Il Pescara si scioglie in dieci Fallito l’aggancio al 3° posto

Zamparo e Radrezza non perdonano. Nzita regala un rigore e si fa espellere
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REGGIANA (3-5-2): Venturi 6.5; Luciani 6.5, Cremonesi 6, Camigliano 6; Guglielmotti 6.5, Radrezza 7 (40’ st Neglia sv), Cigarini 6.5 (40’ st D’Angelo sv), Sciaudone 6.5, Contessa 6; Rosafio 6 (25’ st Arrighini 6.5), Zamparo 7.5 (40’ st Scappini sv). A disp.: Voltolini, Marconi, Libutti, Porcino, Lanini, Muroni. All.: Diana
PESCARA (3-4-3): Sorrentino 6; Ierardi 6.5, Drudi 6, Illanes 5 (22’ st Diambo 6); Cancellotti 5.5, Pompetti 5.5 (31’st Frascatore sv), De Risio 5.5 (10’st Pontisso 6), Nzita 4; Rauti 5.5, Ferrari 5 (22’ st Cernigoi 5), D’Ursi 4.5 (10’ st Clemenza 5). A disp.: Iacobucci, Di Gennaro, Rasi, Zappella, Veroli, Blanuta. All.: Auteri
Arbitro: Gualtieri di Asti
Reti: 9’ pt Zamparo (rig.), 34’ st Radrezza Note: Espulso al 30’st Nzita per doppio giallo. Ammoniti: Guglielmotti, Drudi. Angoli: 7-6. Recuperi: 0’ e 3’.
REGGIO EMILIA
La partita del Pescara al Mapei Stadium dura 10’. E la Reggiana è talmente più forte, più intensa e disciplinata che mette da subito le cose in chiaro e con il rigore di Zamparo indirizza il match. Finisce 2-0, biancazzurri mai in partita e suona un campanello d’allarme in chiave play off. A dire il vero, nella ripresa un’invenzione di Clemenza supportato da Ierardi ha regalato a Cernigoi la palla di un insperato pareggio, ma l’attaccante appena subentrato a Ferrari si è fatto anticipare ad un passo dalla linea di porta. Pronti via e la Reggiana capisce che la catena di sinistra del Pescara è facile da attaccare: Nzita non può mai tenere Guglielmotti (l’esterno che manca all’organico del Pescara), Illanes è in confusione e dopo 8’ minuti proprio Guglielmotti viene messo giù in area da Nzita. Rigore e Zamparo firma il vantaggio. La Reggiana punisce tutte le scelte di Auteri: da Rauti esterno destro a Illanes come braccetto di sinistra. In ogni zona del campo Cigarini e compagni hanno una marcia in più e quando la parola d’ordine diventa aggredire i portatori di palla biancazzurra, per i padroni di casa è un gioco da ragazzi controllare la partita. Le criticità del Pescara? Un’immagine le riassume: Pompetti va in pressione su Cigarini, De Risio si alza su Radrezza e Sciaudone in un nanosecondo si trova ampie praterie davanti senza nessuna opposizione. Un déjà vù che le qualità della Reggiana hanno ampliato e che, in prospettiva play off, preoccupano e non poco. Le scelte. Auteri conferma la difesa vista contro il Gubbio, con Ierardi e Illanes, mentre in attacco Rauti vince il ballottaggio con Clemenza. L’ex Torino si impegna e corre tantissimo ma non ha nel dna il ruolo di esterno destro e il Mapei Stadium ricorda ad Auteri che di fronte non si avranno sempre i ragazzini del Montevarchi a regalare praterie. Quelle praterie che invece Guglielmotti sulla fascia e Sciaudone per vie centrali hanno percorso indisturbati. Qualcosa è cambiato nella ripresa con Diambo che ha rimpolpato il centrocampo e con Clemenza che, con un capolavoro di tacco, ha iniziato l’azione del potenziale pari. Ma aver tenuto in campo Nzita, ammonito e già graziato dall’arbitro, è stato un autogol evidente, concretizzato con il rosso sventolato qualche minuto più tardi. Anche Drudi, insieme a Ierardi, il migliore dei suoi fino a quel momento, ha alzato bandiera bianca e un suo errore ha dato il via all’azione del raddoppio firmato da Radrezza. Le occasioni da rete per il Pescara? Primo tiro timido di Diambo nella ripresa, poi la super giocata di Clemenza e sul 2-0 un colpo di testa di Ierardi. Poco, pochissimo. E se il Pescara era arrivato al Mapei Stadium con la speranza di agganciare il terzo posto e con la volontà di allungare la striscia di risultati utili (interrotta dopo nove partite), al triplice fischio è ripartito con la consapevolezza che la Reggiana è troppo più forte, che tatticamente c’è tanto da rivedere per essere competitivi, quando il livello si alza, e che giovedì contro l’Entella è vietato fallire per provare ad agganciare il terzo posto.
Enrico Giancarli
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REGGIANA (3-5-2): Venturi 6.5; Luciani 6.5, Cremonesi 6, Camigliano 6; Guglielmotti 6.5, Radrezza 7 (40’ st Neglia sv), Cigarini 6.5 (40’ st D’Angelo sv), Sciaudone 6.5, Contessa 6; Rosafio 6 (25’ st Arrighini 6.5), Zamparo 7.5 (40’ st Scappini sv). A disp.: Voltolini, Marconi, Libutti, Porcino, Lanini, Muroni. All.: Diana
PESCARA (3-4-3): Sorrentino 6; Ierardi 6.5, Drudi 6, Illanes 5 (22’ st Diambo 6); Cancellotti 5.5, Pompetti 5.5 (31’st Frascatore sv), De Risio 5.5 (10’st Pontisso 6), Nzita 4; Rauti 5.5, Ferrari 5 (22’ st Cernigoi 5), D’Ursi 4.5 (10’ st Clemenza 5). A disp.: Iacobucci, Di Gennaro, Rasi, Zappella, Veroli, Blanuta. All.: Auteri
Arbitro: Gualtieri di Asti
Reti: 9’ pt Zamparo (rig.), 34’ st Radrezza Note: Espulso al 30’st Nzita per doppio giallo. Ammoniti: Guglielmotti, Drudi. Angoli: 7-6. Recuperi: 0’ e 3’.
REGGIO EMILIA
La partita del Pescara al Mapei Stadium dura 10’. E la Reggiana è talmente più forte, più intensa e disciplinata che mette da subito le cose in chiaro e con il rigore di Zamparo indirizza il match. Finisce 2-0, biancazzurri mai in partita e suona un campanello d’allarme in chiave play off. A dire il vero, nella ripresa un’invenzione di Clemenza supportato da Ierardi ha regalato a Cernigoi la palla di un insperato pareggio, ma l’attaccante appena subentrato a Ferrari si è fatto anticipare ad un passo dalla linea di porta. Pronti via e la Reggiana capisce che la catena di sinistra del Pescara è facile da attaccare: Nzita non può mai tenere Guglielmotti (l’esterno che manca all’organico del Pescara), Illanes è in confusione e dopo 8’ minuti proprio Guglielmotti viene messo giù in area da Nzita. Rigore e Zamparo firma il vantaggio. La Reggiana punisce tutte le scelte di Auteri: da Rauti esterno destro a Illanes come braccetto di sinistra. In ogni zona del campo Cigarini e compagni hanno una marcia in più e quando la parola d’ordine diventa aggredire i portatori di palla biancazzurra, per i padroni di casa è un gioco da ragazzi controllare la partita. Le criticità del Pescara? Un’immagine le riassume: Pompetti va in pressione su Cigarini, De Risio si alza su Radrezza e Sciaudone in un nanosecondo si trova ampie praterie davanti senza nessuna opposizione. Un déjà vù che le qualità della Reggiana hanno ampliato e che, in prospettiva play off, preoccupano e non poco. Le scelte. Auteri conferma la difesa vista contro il Gubbio, con Ierardi e Illanes, mentre in attacco Rauti vince il ballottaggio con Clemenza. L’ex Torino si impegna e corre tantissimo ma non ha nel dna il ruolo di esterno destro e il Mapei Stadium ricorda ad Auteri che di fronte non si avranno sempre i ragazzini del Montevarchi a regalare praterie. Quelle praterie che invece Guglielmotti sulla fascia e Sciaudone per vie centrali hanno percorso indisturbati. Qualcosa è cambiato nella ripresa con Diambo che ha rimpolpato il centrocampo e con Clemenza che, con un capolavoro di tacco, ha iniziato l’azione del potenziale pari. Ma aver tenuto in campo Nzita, ammonito e già graziato dall’arbitro, è stato un autogol evidente, concretizzato con il rosso sventolato qualche minuto più tardi. Anche Drudi, insieme a Ierardi, il migliore dei suoi fino a quel momento, ha alzato bandiera bianca e un suo errore ha dato il via all’azione del raddoppio firmato da Radrezza. Le occasioni da rete per il Pescara? Primo tiro timido di Diambo nella ripresa, poi la super giocata di Clemenza e sul 2-0 un colpo di testa di Ierardi. Poco, pochissimo. E se il Pescara era arrivato al Mapei Stadium con la speranza di agganciare il terzo posto e con la volontà di allungare la striscia di risultati utili (interrotta dopo nove partite), al triplice fischio è ripartito con la consapevolezza che la Reggiana è troppo più forte, che tatticamente c’è tanto da rivedere per essere competitivi, quando il livello si alza, e che giovedì contro l’Entella è vietato fallire per provare ad agganciare il terzo posto.
Enrico Giancarli

