Il Pescara sgretola il Foggia con un poker da applausi

Quarta vittoria (la terza in trasferta) in cinque gare e la vetta è a un punto
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PESCARA4
FOGGIA (4-2-3-1): Nobile 5; Leo 5, Sciacca 5, Di Pasquale 5, Costa 5; Di Noia 5 (37’ st Odjer sv), Petermann 5 (37’ st Frigerio sv); Peralta 5 (1’ st Tonin 5), Schenetti 5, D’Ursi 6 (23’ st Papazov 5); Vuthaj 5 (37’ st Ogunseye sv). A disp.: Raccichini, Illuzzi, Garattoni, Malomo, Chierico, Peschetola Nicolao, Iacoponi. Allenatore: Boscaglia
PESCARA (4-3-2-1) Plizzari 6; Cancellotti 8 (41’ st De Marino sv), Boben 7, Brosco 6.5, Milani 7; Kraja 8, Mora 7, Gyabuaa 7.5 (24’ st Palmiero 6); Desogus 6 (36’ st Vergani 6.5), Cuppone 6 (24’ st Tupta 6); Lescano 7 (34’ st Kolaj sv). A disp.: Sommariva, D’Aniello, Mehic, Crecco, Ingrosso, Saccani, Germinario. Allenatore: Colombo.
Arbitro: Saia di Palermo
Reti: 44’ pt Lescano, 10’ st Milani, 35’ Kraja, 41’ Vergani.
Note: spettatori 6.000 circa, trasferta vietata ai tifosi residenti a Pescara e provincia. Espulso al 21’ st Di Pasquale per gioco pericoloso. Ammoniti Cancellotti, Costa, Di Noia. Angoli 4-1 per il Pescara.
FOGGIA
La cosa più bella della serata? Sicuramente il netto e meritato 4-0 rifilato dal Pescara al Foggia, ma anche l’applauso degli oltre 6.000 dello Zaccheria per i biancazzurri alla fine della gara è stato da incorniciare. Quarta vittoria (la terza in trasferta) in cinque partite: ora la vetta della classifica del girone C della serie C, occupata da Catanzaro e Crotone, è a un punto. Un Pescara stellare si impone con merito e firma la prestazione più importante della stagione dimostrando identità e organizzazione e punendo le lacune dei padroni di casa. Alberto Colombo si tira a lucido in panchina, il vestito elegante è necessario per una serata così bella, ma è elegante anche il vestito cucito su misura per i biancazzurri che già dal pronti via dimostrano di sapere bene quello che devono fare. Colombo nel suo 4-3-2-1 lancia Desogus dal primo minuto in attacco nel tridente completato da Lescano e Cuppone. Nota di merito per Matija Boben: lo sloveno è al debutto dal primo minuto e nella fase centrale del primo tempo, l’unica equilibrata, blinda l’area e salva su un cross di Peralta. Il Foggia è con un 4-3-3 che porge subito il fianco alla lettura tattica di Colombo perché Schenetti mezzala è una forzatura che Peterman e Di Noia difficilmente possono supportare. E se dall’altra parte c’è un Kraja indemoniato per i rossoneri la serata è complicata. Pronti via e Cancellotti pesca Lescano, Saia fischia un fallo dubbio. Se Kraja è di un altro pianeta, Mora e Gyabuaa lo supportano con qualità ed intelligenza e l’unica nota stonata è la poca concretezza di Cuppone e Desogus con gli ampi spazi che hanno a disposizione. Kraja inventa anche assist ma Milani è impreciso. L’ex Pontedera, però, si farà perdonare. Eugenio D’Ursi, il grande ex, ha voglia di mettersi in mostra, ma solo una scivolata non precisa di Brosco gli permette di azionare il suo destro a giro che però sfiora la traversa. Per un attimo il Foggia sembra voler alzare la testa, ma negli ultimi minuti è Pescara show. Lescano riceve da Gyabuaa e ignora Cuppone tutto solo, ma calcia male da ottima posizione: l’ex Entella però sa come farsi perdonare al 44°. Kraja recupera ancora palla e innesca Cancellotti che corre come un freccia rossa a destra. Cuppone gli crea spazio e arriva il cross perfetto che Lescano manda in rete. La ripresa? Ordinaria amministrazione in campo e poesia biancazzurra per i tifosi davanti alla tv. Desogus continua con i suoi slalom, Lescano di testa inventa un assist per il taglio di Milani che firma il 2-0. Di Pasquale ma che combini? Intervento bruttissimo su Cuppone che finisce in ospedale con un taglio allo zigomo. Rosso diretto e Foggia in 10. Tupta entra bene e permette a Kraja di mettere il punto esclamativo sulla sua partita perfetta con il gol del 3-0 e al 40’ Vergani con il destro a giro firma il poker. Finisce qui. Sipario e applausi. Quelli dei tifosi del Foggia per i biancazzurri sono ancora più belli. Sabato all’Adriatico c’è il Monterosi.
Enrico Giancarli
PESCARA4
FOGGIA (4-2-3-1): Nobile 5; Leo 5, Sciacca 5, Di Pasquale 5, Costa 5; Di Noia 5 (37’ st Odjer sv), Petermann 5 (37’ st Frigerio sv); Peralta 5 (1’ st Tonin 5), Schenetti 5, D’Ursi 6 (23’ st Papazov 5); Vuthaj 5 (37’ st Ogunseye sv). A disp.: Raccichini, Illuzzi, Garattoni, Malomo, Chierico, Peschetola Nicolao, Iacoponi. Allenatore: Boscaglia
PESCARA (4-3-2-1) Plizzari 6; Cancellotti 8 (41’ st De Marino sv), Boben 7, Brosco 6.5, Milani 7; Kraja 8, Mora 7, Gyabuaa 7.5 (24’ st Palmiero 6); Desogus 6 (36’ st Vergani 6.5), Cuppone 6 (24’ st Tupta 6); Lescano 7 (34’ st Kolaj sv). A disp.: Sommariva, D’Aniello, Mehic, Crecco, Ingrosso, Saccani, Germinario. Allenatore: Colombo.
Arbitro: Saia di Palermo
Reti: 44’ pt Lescano, 10’ st Milani, 35’ Kraja, 41’ Vergani.
Note: spettatori 6.000 circa, trasferta vietata ai tifosi residenti a Pescara e provincia. Espulso al 21’ st Di Pasquale per gioco pericoloso. Ammoniti Cancellotti, Costa, Di Noia. Angoli 4-1 per il Pescara.
FOGGIA
La cosa più bella della serata? Sicuramente il netto e meritato 4-0 rifilato dal Pescara al Foggia, ma anche l’applauso degli oltre 6.000 dello Zaccheria per i biancazzurri alla fine della gara è stato da incorniciare. Quarta vittoria (la terza in trasferta) in cinque partite: ora la vetta della classifica del girone C della serie C, occupata da Catanzaro e Crotone, è a un punto. Un Pescara stellare si impone con merito e firma la prestazione più importante della stagione dimostrando identità e organizzazione e punendo le lacune dei padroni di casa. Alberto Colombo si tira a lucido in panchina, il vestito elegante è necessario per una serata così bella, ma è elegante anche il vestito cucito su misura per i biancazzurri che già dal pronti via dimostrano di sapere bene quello che devono fare. Colombo nel suo 4-3-2-1 lancia Desogus dal primo minuto in attacco nel tridente completato da Lescano e Cuppone. Nota di merito per Matija Boben: lo sloveno è al debutto dal primo minuto e nella fase centrale del primo tempo, l’unica equilibrata, blinda l’area e salva su un cross di Peralta. Il Foggia è con un 4-3-3 che porge subito il fianco alla lettura tattica di Colombo perché Schenetti mezzala è una forzatura che Peterman e Di Noia difficilmente possono supportare. E se dall’altra parte c’è un Kraja indemoniato per i rossoneri la serata è complicata. Pronti via e Cancellotti pesca Lescano, Saia fischia un fallo dubbio. Se Kraja è di un altro pianeta, Mora e Gyabuaa lo supportano con qualità ed intelligenza e l’unica nota stonata è la poca concretezza di Cuppone e Desogus con gli ampi spazi che hanno a disposizione. Kraja inventa anche assist ma Milani è impreciso. L’ex Pontedera, però, si farà perdonare. Eugenio D’Ursi, il grande ex, ha voglia di mettersi in mostra, ma solo una scivolata non precisa di Brosco gli permette di azionare il suo destro a giro che però sfiora la traversa. Per un attimo il Foggia sembra voler alzare la testa, ma negli ultimi minuti è Pescara show. Lescano riceve da Gyabuaa e ignora Cuppone tutto solo, ma calcia male da ottima posizione: l’ex Entella però sa come farsi perdonare al 44°. Kraja recupera ancora palla e innesca Cancellotti che corre come un freccia rossa a destra. Cuppone gli crea spazio e arriva il cross perfetto che Lescano manda in rete. La ripresa? Ordinaria amministrazione in campo e poesia biancazzurra per i tifosi davanti alla tv. Desogus continua con i suoi slalom, Lescano di testa inventa un assist per il taglio di Milani che firma il 2-0. Di Pasquale ma che combini? Intervento bruttissimo su Cuppone che finisce in ospedale con un taglio allo zigomo. Rosso diretto e Foggia in 10. Tupta entra bene e permette a Kraja di mettere il punto esclamativo sulla sua partita perfetta con il gol del 3-0 e al 40’ Vergani con il destro a giro firma il poker. Finisce qui. Sipario e applausi. Quelli dei tifosi del Foggia per i biancazzurri sono ancora più belli. Sabato all’Adriatico c’è il Monterosi.
Enrico Giancarli

