Il Pescara ha fame: riscatto e terzo posto

Successo meritato a spese dello Spezia che inizia a giocare solo dopo il 2-0 Biancazzurri rimaneggiati, ma riescono ad avvicinare la vetta ora a tre punti
PESCARA. Le diverse concezioni di divertimento e concretezza si fondono in un successo che riporta il Pescara al terzo posto in classifica in attesa del posticipo di questa sera tra Livorno e Benevento (sotto di una lunghezza). Una ripartenza pregna di carattere dopo il passo falso di martedì sera a Benevento. Il primo posto occupato dal Brescia è a tre punti, il secondo del Palermo a uno. Il Delfino continua a sognare ad occhi aperti, un turno favorevole di campionato dopo le polemiche dei giorni scorsi con il presidente Sebastiani che chiedeva al tecnico Pillon una squadra più sbarazzina e brillante. Ancora una volta il gruppo risponde alla grande. Il colpo di reni del Pescara arriva nella giornata più difficile dal momento che era privo della coppia di terzini titolari, Balzano e Del Grosso, e dell’uomo di maggior qualità tecnica, Brugman. Ebbene, Pillon da buon cuoco mette insieme gli ingredienti che ha a disposizione e tira fuori una squadra ben motivata e in grado di approfittare delle distrazioni di uno Spezia un po’ scarico, almeno all’inizio, dopo il successo di mercoledì nel derby contro il Livorno. È la vittoria del collettivo, la classe operaia va in Paradiso con Pillon che riesce a tirare fuori il massimo dagli uomini che manda in campo. La tenuta e l’organizzazione difensiva si confermano i pilastri su cui costruisce l’ennesimo successo in casa (29 punti conquistati all’Adriatico-Cornacchia, solo il Brescia meglio con 30); a centrocampo si rivede il miglior Memushaj, Bruno alla prima da titolare si fa apprezzare per le risapute qualità in fase di interdizione e Crecco suggella una buona prestazione con la rete del 2-0, quella che mette al sicuro il ritorno al successo. Quella che, invece, sblocca il risultato la firma il solito Mancuso, al 19’. Un gol che nasce da sinistra con il cross della “zanzara” fastidiosa Marras, sponda di testa di Memushaj sul secondo palo, e l’attaccante milanese, dall’altra parte, mette in rete il più facile dei 17 gol realizzati finora. Partita non spettacolare, ma tirata sul piano agonistico. Biancazzurri più motivati. Il 2-0 è il frutto di una supremazia netta espressa dal Pescara nella prima ora di gioco in cui lo Spezia sta essenzialmente a guardare. Altra musica nella restante mezzora in cui l’ingresso in campo dell’attaccante Okereke cambia gli equilibri in campo. Sì, perché il 21enne nigeriano crea scompiglio nella retroguardia di casa orfana nel frattempo di Campagnaro uscito per un risentimento. Al 16’ è Fiorillo che si guadagna gli applausi con un intervento sul colpo di testa di Okereke indirizzato in porta. Poi, c’è l’espulsione di Da Cruz per doppia ammonizione che, in buona sostanza, chiude la contesa. Ma non calma Okereke che continua il duello a distanza con Fiorillo e la porta biancazzurra. Che resta immacolata nonostante il nigeriano dimostri in più occasioni di avere grandi qualità. Ma non è giornata per lo Spezia. Addirittura Mastinu, al 43’, si fa male da solo al ginocchio, e per lui si teme un lungo stop. Altri tre punti meritati per il Pescara che, classifica alla mano, torna prepotentemente in corsa anche per la promozione diretta in serie A.
All’orizzonte c’è la trasferta di sabato a Cittadella; non ci sarà Marras squalificato, ma il Pescara di Pillon più che sulle individualità fa leva sul gruppo e sulle capacità di soffrire di una squadra che ha carattere da vendere.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

