Il Pescara sul mercato: ora è caccia al portiere

2 Novembre 2021

Tra i profili per sostituire l’infortunato Di Gennaro si valuta Iacobucci 

PESCARA. Il nuovo Pescara, quello del centrocampo a tre per intenderci, assapora meno champagne in fase offensiva ma non regala più neanche un timido frizzantino agli avversari in fase di non possesso. I numeri parlano chiaro: un gol subito nelle ultime due gare quando la media dell’ultimo periodo era di due reti a partita. C’è di più. Se si escludono gli sciagurati 5’ di Siena, una sola occasione concessa in 180’ agli avversari dalle parti di Di Gennaro (nell’azione dell’infortunio) che invece era abituato agli straordinari con imbarazzante frequenza. Ma c’è una tegola: Auteri non avrà per un bel po’ il suo numero uno anche se con Sorrentino si è in buone mani. Di Gennaro verrà operato per ridurre la frattura della clavicola giovedì prossimo dal dottor Gabriele Tavolieri alla clinica Pierangeli e i tempi di recupero saranno molto lunghi (almeno due mesi e mezzo). Il mercato. Ieri la società stava facendo le necessarie valutazioni perché, se da un lato è vero che la fiducia riposta in Sorrentino è massima, dall’altro c’è da considerare la lunga assenza di Di Gennaro e numericamente un portiere serve. Tra oggi e domani il ds Luca Matteassi tornerà in città e ci sarà il summit con il presidente Sebastiani e il tecnico Auteri. Tra gli svincolati ci sono profili interessanti anche se, al momento, non c’è un primo obiettivo. Alessandro Iacobucci era finito già la scorsa estate nel mirino: 30 anni, pescarese doc ed ex Frosinone, accetterebbe di buon grado ma al momento non c’è stato nessun contatto. Tra le principali alternative ci sono il 24enne Andrea Zaccagno, ex Pro Vercelli ed Entella, Filippo Perucchini 30 anni ex Pistoiese, Ascoli e Lecce, Diamante Crispino 27enne ex Virtus Francavilla e cresciuto nel settore giovanile del Napoli e l’ex Ascoli e Spal Gabriele Marchegiani, 25 anni, ultima stagione a Potenza e cresciuto nel settore giovanile della Roma. La società ha preso tempo e probabilmente deciderà tra il fine settimana e i primi giorni della prossima. Intanto in campionato Auteri deve sempre inseguire a -8 la Reggiana (ieri 2-0 alla Lucchese nel posticipo) e non può permettersi più passi falsi: il big match di lunedì prossimo a Cesena sarà determinante per testare le ambizioni del Delfino e nel mezzo c’è il match di coppa a Teramo che permetterà a D’Ursi di mettere minuti nelle gambe. Il nuovo modulo. Con il 4-3-3 i biancazzurri hanno cancellato gli spazi concessi agli avversari e hanno ritrovato equilibrio con il duo Ingrosso-Drudi a comandare la difesa. Una sorta di ammissione di colpa da parte del tecnico Auteri a cui però va dato atto di aver saputo trovare (forse con troppo ritardo) il giusto correttivo per porre rimedio a quella che era diventata un’evidente lacuna che sfruttavano indistintamente tutti gli avversari. Contro l’Olbia c’è stato un solo errore di concetto e che è costato caro perché Di Gennaro nello scontro con Demarcus si è rotto la clavicola. Troppo campo concesso al centrocampista sardo che ha avuto il tempo di alzare la testa e di mandare il compagno a tu per tu con il portiere. Un errore simile a quello che è costato il calcio di rigore contro la Reggiana e anche su questa situazione urge rimedio. La sensazione è che si possa lavorare tanto e meglio su un 4-3-3 effettivo con uno tra Ferrari, forse il più in forma di tutti, De Marchi e Rauti riferimenti centrali e due esterni veri: D’Ursi e Bocic a sinistra, Galano e Clemenza a destra. In questo assetto Marilungo rappresenterebbe un prezioso jolly, utilizzabile in più posizioni.
Enrico Giancarli