Il Pescara dà spettacolo e affonda il Lanciano

9 Maggio 2016

Play off matematici e i biancazzurri scavalcano il Trapani al terzo posto

PESCARA. Il derby d’Abruzzo ha i colori biancazzurri. E questa volta la superiorità del Pescara – matematicamente qualificato ai play off – è stata netta ed inequivocabile, il risutato infatti ha rispecchiato l’andamento di una partita in cui la Virtus Lanciano ha avuto un buon avvio per poi inchinarsi davanti al maggior tasso tecnico della squadra di Oddo. Che, a due giornate dalla fine, ha agganciato il tanto agognato terzo posto in classifica superando il Trapani. A 180’ dalla fine il Pescara ha la possibilità di conquistarsi un posto in prima fila per i play off che decideranno chi farà compagnia al Crotone e al Cagliari in serie A. Impietosi i biancazzurri al cospetto della cugina Virtus Lanciano con un piede in Lega Pro, ma ancora con speranze di approdare almeno ai play out. Bella partita davanti a una cornice di pubblico altrettanto bella, quasi 14.000 spettatori paganti per il nuovo record stagionale di presenze all’Adriatico-Cornacchia.

Pescara lanciatissimo con il settimo risultato utile di fila (sei vittorie e un pareggio): dapprima ha atteso la sfuriata della Virtus Lanciano e poi l’ha trafitta con giocate raffinate. Cinico e spietato. Sembra aver raggiunto un grado di maturità nella gestione della partita sconosciuto nei primi sei mesi di campionato. Sa leggere la partita e colpire l’avversario. Uno-due terrificante alla mezzora, in pratica quello che ha schienato i rossoneri con due azioni spettacolari. In particolare la prima, quella rifinita da Benali e griffata dal destro di Caprari, al 31’. Un’azione corale che è il timbro di fabbrica del Pescara. Dopo qualche minuto, il colpo del ko con l’azione di Zampano che ha approfittato dei problemi fisici di Aquilanti (poi costretto a uscire) per poi trafiggere Cragno con un destro in diagonale. Due colpi che hanno messo in ginocchio i frentani, rimasti praticamente sulle gambe durante tutto il finire di tempo e l’inizio della ripresa. E quando hanno cercato di reagire per rientrare in partita ecco il tris: contatto Bacinovic-Memushaj in area e l’arbitro Abisso ha indicato il dischetto. Conclusione imparabile di Memushaj, niente da fare per Cragno e partita virtualmente chiusa. Poi, nel finale, il delizioso 4-0 di Torreira che si è esibito con un “cucchiaio” davanti al portiere.

La Virtus barcolla pericolosamente. Maragliulo l’ha mandata in campo senza Amenta (squalificato) e Marilungo (infortunato) e con Aquilanti claudicante dopo 20’. Andava sostituito subito e, invece, l’ingresso di Di Filippo si è rivelato tardivo dopo che il capitano è rimasto impietrito sull’incursione del 2-0 di Zampano.

Si tratta della seconda sconfitta consecutiva per i rossoneri – terz’ultimi con 39 punti (sarebbero 46 senza le penalizzazioni) – che ora sperano nell’abilità dell’avvocato Chiacchio per la riduzione della penalizzazione e in un calendario che potrebbe rivelarsi in discesa. Basterà? Chissà, perché la Virtus non è più padrona del proprio destino; quindi, deve fare bottino pieno negli ultimi 180’ sperando che le rivali non facciano altrettanto. Preoccupa, però, la fragilità psicologica di una squadra dallo spirito VIrtus sbiadito. Che dopo una lunga rincorsa sta pagando dazio a livello di energie psico-fisiche.

Al contrario il Pescara fa legittimamente sognare i propri tifosi. Ha vinto giocando una partita in cui ha rischiato poco e sfruttato gran parte delle occasioni da rete. Ha gioco di squadra, individualità che possono fare la differenza e una maturità che mette paura alle avversarie. Ieri ha vinto in goleada senza le reti del capocannoniere Gianluca Lapadula (24 centri). E per la seconda volta di fila non ha preso gol, nonostante la difesa sia priva di Campagnaro e di Mandragora. Sembra un orologio svizzero la squadra di Oddo, a tal punto da giustificare l’entusiasmo dilagante in città. All’orizzonte le sfide di Modena e in casa con il Latina, due partite “vere” contro avversari in lotta per non retrocedere. Saranno un buon allenamento in vista dei play off, nei quali partire in pole position – ovvero chiudendo al terzo posto il campionato – sarebbe un ulteriore vantaggio.

@roccocoletti1

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