Il Pescara dura solo 45’ poi il tris del Frosinone

4 Febbraio 2018

Due incertezze di Fiorillo nella ripresa spianano la strada alla capolista Nessuna reazione da parte dei biancazzurri dopo il vantaggio di Ciano

INVIATO A FROSINONE. Bello a metà, un film già visto. Il Pescara se la gioca almeno alla pari per un’ora, poi prende gol e si scioglie. Unica consolazione, che, a Frosinone, nonostante il passivo di 3-0, si è visto un Delfino diverso. La capolista pesca il jolly con Ciano, ringrazia per gli errori di Fiorillo e riporta a casa un risultato più largo del previsto. Seconda battuta d’arresto per i biancazzurri, che allo “Stirpe”- gioiellino dell’impiantistica sportiva - si illudono e fanno illudere i 250 tifosi biancazzurri presenti in Ciociaria. La squadra di Zeman va più volte vicino al vantaggio, mette alle corde la capolista, ma alla fine deve leccarsi le ferite e vede la zona play off di nuovo lontana.
Un primo tempo convincente, una ripresa che si mette subito in salita e alla fine ecco che spunta la bandiera bianca. Zeman attinge subito dal mercato, mandando in campo l’esterno offensivo Kevin Yamga al posto dell’infortunato Mancuso. Non solo, visto che il boemo stravolge il tridente d’attacco con l’inserimento di Baez al posto di Capone. Coulibaly mezzala preferito a Valzania, che è stato più volte vicino all’addio durante il mercato. In difesa, nonostante l’arrivo di Gravillon, il tecnico di Praga preferisce riproporre “il vecchio” e “il bambino”, ovvero Campagnaro, a un passo dai 38 anni, e Perrotta (classe 1994).
Il Pescara nei primi minuti accusa il colpo e non riesce a prendere le misure ai ciociari, che sfiorano il vantaggio dopo poco più di due giri di lancette con Dionisi che prova di destro dall'interno dell'area, palla alta sopra la traversa. Brividi per Fiorillo che dopo 4 minuti, al 7’, si vede un tiro di Ciano finire di poco al lato. Il Frosinone mostra gli artigli, ma deve subito mettersi in guardia perché la squadra di Zeman comincia a carburare ed è subito pericolosa. Il 21enne Yamga, arrivato nel mercato invernale, sfiora il gol al quarto d’ora dopo l’ottima verticalizzazione di Baez. Il Pescara prende coraggio e inizia a sprigionare gioco, specie sulle fasce con Baez e Yamga (i migliori). Il Delfino cresce e il Frosinone cerca di rallentare i ritmi perché ha capito che può essere travolto da qualche folata di gioco della squadra di Zeman. I biancazzurri dominano, ma non riescono a trovare il guizzo vincente e, al 35’, rischiano di soccombere quando Dionisi, su ottimo spunto e cross di Beghetto, per poco non gonfia la rete.
Baez, in primis, e Balzano provano a far male sulla fascia ma senza fortuna, come il tiro di Brugman che chiude il primo tempo. I biancazzurri escono indenni dalla prima parte di gara, calcolando che il Frosinone, in campionato, si è sempre esaltato nella prima mezzora di gara (16 reti). Il Pescara c’è, è vivo ma viene spedito all’inferno dopo 5 minuti della ripresa, quando un missile di Ciano da oltre 30 metri colpisce la traversa e trafigge un perplesso Fiorillo. Colpo durissimo per la squadra di Zeman che va in confusione. Pettinari si divora un gol, Coulibaly non riesce a beffare Bardi con un tiro interessante al 10’. Ed ecco che subito dopo la sostituzione di Brugman, c’è Matteo Ciofani che sfiora il gol e poi, al 19’, tocca a Terranova andare a bersaglio. L’esperto difensore sfrutta il calcio d’angolo di Ciano, svetta, lascia la difesa immobile, travolge Fiorillo e fa esplodere gli 11mila dello “Stirpe”.
Sdengo le prova tutte, anche con Fiamozzi e Cocco in campo (entrambi all’esordio stagionale), ma nemmeno con Pettinari esterno e Cocco punta centrale si riesce a trovare una via d’uscita in una gara che ormai è segnata per i biancazzurri, che riportano in Abruzzo anche il terzo gol al passivo, visto che Chibsah segna, al 92’, da fuori area con una sassata imprendibile per Fiorillo.
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