Il Pescara fa pari a Verona Lunedì la gara della verità

Delle Monache show: prima sblocca il risultato e poi sigla il definitivo 2-2
v. verona2
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VIRTUS VERONA (4-3-1-2): Giacomel 6; Ruggero 6, Cella 6, Faedo 6.5, Daffara 6 (43’st Munaretti sv); Tronchin 6, Talarico 6 (33’st Amadio sv), Lonardi 6.5 (1’st Halfredsson 6), Danti 6.5 (19’st Zarpellon 6), Gomez 6 (19’st Casarotto 7), Fabbro 6. A disposizione: Sibi, Munaretti, Mazzolo, Cellai, Olivieri, Santi, Turra, Nalini, Begheldo, Kristoffersen, Priore. Allenatore: Fresco
PESCARA (4-3-3): Pizzari 6.5, Cancellotti 5.5, Brosco 6, Mesik 6, Milani 5.5, Rafia 5 (33’st Germinario sv), Palmiero 6 (8’st Aloi 5.5), Kraja 5.5 (8’st Mora 6), Merola 6, Lescano 7 (44’st Cuppone sv), Delle Monache 8 (37’st Kolaj sv). A disposizione: Sommariva, D’Aniello, Gozzi, Boben, Ingrosso, Crescenzi, Gyabuaa, Desogus, Vergani. Allenatore: Zeman
Arbitro: Cavaliere di Paola
Reti: 27’pt Delle Monache, 44’pt Danti, 23’st Casarotto, 35’st Delle Monache
Note: Espulso al 45’st Tronchin per doppia ammonizione. Ammoniti Tronchin, Mesik, Pizzari, Fabbro, Milani, Daffara. Spettatori 1500 (300 tifosi del Pescara nel settore ospiti)
VERONA
Finisce 2-2 il primo round play off tra Virtus Verona e Pescara con i biancazzurri che ringraziano il più giovane di tutti Marco Delle Monache (classe 2005) e autore di una doppietta. Lunedì Lescano e compagni avranno due risultati su tre a disposizione per accedere al turno successivo e le parole di Riccardo Brosco sono benzina ed energia per i pescaresi. «Non dobbiamo neanche farli entrare», ha detto il centrale difensivo, un po' arrabbiato e un po' deluso per i due gol concessi su situazioni di non difficile lettura. Tutto esaurito il piccolo Gavagnin-Nocini, spazi stretti in campo e terreno di gioco forse poco idoneo per partite che mettono in palio una fetta di B. Zeman conferma quanto annunciato in conferenza: Cancellotti preferito a Crescenzi, Delle Monache a Kolaj, ma al pronti via la Virtus spaventa un Pescara un po' arrugginito. Primi cinque minuti ispirati ad uno dei successi di Max Pezzali. “Il grande incubo” verrebbe da dire perché la Virtus parte a mille, delizia con il duo Fabbro-Lonardi e va vicinissima al vantaggio. Prima il destro del centrocampista sfiora il palo assistito dall’ex Chievo poi al 3° Tronchin ci prova, ma Plizzari risponde presente. A proposito di “grande incubo”.
Il piccolo Marco Delle Monache diventa il più bravo di tutti, rovina i sogni dei veneti e il Pescara trova il gol del vantaggio. Mesik recupera, ma poi fa tutto il 18enne. Tanta corsa, due dribbling, una sterzata e il destro basso che finisce alla destra di Giacomel. È festa grande nel settore dei 300 biancazzurri al seguito. E il Pescara inizia a dominare la partita, un po' come tutti si aspettavano. E che occasione per il raddoppio: Merola va in pressione alta, Lescano regala un cioccolatino a Rafia che però di destro sbaglia tutto. Il finale di primo tempo è un brutto fac simile dei primi 5’. Perché la Virtus batte quattro calci d’angolo in successione e poi dagli sviluppi di una rimessa laterale crea i presupposti per i pari. Plizzari disinnesca bene Tronchin ma il tap-in di Danti è facile facile tra la dormita generale della difesa biancazzurri. Quello che doveva essere un tè caldo dolce per Zeman, diventa qualcosa di indigesto per il boemo che ha tanto da rimproverare ai suoi. Al punto che dopo pochi minuti richiama Palmiero e Kraja per Aloi e Mora. Ma le cose non migliorano, anzi la Virtus torna a farsi vedere dalle parti di Plizzari e a metà ripresa arriva il vantaggio. Per certi versi è una fotocopia del gol precedente perché sul destro di Fabbro la difesa biancazzurra si salva ma sugli sviluppi Casarotto è solo, fa quello che vuole e deposita in rete. L’unica vera giocata zemaniana della serata spegne l’entusiasmo dei veneti: Lescano si alza e riceve, Merola si propone e punta l’area. C’è una chiamata sul secondo palo del più bravo di tutti, tal Marco Delle Monache che tutto solo firma il definitivo 2-2. La Virtus finisce in 10 ( espulso Tronchin) e lunedì all’Adriatico per stare tranquilli e puntare i quarti di finale servirà un Pescara diverso da quello visto ieri a Verona.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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VIRTUS VERONA (4-3-1-2): Giacomel 6; Ruggero 6, Cella 6, Faedo 6.5, Daffara 6 (43’st Munaretti sv); Tronchin 6, Talarico 6 (33’st Amadio sv), Lonardi 6.5 (1’st Halfredsson 6), Danti 6.5 (19’st Zarpellon 6), Gomez 6 (19’st Casarotto 7), Fabbro 6. A disposizione: Sibi, Munaretti, Mazzolo, Cellai, Olivieri, Santi, Turra, Nalini, Begheldo, Kristoffersen, Priore. Allenatore: Fresco
PESCARA (4-3-3): Pizzari 6.5, Cancellotti 5.5, Brosco 6, Mesik 6, Milani 5.5, Rafia 5 (33’st Germinario sv), Palmiero 6 (8’st Aloi 5.5), Kraja 5.5 (8’st Mora 6), Merola 6, Lescano 7 (44’st Cuppone sv), Delle Monache 8 (37’st Kolaj sv). A disposizione: Sommariva, D’Aniello, Gozzi, Boben, Ingrosso, Crescenzi, Gyabuaa, Desogus, Vergani. Allenatore: Zeman
Arbitro: Cavaliere di Paola
Reti: 27’pt Delle Monache, 44’pt Danti, 23’st Casarotto, 35’st Delle Monache
Note: Espulso al 45’st Tronchin per doppia ammonizione. Ammoniti Tronchin, Mesik, Pizzari, Fabbro, Milani, Daffara. Spettatori 1500 (300 tifosi del Pescara nel settore ospiti)
VERONA
Finisce 2-2 il primo round play off tra Virtus Verona e Pescara con i biancazzurri che ringraziano il più giovane di tutti Marco Delle Monache (classe 2005) e autore di una doppietta. Lunedì Lescano e compagni avranno due risultati su tre a disposizione per accedere al turno successivo e le parole di Riccardo Brosco sono benzina ed energia per i pescaresi. «Non dobbiamo neanche farli entrare», ha detto il centrale difensivo, un po' arrabbiato e un po' deluso per i due gol concessi su situazioni di non difficile lettura. Tutto esaurito il piccolo Gavagnin-Nocini, spazi stretti in campo e terreno di gioco forse poco idoneo per partite che mettono in palio una fetta di B. Zeman conferma quanto annunciato in conferenza: Cancellotti preferito a Crescenzi, Delle Monache a Kolaj, ma al pronti via la Virtus spaventa un Pescara un po' arrugginito. Primi cinque minuti ispirati ad uno dei successi di Max Pezzali. “Il grande incubo” verrebbe da dire perché la Virtus parte a mille, delizia con il duo Fabbro-Lonardi e va vicinissima al vantaggio. Prima il destro del centrocampista sfiora il palo assistito dall’ex Chievo poi al 3° Tronchin ci prova, ma Plizzari risponde presente. A proposito di “grande incubo”.
Il piccolo Marco Delle Monache diventa il più bravo di tutti, rovina i sogni dei veneti e il Pescara trova il gol del vantaggio. Mesik recupera, ma poi fa tutto il 18enne. Tanta corsa, due dribbling, una sterzata e il destro basso che finisce alla destra di Giacomel. È festa grande nel settore dei 300 biancazzurri al seguito. E il Pescara inizia a dominare la partita, un po' come tutti si aspettavano. E che occasione per il raddoppio: Merola va in pressione alta, Lescano regala un cioccolatino a Rafia che però di destro sbaglia tutto. Il finale di primo tempo è un brutto fac simile dei primi 5’. Perché la Virtus batte quattro calci d’angolo in successione e poi dagli sviluppi di una rimessa laterale crea i presupposti per i pari. Plizzari disinnesca bene Tronchin ma il tap-in di Danti è facile facile tra la dormita generale della difesa biancazzurri. Quello che doveva essere un tè caldo dolce per Zeman, diventa qualcosa di indigesto per il boemo che ha tanto da rimproverare ai suoi. Al punto che dopo pochi minuti richiama Palmiero e Kraja per Aloi e Mora. Ma le cose non migliorano, anzi la Virtus torna a farsi vedere dalle parti di Plizzari e a metà ripresa arriva il vantaggio. Per certi versi è una fotocopia del gol precedente perché sul destro di Fabbro la difesa biancazzurra si salva ma sugli sviluppi Casarotto è solo, fa quello che vuole e deposita in rete. L’unica vera giocata zemaniana della serata spegne l’entusiasmo dei veneti: Lescano si alza e riceve, Merola si propone e punta l’area. C’è una chiamata sul secondo palo del più bravo di tutti, tal Marco Delle Monache che tutto solo firma il definitivo 2-2. La Virtus finisce in 10 ( espulso Tronchin) e lunedì all’Adriatico per stare tranquilli e puntare i quarti di finale servirà un Pescara diverso da quello visto ieri a Verona.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA

