Il Pescara Basket chiede alla Fip di fare la serie B
PESCARA. Se ci sarà la possibilità, il Pescara Basket sarà ben lieto di incunearsi nei meandri della crisi delle società di pallacanestro. Certe ambizioni il presidente Luca Di Censo non le ha mai...
PESCARA. Se ci sarà la possibilità, il Pescara Basket sarà ben lieto di incunearsi nei meandri della crisi delle società di pallacanestro. Certe ambizioni il presidente Luca Di Censo non le ha mai nascoste in questi mesi. Dopo che l’Amatori ha perso la A2 conquistata sul campo il 16 giugno scorso, il club biancazzurro è ripartito dal campionato regionale di C Silver con l’obiettivo di guadagnarsi la serie B in tre anni. Il progetto è stato spezzato dallo tsunami covid-19 che ha bloccato la stagione.
Di fatto, l’ha annullata secondo quanto poi deciso dalla federazione. Ora, però, il Pescara Basket chiede - attraverso una lettera - di essere ammesso al prossimo campionato di serie B visto che la Fip ha dato tempo alle società fino al 15 giugno per sapere che cosa vogliono fare nella prossima stagione. Si parla di tante rinunce tra serie A e B. E il Pescara Basket si dice disponibile a prendere il posto di chi, eventualmente, si farà da parte. Tanto più che, quasi certamente, C Gold e C Silver saranno riuniti in un unico campionato.
La squadra di coach Fabbri è stata fermata dalla pandemia a cavallo tra la fine della regular season e l’inizio della fase a orologio che sarebbe servita a perfezionare la griglia di partenza dei play off. Un cammino positivo, quello dei biancazzurri capitanati da Andrea Capitanelli, in linea con l’obiettivo iniziale, quello di salire di categoria. Primo posto indiscusso al termine della stagione regolare con una chiara dimostrazione di forza. «Vogliamo perseguire nell’obiettivo che ci siamo dati quando siamo partiti, l’estate scorsa», ha commentato il presidente Luca Di Censo, «il virus ha messo in difficoltà il sistema dello sport, ma noi - e mi riferisco a me, ai soci, agli amici e agli sponsor - abbiamo intenzione di andare avanti. E in questo momento di crisi si potrebbero creare i presupposti per un’opportunità che ridarebbe la serie B a Pescara. Il progetto prevedeva il ritorno in serie B sul campo in tre anni; potremmo accorciare i tempi resistendo alla crisi». Di Censo approfondisce il suo pensiero. «Abbiamo un settore giovanile che conta circa 350 tesserati e diversi ragazzi in prima squadra di proprietà. Su questo solco potremmo costruire una squadra composta da gente della zona, compreso qualche gradito ritorno. Un roster fortemente radicato sul territorio in grado di farsi voler bene dalla gente e stabilizzarsi nella categoria».
La richiesta alla federazione non prevede una risposta immediata. Solo dopo il 15 giugno, quando il quadro sarà più chiaro, sarà possibile capire se davvero Pescara potrà riabbracciare la serie B. «Comunque sia», annuncia Di Censo, «il nostro cammino andrà avanti con coach Fabbri, a maggior ragione se dovessimo salire».
Un occhio al futuro e uno al presente. Da lunedì potrebbe esserci il via libera per tornare a fare attività anche per i dilettanti e il Pescara Basket sta rimettendo in modo la sua macchina organizzativa. «Non appena sarà possibile», sostiene Di Censo, «tenendo conto dei paletti e delle prescrizioni imposti dal Comune e dalla federazione, vogliamo ricominciare a giocare a pallacanestro al PalaElettra. Anche per ridare un pizzico di normalità ai ragazzi che ne hanno voglia». I campionati sono stati bloccati definitivamente dalla federazione, ma la passione per la palla a spicchi non conosce ostacoli e il Pescara intende riprendere il cammino interrotto dal lockdown. Se poi la federazione dovesse accogliere la richiesta avrebbe guadagnato un anno sulla tabella di marcia. (r.c.)
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