Il Pescara si gode un grande Memushaj leader dell’Albania

Il centrocampista protagonista nella sfida contro l’Italia De Biasi: «Da mezz’ala riesce a sfruttare anche il tiro»
PESCARA. Ledian Memushaj è il simbolo dell’ostinazione. Sei mesi fa era in sala operatoria per farsi ricostruire i legamenti crociati, ora si candida a vestire i panni del leader. Non solo nel Pescara, ma anche nella nazionale albanese guidata dall’italiano Gianni De Biasi. Il centrocampista biancazzurro è stato impiegato in entrambe le amichevoli (venerdì scorso contro la Francia e martedì con l’Italia) ed è rimasto in campo per l’intera durata degli incontri mostrando una sicurezza invidiabile. L’allenatore dell’Albania è il primo a tessere le lodi del 28enne di Valona. «Ledian ha giocato un’ottima gara in Francia», ha detto De Biasi, «ed anche contro l’Italia mi ha fatto una buona impressione, sia come interno che davanti alla difesa. Ha superato brillantemente il grave infortunio tornando presto in forma smagliante. È un calciatore completo in grado di ricoprire vari ruoli in mediana. Ovvio che da mezz’ala renda di più perché può proporsi in avanti per sfruttare il suo tiro micidiale».
Sempre nel vivo del gioco, il 28enne ex Carpi, non è sembrato affatto provato dai numerosi impegni delle ultime settimane. Memushaj, infatti, dopo il lungo stop è tornato in campo lo scorso 25 ottobre all’Adriatico contro il Carpi e da quella data ha disputato in totale ben 6 partite (4 con il Pescara, 2 con l’Albania), in pratica una ogni quattro giorni. Addirittura, martedì a Genova ha sfiorato il gol in due circostanze: prima con una bella conclusione da fuori area in seguito alla traversa di Cikalleshi, poi con un calcio da fermo dai 25 metri insidioso deviato in corner da Sirigu non senza qualche brivido. Qualcuno si è chiesto il motivo per cui Memu stia ancora aspettando il grande salto. «Se non avesse patito quel grave infortunio», ha spiegato De Biasi, «oggi sarebbe in qualche club della massima serie». La sua tecnica, mista a forza e sagacia tattica, lo rende uno dei migliori centrocampisti della B e, se dovesse continuare su questi livelli, sarà inevitabile vederlo in A. Il Pescara proverà a blindarlo e a resistere agli attacchi che di sicuro si manifesteranno. Come? Innanzitutto esercitando l’opzione inserita nel prestito dal Lecce. Non sarà un problema farlo diventare tutto biancazzurro, dal momento che la società dovrà versare solo 200mila euro al club salentino. Intanto Memushaj è pronto per riprendersi il Pescara. Nelle 5 gare giocate (1 gol) ha sempre assicurato un buon rendimento. L’albanese ha carisma da vendere e, infatti, Marco Baroni sta pensando di affidargli la fascia di capitano. «Ha già una discreta esperienza», ha commentato De Biasi, «è un ragazzo serio ed intelligente. Ha tutti i requisiti per diventare il trascinatore del Pescara». Sabato l’albanese tornerà a disposizione per guidare l’assalto al Modena, un confronto tra due squadre che evocano dolci ricordi al doppio ex Gianni De Biasi. In biancazzurro fece l’esordio in serie A da calciatore nel 1977, in Emilia da allenatore conquistò due promozioni consecutive (2000-2001 e 2001-2002) portando i canarini dalla C1 alla serie A, categoria nella quale mancavano da 38 anni. «Sono affezionato ad entrambe. Più o meno Modena e Pescara sono nella stessa situazione, ma la B è lunga e, alla fine, tutte e due arriveranno ai play off».
Giovanni Tontodonati
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