Il Pescara prende Aresti: è lui il nuovo portiere

Definiti anche gli ingaggi degli attaccanti Sowe e Da Silva dal Chievo. Rebus allenatore: fissati gli incontri con Pillon, Baroni e Nicola
PESCARA. Tre acquisti in un colpo solo. Il blitz a Verona del tandem Repetto-Pavone è andato a buon fine. I due direttori hanno raggiunto l’accordo con il Chievo per i prestiti degli attaccanti Alì Sowe, 20 anni, e del 18enne Victor Da Silva.
Inoltre, è stato perfezionato l’ingaggio del portiere Simone Aresti, 28 anni, svincolato dopo l’esperienza nel Savona. I due giovani di proprietà del Chievo arrivano con la formula del prestito con diritto di riscatto e contro-riscatto. Nell’ultimo campionato Sowe ha vestito la maglia della Juve Stabia segnando cinque gol, mentre Da Silva con il Chievo ha vinto il titolo dei cannonieri del torneo Primavera con 19 gol in 22 gare.
Inoltre, ha già esordito in A contro l’Atalanta lo scorso 19 maggio. Infine Aresti, sardo di Carbonia, ha militato nel Savona in Prima divisione collezionando 28 presenze, dopo aver conquistato la promozione l’anno prima con la stessa maglia. Anche lui ha debuttato nella massima serie con il Cagliari, allenato da Marco Giampaolo, proprio il tecnico in lizza per la panchina del Pescara. A proposito di allenatori, il tempo della scelta si dilata. Il Pescara non ha ancora deciso, si andrà avanti con le consultazioni per altri tre giorni.
Oggi toccherà a Bepi Pillon, il tecnico veneto già avvicinato nei giorni scorsi dal diesse Pavone e dal dg Repetto.
Per l’ex Carpi sarà decisivo il colloquio con il presidente Daniele Sebastiani e l’ad Danilo Iannascoli. Pillon dovrà illustrare il suo progetto tentando di convincere i vertici societari. In ogni caso, per tutti i candidati il problema è sempre lo stesso: il progetto tattico. Talvolta non sono persuasi i due direttori, in altre casi i dubbi sono del presidente e dell’ad. La verità è che la dirigenza aveva creduto di poter affidarlo a Zdenek Zeman. Invece, il suo rifiuto ha spiazzato il programma stilato qualche settimana fa. Questo è il nocciolo della questione: il mancato arrivo di Zeman (probabilmente non ha mai preso in considerazione l’ipotesi del ritorno e quindi ha scelto Cagliari) ha obbligato il Pescara a rivedere le sue scelte e a cambiare rotta. In fondo, il mercato degli allenatori non presenta un suo clone.
Tra tutti i papabili, l’unico ad avere alcuni punti in comune è Pasquale Marino, ma le possibilità di rivederlo (almeno a breve) sulla panchina biancazzurra sono ridotte al minimo. Dunque, bisogna virare su altri profili, diversi tra loro. Questa situazione insinua forti dubbi. I dirigenti e responsabili dell’area tecnica non sono ancora riusciti ad individuare una figura gradita all’unanimità. Ecco perché le consultazioni proseguono in modo serrato.
Marco Giampaolo aveva ricevuto l’ok dal tandem Repetto-Pavone riuscendo anche a superare le perplessità della dirigenza. Invece, la trattativa ha subito un brusco rallentamento quando il discorso si è spostato sull’aspetto economico. Nei prossimi giorni sapremo se ci sarà la possibilità di trovare un punto di intesa. Tutto ciò consente agli altri candidati di tornare in pista e giocarsi le loro chance. Oltre a Bepi Pillon, nel gruppo ci sono anche Davide Nicola (ancora sotto contratto con il Livorno dal quale conta di svincolarsi) e Marco Baroni. Quest’ultimo tornerà domani dalla Sardegna per incontrare i dirigenti pescaresi.
Nel caso dell’ex allenatore del Lanciano, il problema è opposto rispetto a Giampaolo. Baroni, infatti, piace a Sebastiani e Iannascoli, ma deve convincere Repetto e Pavone. Sabato ci sarà l’ultima audizione: in città, infatti, è atteso Davide Nicola. Domenica o lunedì, finalmente, il Pescara avrà un nuovo tecnico.
Giovanni Tontodonati
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