Il Pescara regala il pari allo Spezia
Partita dominata: biancazzurri avanti di due reti, colpiscono tre legni, ma si fanno rimontare
PESCARA. Questione di maturità o di personalità fate voi, ma non esiste che una squadra, come il Pescara, che ambisce al salto di categoria, si faccia rimontare due gol in casa. Non esiste gettare alle ortiche due punti per le solite ingenuità difensive o per l’incapacità nel gestire una partita ormai incanalata. Avanti 2-0 al ventesimo della ripresa, il Pescara si è fatto rimontare dallo Spezia – a secco da oltre 400’ – grazie a una papera di Fiorillo e a un rigore contestabile, ma non inventato. E’ 2-2, la festa è tutta dello Spezia e di Mimmo Di Carlo che ha conquistato così il primo punto alla guida dei liguri. Un pareggio insperato per gli aquilotti arrivati in riva all’Adriatico con l’intento di fare una partita difensiva nella speranza di colpire poi in contropiede. Gara dai due volti: primo tempo soporifero con il Pescara che ha esercitato una netta superiorità territoriale senza però impensierire più di tanto Chichizola. Fuochi d’artificio nella ripresa: quattro gol, tre legni dei biancazzurri, emozioni e contestazioni. Il difficile per la squadra di Oddo, reduce dalla sconfitta di Cesena, sembrava sbloccare il risultato visto che lo Spezia non concedeva spazi. In questi casi, possono aiutare i calci da fermo o le conclusioni dalla distanza. Mandragora ci ha provato nel primo tempo, ma la mira è risultata imprecisa. E allora ecco il calcio d’angolo dopo nemmeno un giro di lancette del secondo tempo: colpo di testa di Mandragora sul primo palo, Chichizola ha respinto sull’accorrente Fornasier che ha gonfiato la rete. Il più sembrava fatto per un Pescara dignitoso, ma non eccellente, ancora sotto choc dopo la prova deludente del Manuzzi. Tanto più che nel momento in cui lo Spezia ha tentato di reagire (penalty reclamato da Catellani) è arrivato il 2-0 firmato dal capocannoniere Gianluca Lapadula, alla nona rete. Un destro letale per Chichizola.
Partita ormai segnata. Il pubblico (sempre meno all’Adriatico-Cornacchia, nonostante il buon campionato) è in festa. Ma ecco l’imponderabile. Ovvero una papera di Fiorillo, al 21’, su una conclusione non irresistibile di Catellani dal limite. Rete che ha riaperto inaspettatamente la partita. Ma il Pescara ha continuato a macinare gioco: al 24’ Verre ha colpito l’incrocio dei pali con un diagonale in area; legno anche di Lapadula subito dopo. E comunque la squadra di Oddo non ha mai dato l’impressione di andare in affanno al cospetto dello Spezia. Ma il Pescara ha una fase difensiva che regala sempre qualcosa agli avversari. Non bastava la papera di Fiorillo, i biancazzurri, fiutata l’aria natalizia, al 43’ hanno deciso di fare uno sforzo, ovvero concedere l’ingresso palla al piede a Catellani in area, costringendo Fornasier a una disperata entrata sull’attaccante punita con il penalty fischiato dal figlio d’arte Luca Pairetto (lo stesso arbitro di Lanciano-Pescara 0-1 della passata stagione). Si potrà discutere se era rigore o meno, ma resta l’ingenuità della squadra. Che poi sia anche sfortunata – basti pensare alla traversa colpita da Sansovini al 48’ – è un altro discorso. Ma certi errori si ripetono con troppa frequenza, a tal punto da diventare vere e proprie lacune strutturali che chiamano in ballo anche le scelte di mercato; la fase difensiva – tanto per fare un esempio – è imbarazzante per una squadra che nutre ambizioni di alta classifica. Il Pescara avrebbe meritato la vittoria, ma in serie B non basta giocare bene. Anzi, giocare bene senza vincere è un limite. E il sesto posto in classifica alimenta più rimpianti che soddisfazioni.
@roccocoletti1
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