Il Pescara scopre il baby Barbuti

14 Luglio 2014

L’attaccante, classe ’92, ha realizzato cinque degli undici gol del Delfino alla prima uscita

PIZZOFERRATO. Undici gol per animare un’autentica festa. Per il Pescara poco più di una sgambata contro i dilettanti del Pizzoferrato (Terza categoria), ma un’occasione per salutare il paese del Medio Sangro ospitante il pre-ritiro della squadra di Baroni, che resterà tra i monti abruzzesi fino a domani.

Erano più di 600 gli sportivi che per un pomeriggio hanno preferito il calcio al mare. Non che ci fosse tanto da vedere, perché la squadra è ancora da completare e in campo si sono visti pochi volti nuovi, ma evidentemente dopo una stagione da dimenticare la fame di calcio giocato è tanta. Ieri pomeriggio a Pizzoferrato ha rubato la scena anche il contorno: la banda “Città di Pizzoferrato” che accoglie le due squadre, le due mascotte (l’orso e il delfino) che ascoltano l’inno abbracciate, la presenza del sindaco di Pescara Marco Alessandrini e dello stato maggiore della società, dal presidente Sebastiani ai direttori Repetto e Pavone. Il campo dice poco, ma concede la vetrina della domenica al giovane centravanti Riccardo Barbuti, classe ’92, lo scorso anno nove reti in Seconda Divisione con la maglia dell’Aprilia ma di proprietà del Sassuolo, che segna cinque gol.

In evidenza anche Caprari e Mancini (doppietta per entrambi), a segno anche Capuano e Di Rocco, giovane ’97 messosi in evidenza nel vivaio.

L’amichevole dura poco più di un’ora: lo staff tecnico dispone due tempi da trentatré minuti. Nel primo Baroni schiera i suoi con il 4-3-3: davanti al portiere Aresti (al quale sul finire della prima frazione subentra Savelloni), Cosic ed il nuovo arrivato Boldor compongono la coppia centrale, a destra c’è l’altro acquisto Scrugli e a sinistra Bocchetti. In mediana Selasi agisce come regista, Nielsen e Mancini ricoprono il ruolo di interni di centrocampo. In prima linea il centravanti è Barbuti, con Politano a destra e Caprari a sinistra. Barbuti rompe il ghiaccio dopo quindici minuti in cui il portiere del Pizzoferrato si esalta con diversi interventi, prima dell’intervallo vanno a segno Caprari e nuovamente Barbuti. Aresti non viene praticamente mai impegnato, se non in occasione di un calcio di punizione innocuo. Nonostante il campo pesante Baroni chiede ai suoi di giocare palla a terra, i suoi lo assecondano e assediano gli avversari. «Giochiamo a due tocchi», ripete il tecnico, curioso di vedere applicati sul campo i primi movimenti provati durante la prima settimana di allenamenti. Nel secondo tempo il Pescara rientra sul terreno di gioco con qualche novità: in difesa Capuano sostituisce Boldor (che poi rientrerà al posto di Selasi) e Karkalis subentra a Bocchetti, a centrocampo trova spazio Zuparic come metodista con Selasi spostato sulla destra. Caprari e Barbuti arrotondano subito il bottino, poi Baroni manda in campo Vitturini, Altobelli, Di Rocco e Calore al posto di Scrugli, Caprari, Politano e Savelloni, variando qualcosa in mezzo al campo: Mancini e Cosic avanzano di qualche metro, Zuparic viene dirottato a destra. Il Pescara va ancora a segno con Mancini, Capuano, Barbuti e Di Rocco, e nell’ultimo minuto Mancini e Barbuti chiudono i conti. Finisce così 11-0, con i volti nuovi divertiti di Da Silva e Sowe, per ora spettatori.

Marco Santopaolo