Il Pescara rinvia il decollo Buon pari con il Perugia

I biancazzurri soffrono gli umbri, giovedì sera lo scontro al vertice a Chiavari
PESCARA. Pescara e Perugia non si fanno male, finisce 0-0 all’Adriatico-Cornacchia e i biancazzurri tornano in vetta alla classifica, affiancando la Virtus Entella. Ma un applauso in più va fatto ad Alessandro Plizzari che nel secondo tempo per tre volte ha chiuso le porte agli ospiti. La parata più bella su Matos: destro secco dopo aver messo a terra Brosco e Mulé e balzo eccellente del portiere biancazzurro a mandare in angolo. Per la prima volta in stagione si vede un Pescara che fa fatica a costruire gioco e ad alzare il ritmo. È mancato il palleggio, sono mancate le giocate degli esterni e a conti fatti Gemello non ha fatto una parata. Il punto conquistato il Pescara se lo tiene stretto e in altre occasioni simili, nelle stagioni passate, la partita finiva diversamente con gol subiti e sconfitte sonanti. Dalle dichiarazioni in conferenza di Baldini sembrava tutto rose e fiori dal punto di vista atletico, ma sul campo nella ripresa il Perugia ha alzato i ritmi. Baldini motiverà con qualche acciacco degli esterni e Tunjov e Bentivegna tenuti a riposo a scopo precauzionale. La cosa più bella della serata? Oltre al punto che vale il primato è stato emozionante il tributo a Totò Schillaci con l’Adriatico-Cornacchia e i 6.000 che erano sugli spalti che hanno applaudito sulle note di “Notti Magiche” di Italia 90. Emozionante. Ma al pronti via le emozioni si eclissano perché nel primo tempo il Perugia annulla il Pescara e lo stesso fanno i biancazzurri. Formisano deve rinunciare a tutti gli attaccanti: ecco un 3-4-1-2 che soffoca il possesso palla biancazzurro e blocca le fonti di gioco. Baldini rispetto alle previsioni opta per Squizzato in mediana, panchina per Lonardi. Titolare anche Ferraris al posto di Bentivegna, ma l'impatto dell'ex Monza dall'inizio non è lo stesso rispetto a quando entrava nelle partite precedenti. Lo squadra, però, non lo ha supportato. Pellacani subisce un colpo al volto, perde sangue e nell’intervallo alza bandiera bianca. Nella ripresa c’è Mulé. Ma il grande pericolo in 45’ di tanti tatticismi e poche emozioni lo corre il Pescara. Dagasso sbaglia il retro passaggio e manda Bacchin verso la porta e verso Plizzari. Brosco ci mette furbizia e esperienza e ferma la corsa del classe 2003. Di Francesco di Ostia non vede e salva il Pescara da un’espulsione per chiaro fallo da ultimo uomo. Sospiro di sollievo. Nella metà campo umbra è sfida Vergani-Angella su palloni lanciati lunghi. L’esperienza del capitano ospite ha la meglio, ma una volta Vergani scappa e forse, anche qui da ultimo uomo, Angella si aiuta con la mano. Vergani protesta, l’arbitro fa correre. Ripresa: ti aspetti un Pescara che con i cambi di Baldini possa fare come nelle precedenti partite e invece sono gli umbri ad avere le occasioni migliori. E chi entra dalla panchina questa volta non aiuta. Meazzi ci prova, ma i suoi sprazzi durano solo qualche minuto, Lonardi non dà il cambio di marcia mentre serve super Plizzari in tre occasioni. Prima l’ex Cisco con la conclusione in corsa lo impegna severamente, poi Polizzi da due passi sfida i suoi riflessi e per finire Matos dai 16 metri fa partire un destro destinato all’incrocio che l’ex Milan manda in corner. Il Perugia tutta fantasia e senza attaccanti nell’ultimo quarto d’ora spinge, Brosco ha i crampi e sbaglia qualche intervento, mentre Merola prova con il suo sinistro ad accendere l’entusiasmo, ma va lontano dal bersaglio. Al triplice fischio il punto è accolto come una vittoria vuoi perché ha riportato in vetta il Pescara vuoi perché soprattutto nella ripresa la squadra ha sofferto. E che bello l’applauso della curva: segno di un feeling oramai consolidato e che può aiutare nei momenti difficili. Oggi piscina al mattino e allenamento nel pomeriggio, domani la partenza per Chiavari. Giovedì sera lo scontro al vertice contro la Virtus Entella, tra le due squadre che comandano il girone B della serie C.
Enrico Giancarli
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