Il Pescara resta in bianco: con l’Entella pari tra i fischi

9 Aprile 2024

I biancazzurri non riescono a pungere e scivolano al 7° posto in classifica

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PESCARA (4-3-3): Plizzari 6; Floriani Mussolini 6, Brosco 6, Mesik 6, Milani 5 (27’st Meazzi 6); Dagasso 5.5 (17’st Cangiano 5.5), Squizzato 6, Tunjov 6 (17’st Aloi 6); Merola 6.5, Cuppone 5 (30’st Vergani sv), Accornero 6.5 (27’st Moruzzi 6). A disposizione: Gasparini, Profeta, Di Pasquale, Pierno, Sasanelli, Capone, Staver, De Marco, Franchini. Allenatore: Cascione

VIRTUS ENTELLA (3-5-2): De Lucia 7; Manzi 6, Bonini 6.5, Parodi 6.5; Zappella 6, Petermann 6 (35’st Siatounis sv) Lipani 6, Faggi 6, (12’st Corbari 6) Di Mario 6; Santini 6 (25’st Montevago 6) Vianni 6 (24’st Tomaselli 6). A disposizione: Paroni, Siaulys, Garattoni, Cecchini, Valori, Sadiki, Ghio, Portanova. Allenatore: Gallo

Arbitro: Catanoso di Reggio Calabria.
Note: terreno in buone condizioni. Spettatori 3.172 per un incasso di 21.591 euro. Ammoniti: Dagasso, Milani, Faggi, Lipani, Montevago. Angoli: 5-2 per l’Entella. Recupero: 1’; 3’.
PESCARA
Meno di un anno fa c’erano quasi 20.000 spettatori per il quarto di finale play off e in campo ci fu il pieno di emozioni. Ieri pochi intimi sugli spalti, la tifoseria organizzata entrata nel secondo tempo per protesta contro il presidente Sebastiani e pochissimi spunti tecnici che hanno portato ad un deludente 0-0 tra Pescara e Virtus Entella. Ringraziano Gubbio e Pontdera per la posizione in classifica (Umbri quinti a +5, toscani sesti a +1 sul Delfino settimo), fischi dello stadio Adriatico alla fine del match per la brutta prestazione di Merola e compagni, soprattutto nel secondo tempo.
Emmanuel Cascione ha raggiunto il suo obiettivo di dare solidità alla fase difensiva e dalle parti di Plizzari nessun pericolo vero, ma la qualità del gioco ha lasciato a desiderare.
Eppure nel primo tempo quattro palle buone il Pescara le ha avute mentre nella ripresa solo una conclusione di Tunjov da lontano. Cascione aveva chiesto ai suoi di rischiare la giocata individuale, obiettivo fallito perché l’11 ligure si è difeso bene lasciando qualcosa solo nel primo tempo. Sorpresa all’inizio: c’è Tunjov nell’11 iniziale al posto di Aloi nel 4-3-3 di Cascione. Le cose buone del Pescara, pardon la cosa buona è la solidità di squadra che non permetterà mai alla Virtus Entella di tirare in porta. Ma non basta perchè la fase propositiva è ai minimi termini e quelle poche occasioni arrivate non sono state sfruttate. Pronti via per Accornero un rigore in movimento su invito di Florani, bersaglio grosso fallito. Accornero però ci mette qualità e nel primo tempo impegna severamente De Lucia che salva in angolo.
La giocata più bella la fa Davide Merola: prima un antipasto con la solita accelerazione a destra che lascia sul posto Di Mario (per il classe 2004 di Avezzano però ottima gara) poi un’acrobazia in area con un colpo di tacco che costringe De Lucia al miracolo. Ma la vera palla gol arriva sul finire di tempo. Merola in ripartenza illumina per Cuppone che ha tanto campo ma sbaglia il controllo decisivo e Di Mario salva. Ripresa bruttissima, il titolo della canzone di Angelina Mango che ha vinto Sanremo “La noia” è anche il titolo dei secondi 45’. Poco o nulla da commentare: un sinistro di Tunjov da lontano e il cambio di modulo di Cascione con un 4-2-3-1 con l’ex Meazzi tra le linee. Nella ripresa la curva ha provato a spingere i biancazzurri ma al termine del match tanti fischi per i biancazzurri.
Un pareggio scialbo nonostante le sporadiche occasioni del primo tempo: va bene la solidità difensiva ma se il prezzo da pagare è il quasi nulla in fase offensiva c’è da rivedere qualcosa. Domenica trasferta ad Olbia senza Milani che sarà squalificato dopo l’ammonizione rimediata e con una classifica (Pescara al 7° posto) che fa venire i brividi. «Se la guardo mi girano le scatole» ha detto Plizzari a caldo. Ed è anche il pensiero di tutti i tifosi biancazzurri. A Cascione il compito di abbinare qualità alla solidità che ha permesso di subire un solo gol in tre partite.
EnricoGiancarli
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