Il Pescara in caduta libera: a Carrara il terzo ko di fila

6 Novembre 2023

I biancazzurri sconfitti per 1-0 e raggiunti in classifica dalla squadra toscana

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CARRARESE (3-5-2): Bleve 6; Illanes 6, Di Gennaro 6, Imperiale 6; Zanon 6, Palmieri 6 (32’ st Zuelli sv), Schiavi 7, Della Latta 7, Cicconi 6 (28’ st Belloni 6); Panico 7 (43’ st Morosini sv), Capello 6 (28’ st Simeri 5). A disposizione: Mazzini, Tampucci, Cartano, Cerretelli, Raimo, Grassini, Sementa, Opoola. Allenatore: Dal Canto.

PESCARA (4-3-3): Plizzari 6; Pierno 5, Brosco 5, Mesik 6, Moruzzi 5 (36’ st Milani sv); Aloi 6.5, De Marco 6 (19’ st Dagasso 5.5), Tunjov 6 (25’ st Squizzato 5); Merola 6, Tommasini 5.5 (19’ st Cuppone 5), Cangiano 5.5 (25’ st Accornero 5). A disposizione: Ciocci, Floriani, Di Pasquale, Staver, Pellacani, Mora, Franchini, Manu, Masala. Allenatore: Zeman.

Arbitro: Cavaliere di Paola.
Reti: 27’ pt Panico.
Note: spettatori circa 1.000. Ammoniti: Cicconi, Mesik, Della Latta, Illanes.
CARRARA
Ahi Pescara: la Carrarese si impone per 1-0 e i biancazzurri incassano la terza sconfitta consecutiva. Aria di crisi? «Non di prestazioni ma di risultati», dirà Zeman a caldo, ma a conti fatti Merola e compagni hanno fatto troppo poco contro l’11 toscano. Gli episodi hanno girato contro, leggi il palo di Aloi (10’pt) ma in altre occasioni avevano sorriso ai colori biancazzurri. La Carrarese ringrazia per non aver visto il calcio a cui ci ha abituato Zeman e nell’unico tiro in porta trova il gol che vale tre punti.
Il pari sarebbe stato il risultato forse più giusto, ma quello che preoccupa è l’involuzione in termini di occasioni da rete create rispetto all’inizio della stagione e come la squadra sia lontana parente da quelle che sa plasmare Zeman. Il boemo disegna un 4-3-3 con Aloi regista. L’ex Avellino è la novità sostanziale che impone l’esclusione di Squizzato. Fuori dai radar anche Franchini, bocciato al pari di Manu dopo il ko con la Recanatese. A completare la mediana ci sono De Marco e Tunjov mentre in attacco Tommasini parte titolare con Cangiano e Merola. Prima del fischio d’inizio c’è un minuto di silenzio per ricordare le vittime dell’alluvione.
A Carrara la giornata è buona, non c’è il tanto temuto vento e l’approccio del Pescara sembra essere quello giusto. Bella combinazione, al 10’, Aloi - De Marco - Aloi e gran destro con Bleve che sfiora la palla che si stampa sul palo interno ma non entra in porta. Pescara sfortunato, Carrrarese che si limita ai lanci lunghi per le giocate di Capello e Panico mentre i biancazzurri provano a fraseggiare. Bello il cross di Cangiano per Tommasini, ma il colpo di testa sfiora il palo a portiere battuto. Al primo affondo la Carrarese passa: Cicconi prende il tempo a Pieno e si accentra. Panico chiama il pallone in area, Brosco non aggredisce e l'ex Teramo ha tutto il tempo per costruirsi il destro a giro. Palla all’angolino basso e Plizzari è battuto.
Il Pescara è scosso e smette di giocare. Tunjov prova ad accendere la miccia con un gran sinistro da fuori ma Bleve è attento.
Nella ripresa, buon approccio del Pescara ma a conti fatti sterile e che dura non più di 10’. I padroni di casa prendono campo, i cambi di Dagasso e Cuppone prima, Squizzato e Accornero dopo non portano nulla, solo l’ex Genoa prova qualcosa ma la squadra è apparsa piatta e senza idee. Solo conclusioni da lontano: Merola in due circostanze, e soprattutto Accornero sporcano i guanti a Bleve ma chiamarli pericoli è una parola grossa. E la Carrarese in ripartenza può chiudere i conti ma Simeri grazia Plizzari. Al triplice fischio, che certifica la terza sconfitta consecutiva Brosco e compagni vanno sotto la curva a salutare i tifosi. I supporters biancazzurri hanno parlato alla squadra e già giovedì in Coppa Italia con il Pineto e lunedì prossimo con il Rimini, si aspettano una vera reazione. Senza Mesik squalificato ma si spera con quella freschezza e quella brillantezza che nell’ultimo periodo il Pescara ha perso. Prima che sia troppo tardi e prima che la sottile crisi si trasformi in qualcosa di ben più grave.
Enrico Giancarli
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