Il Pescara è senza anima: prima sconfitta per Zeman

A Messina gara da dimenticare: Delfino raggiunto al terzo posto dal Foggia
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MESSINA (4-2-3-1): Fumagalli 7.5; Berto 7.5, H. Baldé 7.5, Ferrara 7.5, Celesia 7.5 (35’ st Trasciani 6.5); Konate 7, Fiorani 7 (10’ st Mallamo 6.5); Kragl 7 (35’ st R. Marino 6.5), Ragusa 7 (32’ st Versienti 6.5), I. Baldé 8; Perez 7 (32’ st Zuppel 6.5). A disp: Lewandowski, Daga, Ferrini, Salvo, G. Marino, Napoletano, Grillo, Iannone, Ortisi, Curiale. Allenatore: Raciti.
PESCARA (4-3-3): Plizzari 6; Cancellotti 6 (35’ st Crescenzi sv), Brosco 6, Mesik 5.5, Milani 5; Mora 5, Palmiero 5, Germinario 6,5 (37’ st Aloi sv); Merola 4,5 (37’ st Delle Monache 6), Lescano 5.5 (40’ st Vergani 5,5), Kolaj 4,5 (15’ st Cuppone 5.5). A disp: Sommariva, D’Aniello, Boben, Catena, Ingrosso, Gozzi Iweru, Gyabuaa, Kraja, Desogus. Allenatore: Zeman.
Arbitro: Mirabella di Napoli.
Rete: 3’ st I. Baldé.
Note: pomeriggio piovoso, spettatori 2.800 circa con rappresentanza biancazzurra. Ammoniti Konate, I. Baldé, Celesia, Milani, Palmiero, Ragusa, Mallamo. Angoli 12-10.
MESSINA
Vento forte in campo, vento di delusione e di rabbia per il Pescara. Il Messina vince 1-0, decide il migliore in campo, tal Ibourahima Baldé che prima ha annullato Palmiero e poi nella ripresa ha fulminato Plizzari con la deviazione di Mesik. Se il vento forte è stato un ostacolo oggettivo, altrettanto oggettivo è stato il nulla assoluto proposto dal Pescara nell’arco dei 90’. Atteggiamento e produzione offensiva fac-simile ad Andria o Cerignola, squadra con pochi concetti zemaniani e un passo indietro evidente rispetto alle prime due uscite sulla panchina biancazzurra del boemo.
Le condizioni meteo non erano certo piacevoli per chi ha nel dna il voler giocare la palla, ma quando non si può usare il fioretto occorre tirare fuori la spada. Il Messina lo ha fatto, il Pescara no e in 90’ Fumagalli si è sporcato i guanti solo su una deviazione di Brosco dopo la punizione calciata da Palmiero. Troppo poco.
Zeman sorprende ancora nelle sue scelte: dentro Germinario con Aloi in panchina, ancora un’esclusione per Cuppone con Merola confermato nell’11 iniziale. Raciti nel suo 4-4-1-1 dà una consegna speciale a Baldé: limitare in modo asfissiante Palmiero. Missione compiuta: l’attaccante siciliano in fase di non possesso è l’ombra del centrocampista biancazzurro e la fonte del gioco del Pescara è bloccata all’origine. Soluzioni? I biancazzurri non sanno trovarle e la partita viene consegnata con estrema facilità in mano ai siciliani. Plizzari è bravo in apertura proprio sul destro di Baldé, il vento nei primi 45’ è favorevole al Messina e durante il classico tè caldo all’intervallo tutti immaginano un altro Pescara.
Ma le aspettative sono riposte subito in un cassetto quando dopo soli 3’ Merola sbaglia, Ragusa scappa in contropiede a sinistra e crossa bene. A rimorchio arriva Balde che calcia in corsa, trova il corpo di Mesik e beffa Plizzari. Vento favorevole, ma risultato contrario: a conti fatti il secondo tempo del Pescara comincia così e Palmiero prova subito a rimediare con una bella punizione deviata in porta da Brosco. Fumagalli (41 anni) è reattivo e salva il risultato. Di tempo ce ne sarebbe ancora tanto ma del vero Pescara neanche l’ombra. Anzi è il Messina che può provare a raddoppiare ma sull’errore di Mesik, Kragl sonnecchia e si fa rimontare dal difensore slovacco. Zeman aspetta a fare i cambi, spera in una reazione dai suoi che non arriverà mai. In 90’ il Pescara ha prodotto una spizzata di Brosco e nulla più dalle parti del portiere avversario. Un brutto ricordo di quanto successo ad Andria o Cerignola. E per i 58 tifosi al seguito una delusione ancor più grande. Fare tutti quei chilometri per vedere questa prestazione non è gratificante e lo hanno ribadito a Mora nel dopo partita. Intanto in classifica il Pescara è stato raggiungo al 3° posto dal Foggia, che ha sconfitto il Monopoli. Domenica c’è la Turris. Non ci sarà il vento, il campo sarà buono e dovrà essere buona (e vincente) anche la squadra in campo.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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MESSINA (4-2-3-1): Fumagalli 7.5; Berto 7.5, H. Baldé 7.5, Ferrara 7.5, Celesia 7.5 (35’ st Trasciani 6.5); Konate 7, Fiorani 7 (10’ st Mallamo 6.5); Kragl 7 (35’ st R. Marino 6.5), Ragusa 7 (32’ st Versienti 6.5), I. Baldé 8; Perez 7 (32’ st Zuppel 6.5). A disp: Lewandowski, Daga, Ferrini, Salvo, G. Marino, Napoletano, Grillo, Iannone, Ortisi, Curiale. Allenatore: Raciti.
PESCARA (4-3-3): Plizzari 6; Cancellotti 6 (35’ st Crescenzi sv), Brosco 6, Mesik 5.5, Milani 5; Mora 5, Palmiero 5, Germinario 6,5 (37’ st Aloi sv); Merola 4,5 (37’ st Delle Monache 6), Lescano 5.5 (40’ st Vergani 5,5), Kolaj 4,5 (15’ st Cuppone 5.5). A disp: Sommariva, D’Aniello, Boben, Catena, Ingrosso, Gozzi Iweru, Gyabuaa, Kraja, Desogus. Allenatore: Zeman.
Arbitro: Mirabella di Napoli.
Rete: 3’ st I. Baldé.
Note: pomeriggio piovoso, spettatori 2.800 circa con rappresentanza biancazzurra. Ammoniti Konate, I. Baldé, Celesia, Milani, Palmiero, Ragusa, Mallamo. Angoli 12-10.
MESSINA
Vento forte in campo, vento di delusione e di rabbia per il Pescara. Il Messina vince 1-0, decide il migliore in campo, tal Ibourahima Baldé che prima ha annullato Palmiero e poi nella ripresa ha fulminato Plizzari con la deviazione di Mesik. Se il vento forte è stato un ostacolo oggettivo, altrettanto oggettivo è stato il nulla assoluto proposto dal Pescara nell’arco dei 90’. Atteggiamento e produzione offensiva fac-simile ad Andria o Cerignola, squadra con pochi concetti zemaniani e un passo indietro evidente rispetto alle prime due uscite sulla panchina biancazzurra del boemo.
Le condizioni meteo non erano certo piacevoli per chi ha nel dna il voler giocare la palla, ma quando non si può usare il fioretto occorre tirare fuori la spada. Il Messina lo ha fatto, il Pescara no e in 90’ Fumagalli si è sporcato i guanti solo su una deviazione di Brosco dopo la punizione calciata da Palmiero. Troppo poco.
Zeman sorprende ancora nelle sue scelte: dentro Germinario con Aloi in panchina, ancora un’esclusione per Cuppone con Merola confermato nell’11 iniziale. Raciti nel suo 4-4-1-1 dà una consegna speciale a Baldé: limitare in modo asfissiante Palmiero. Missione compiuta: l’attaccante siciliano in fase di non possesso è l’ombra del centrocampista biancazzurro e la fonte del gioco del Pescara è bloccata all’origine. Soluzioni? I biancazzurri non sanno trovarle e la partita viene consegnata con estrema facilità in mano ai siciliani. Plizzari è bravo in apertura proprio sul destro di Baldé, il vento nei primi 45’ è favorevole al Messina e durante il classico tè caldo all’intervallo tutti immaginano un altro Pescara.
Ma le aspettative sono riposte subito in un cassetto quando dopo soli 3’ Merola sbaglia, Ragusa scappa in contropiede a sinistra e crossa bene. A rimorchio arriva Balde che calcia in corsa, trova il corpo di Mesik e beffa Plizzari. Vento favorevole, ma risultato contrario: a conti fatti il secondo tempo del Pescara comincia così e Palmiero prova subito a rimediare con una bella punizione deviata in porta da Brosco. Fumagalli (41 anni) è reattivo e salva il risultato. Di tempo ce ne sarebbe ancora tanto ma del vero Pescara neanche l’ombra. Anzi è il Messina che può provare a raddoppiare ma sull’errore di Mesik, Kragl sonnecchia e si fa rimontare dal difensore slovacco. Zeman aspetta a fare i cambi, spera in una reazione dai suoi che non arriverà mai. In 90’ il Pescara ha prodotto una spizzata di Brosco e nulla più dalle parti del portiere avversario. Un brutto ricordo di quanto successo ad Andria o Cerignola. E per i 58 tifosi al seguito una delusione ancor più grande. Fare tutti quei chilometri per vedere questa prestazione non è gratificante e lo hanno ribadito a Mora nel dopo partita. Intanto in classifica il Pescara è stato raggiungo al 3° posto dal Foggia, che ha sconfitto il Monopoli. Domenica c’è la Turris. Non ci sarà il vento, il campo sarà buono e dovrà essere buona (e vincente) anche la squadra in campo.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA

