Il Pescara ora aspetta i rientri di Zampano e Verre

17 Ottobre 2016

Biancazzurri ancora a secco di successi: domenica a Udine prima sfida-salvezza Oddo: «Con la coesione e la forza del gruppo si superano le difficoltà. Avanti!».

PESCARA. «Con la coesione e la forza del gruppo si superano le difficoltà come oggi. Avanti». Questo il messaggio postato da Massimo Oddo su Instagram per archiviare il match contro la Sampdoria. Poche parole per i suoi ragazzi che sabato hanno tenuto testa alla Sampdoria nonostante l’inferiorità numerica nel secondo tempo. Vero è che il Pescara avrebbe potuto vincere la partita. Se Gianluca Caprari avesse trasformato il rigore, chissà come sarebbe finita? Ma, si sa, i rigori si possono anche sbagliare, come era successo a Memushaj sullo 0-0 nella gara dell’Olimpico contro la Lazio. Inoltre, è giusto ammettere che nel finale ci poteva scappare la beffa con i blucerchiati sciuponi sotto porta in almeno due circostanze. La traversa scheggiata da Lucas Torriera ha risparmiato al Delfino il classico gol dell’ex e i biancazzurri hanno portato a casa un punticino.

Un brodino, secondo alcuni, dal momento che l’appuntamento con la prima vittoria è stato di nuovo rimandato. Eppure, molti guardano a ragione il bicchiere mezzo pieno. Il pareggio non sarà oro, ma è comunque il giusto premio per gli sforzi compiuti dalla squadra. Giocare poco più di un tempo con un uomo in meno non è facile in nessuna categoria, figuriamoci per una matricola in serie A.

Il primo imprevisto è arrivato al 12° minuto con l’autorete di Campagnaro, che per fortuna poco dopo ha ristabilito la parità. Già, perché in quegli 11 minuti tra lo 0-1 e l’1-1 la squadra ha accusato il colpo rischiando di deprimersi. Invece, grazie alla rete dell’argentino ha ripreso coraggio e serenità. Che non sono mancati nemmeno quando c’è stato il secondo episodio a sfavore, ossia il rigore fallito da Caprari.

Ecco perché il risultato va accettato con il sorriso. Nei secondi 45 minuti i biancazzurri si sono compattati difendendo il pari con il coltello tra i denti. Non si sono abbattuti, ma hanno lottato come si richiede ad una squadra che deve salvarsi, nonostante i calciatori non abbiano nel loro dna le doti dei gladiatori. Ed è questo il dato più incoraggiante emerso dalla sfida contro la Samp. Il rischio più grande sarebbe stato quello di farsi travolgere dai malumori che serpeggiano a causa del segno zero che permane nella casella delle vittorie.

Il compito più gravoso per Oddo resta quello di dover trasmettere sempre ai calciatori, in ogni allenamento e in ogni partita, la convinzione di poter centrare l’impresa. E poco importa se dopo otto gare il Pescara sia ancora a digiuno di successi, in fondo la classifica non è poi così brutta. E anche il pubblico ha apprezzato la voglia di non arrendersi applaudendo i propri beniamini al termine delle ostilità.

Certamente, non è andato tutto bene. Troppi errori nei disimpegni, alcuni anche goffi, e nelle conclusioni che potevano essere pagati a caro prezzo.

Le assenze di alcune elementi preziosi, come Zampano, Gyomber, Manaj e Verre, sono diventate un serio problema soprattutto nella ripresa, quando le energie scarseggiavano e alcuni calciatori avevano iniziato a boccheggiare.

Primo fra tutti Bahebeck, che non giocava da un mese, ma è rimasto in campo per quasi 70 minuti battendosi su ogni pallone. Ed è questo lo spirito giusto per coltivare l’ambizione di giocare in serie A anche l’anno prossimo.

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