ma non può essere la traversa di Cuppone o il rigore calciato male dall’attaccante biancazzurro a giustificare un momento così delicato. Per gran parte del match si è vista una squadra con i sintomi di chi è in difficoltà vera, non da elettroencefalogramma piatto ma quasi.
Se non fosse per le qualità di Merola e Aloi la diagnosi sarebbe stata ancora più dura ma al momento Zeman non sembra essere in discussione. Almeno dalle parole del presidente Sebastiani. Che però, dopo l’ennesimo sfogo contro le critiche (un tifoso si è anche avvicinato in tribuna e lo ha aggredito verbalmente), ha anche detto una frase che ha un significato forte. «Se questa squadra non riesce a fare di più vuol dire che abbiamo sbagliato a costruirla. Anche se non mi sembra inferiore alle altre». In effetti a febbraio inoltrato non è più questione di lavorare per costruire ma di capire se le cose vanno bene o no. E la sensazione è che ci siano dei limiti grossi per seguire la filosofia del calcio zemaniamo.
Match sotto ritmo, Squizzato passeggia e nel danzare con il pallone tra i piedi spesso lo perde e sono dolori. Ma ci pensa Aloi ad accendere l’entusiasmo: pennellata di destro per Merola che di testa prende il tempo a Bruscagin e porta in vantaggio i suoi. La festa dura poco perché il regalo del Pescara alla Spal è immediato e Antenucci ringrazia con il sorriso.
Nella ripresa sembra partire meglio il Pescara, Meazzi sciupa su invito di Cangiano prima della beffa grande. Maistro con il destro a giro ci prova, Plizzari sembra smanacciare facilmente ma il pallone finisce oltre la linea bianca. Una beffa grande così. Solo ora entra in scena la dea bendata. Perché Cuppone di testa centra la traversa a portiere battuto. Lo stesso estremo difensore ospite prova a fare un regalo al Pescara. Aloi manda Merola in profondità, Galeotti lo stende inutilmente. Merola si fa male al ginocchio, un po' come successo a Vergani ad Arezzo ed è costretto a uscire. Tocca a Cuppone che però sbaglia. Triplice fischio di Andreano, migliaia di fischi e cori espliciti dagli spalti. Domenica alle 20.45 c’è la Vis Pesaro in trasferta.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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PESCARA (4-3-3): Plizzari 5; Floriani Mussolini 5, Pellacani 6, Mesik 5, Moruzzi 4; Aloi 6.5, Squizzato 4, Meazzi 4.5 (20’ st Franchini 4.5); Merola 6 (38’ st Dagasso sv), Cuppone 4.5, Cangiano 4.5 (32’ st Sasanelli sv). A disposizione: Gasparini, Milani, Di Pasquale, Masala, Tunjov, Pierno, Capone, Staver, De Marco. Allenatore: Zeman
SPAL (4-4-2): Galeotti 6; Fiordaliso 6, Ghiringhelli 6, Valentini 6, Bruscagin 6.5; Edera 6 (37’ st Iglio), Carraro 6, Buchel 6.5 (23’ st Contiliano 6), Dalmonte 6 (12’ st Maistro 7); Petrovic 6 (11’ st Zilli 6), Antenucci 7 (23’ st Rabbi 6). A disposizione: Alfonso, Meneghetti, Del Favero, Orfei, Iglio, Nador, Tripaldelli, Breit, Rao. Allenatore: Di Carlo
Arbitro: Andreano di Prato
Reti: 31’ pt Merola, 33’ pt Antenucci, 25’ st Maistro.
Note: Ammoniti: Aloi, Squizzato, Petrovic, Cangiano. Al 36’ st Cuppone ha calciato fuori un calcio di rigore. Spettatori 3.001 per un incasso di 20.144 euro (abbonati 1.639 per un rateo di 9.627), ospiti 55. Angoli: 2-0 per la Spal. Recupero: 2’ pt, 5’ st.
PESCARA
La Spal apre ufficialmente la crisi del Pescara. All’Adriatico finisce 2-1 tra i fischi assordanti dei 3.000 presenti. Quello che non va è il Pescara nel suo insieme: squadra lenta, con poca cattiveria, con poche idee zemaniane in fase offensiva e tutti i limiti del calcio del boemo in fase difensiva. Perché il gol del pareggio della Spal è qualcosa che non si dovrebbe mai vedere su un campo di calcio. Soprattutto se sei avanti nel punteggio. Analizziamo subito l’azione. Cangiano è vicino all’area avversaria, palla liberata dalla difesa che diventa in un amen una ripartenza in campo aperto. La catena di sinistra del Pescara non esiste, il pallone arriva ad Antenucci che firma l’1-1. Abbiamo raccontato subito questa giocata perché è la fotografia della fragilità di una squadra che oggi può allontanarsi sensibilmente dalle zone che contano della classifica con le altre partite in programma.
Crisi vera dunque in casa Pescara e nella giornata più difficile ci si è messa anche la dea bendata a peggiorare le cose. Ma non può essere la traversa di Cuppone o il rigore calciato male dall’attaccante biancazzurro a giustificare un momento così delicato. Per gran parte del match si è vista una squadra con i sintomi di chi è in difficoltà vera, non da elettroencefalogramma piatto ma quasi.
Se non fosse per le qualità di Merola e Aloi la diagnosi sarebbe stata ancora più dura ma al momento Zeman non sembra essere in discussione. Almeno dalle parole del presidente Sebastiani. Che però, dopo l’ennesimo sfogo contro le critiche (un tifoso si è anche avvicinato in tribuna e lo ha aggredito verbalmente), ha anche detto una frase che ha un significato forte. «Se questa squadra non riesce a fare di più vuol dire che abbiamo sbagliato a costruirla. Anche se non mi sembra inferiore alle altre». In effetti a febbraio inoltrato non è più questione di lavorare per costruire ma di capire se le cose vanno bene o no. E la sensazione è che ci siano dei limiti grossi per seguire la filosofia del calcio zemaniamo.
Match sotto ritmo, Squizzato passeggia e nel danzare con il pallone tra i piedi spesso lo perde e sono dolori. Ma ci pensa Aloi ad accendere l’entusiasmo: pennellata di destro per Merola che di testa prende il tempo a Bruscagin e porta in vantaggio i suoi. La festa dura poco perché il regalo del Pescara alla Spal è immediato e Antenucci ringrazia con il sorriso.
Nella ripresa sembra partire meglio il Pescara, Meazzi sciupa su invito di Cangiano prima della beffa grande. Maistro con il destro a giro ci prova, Plizzari sembra smanacciare facilmente ma il pallone finisce oltre la linea bianca. Una beffa grande così. Solo ora entra in scena la dea bendata. Perché Cuppone di testa centra la traversa a portiere battuto. Lo stesso estremo difensore ospite prova a fare un regalo al Pescara. Aloi manda Merola in profondità, Galeotti lo stende inutilmente. Merola si fa male al ginocchio, un po' come successo a Vergani ad Arezzo ed è costretto a uscire. Tocca a Cuppone che però sbaglia. Triplice fischio di Andreano, migliaia di fischi e cori espliciti dagli spalti. Domenica alle 20.45 c’è la Vis Pesaro in trasferta.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA

