Il Pescara fa l’impresa: ora sotto con il Vicenza

Politano e Bjarnason ribaltano il risultato e mandano a casa il Perugia
INVIATO A PERUGIA. «Andiamocela a prendere». È l’urlo dei giocatori mentre lasciano lo stadio Curi.
Il Pescara ha vinto a Perugia il primo round play off e strappa agli umbri il pass per la semifinale contro il Vicenza, venerdì (18.30, all’Adriatico). Il Delfino gode, il Grifone piange e Massimo Oddo assapora il suo momento. È un piccolo fenomeno, il campione del Mondo 2006, ha ridato vigore ed entusiasmo alla truppa biancazzurra. Il 2-1 inflitto al Perugia non è assolutamente frutto del caso o dell’improvvisazione. Il Pescara ha vinto con merito il turno preliminare, con le firme in calce di Politano e Bjarnason.
Oddo, prima del calcio d’inizio, li aveva caricati come molle i suoi ragazzi, facendo vedere loro un video dell’ultima sfida con il Livorno, con della buona musica sparata a tutto volume nello spogliatoio. Il coraggio è la prima delle qualità umane, perché è quella che garantisce tutte le altre. Aveva ragione Churchill, il Pescara ieri pomeriggio ha avuto un grande coraggio, non si è perso d’animo dopo il momentaneo svantaggio e alla fine tutte le altre qualità hanno portato alla semifinale. Ritmo, intensità, carica agonistica e tanta qualità. Un mix esplosivo che ha mandato in corto circuito la squadra di Camplone.
«Torneremo, torneremo in serie A», hanno urlato gli oltre 900 tifosi pescaresi a fine gara. Ora il Delfino sogna e può arrivare fino in fondo grazie anche all’entusiasmo che si è ricreato dentro e fuori dal campo. Al Curi c’è molta umidità, piove e il campo è scivoloso. L’arena è pronta, infuocata (oltre 15mila spettatori), ma il Pescara non si lascia intimorire e parte subito forte. Nel primo tempo ci sono solo i biancazzurri in campo, che vanno vicini al gol, al 7’, con un diagonale di Pasquato respinto da Koprivec e, sulla ribattuta, il tap-in di Melchiorri si stampa sul palo. Politano e soci continuano a carburare e schiacciano i biancorossi nella propria metacampo. La difesa regge, Salamon e Fornasier non fanno toccare palla allo spento tandem d’attacco Ardemagni-Falcinelli.
Biancazzurri pimpanti, poi la difesa perugina prova a prendere le misure a Melchiorri. L’attaccante soffre la morsa dei difensori biancorossi e il Delfino fa un po’ fatica. La squadra di Camplone fa più possesso palla e cerca di imbrigliare il Pescara.
I biancazzurri, però, non mollao. Torreira, il piccolo Pizarro, morde le caviglie degli avversari, recupera palloni e fa ripartire l’azione in diverse occasioni. Il Pescara c’è, ma il gol tarda ad arrivare. Nella ripresa Oddo sposta Bjarnason a sinistra, che aveva un po’ faticato da trequartista puro nella prima parte. Linea alta e squadra corta. Oddo si sgola dalla panchina. Vuole i suoi tutti nella metacampo perugina. Pescaresi arrembanti, ma arriva subito la doccia gelata. Al 7’, su ennesima palla inattiva, il Pescara va sotto. Goldaniga è libero di saltare e colpire di testa sulla punizione proveniente dalla destra, e fa esplodere il Curi. Il difensore umbro, però, è in fuorigioco. Ma poco importa, il Perugia è avanti. Il Pescara, però, non molla e trova il gol con l’ex Politano, al 17’, quando viene “pizzicato” da Brugman appena entrato. Il grande ex si fa più di 20 metri palla al piede, fa esplodere il suo destro, con la complicità di un distratto Koprivec. È festa Pescara, ma non finisce qui. Sempre Politano, al 27’, è bravo ad attirare le attenzioni di Fossati in piena area. Il centrocampista lo stende e l’arbitro indica il rigore. Stavolta ci pensa Bjarnason. Il suo destro si insacca e i tifosi biancazzurri possono far partire la festa. E ora sotto con il Vicenza.
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