Il Pescara è senza rinforzi ma la rosa è già extra-large

Oltre 30 giocatori sotto contratto pronti per partire per il ritiro di Pizzoferrato Ma la squadra ha perso pezzi importanti e la tifoseria si aspetta innesti mirati
PESCARA. Le numerose partenze hanno provocato forti malumori tra i tifosi. Difficile metabolizzare in poco tempi gli addii di Politano, Melchiorri e Bjarnason (?), oltre a quelli previsti di Salamon, Pasquato, Zampano, Pucino, solo per citare alcuni protagonisti della passata stagione. Inoltre, all'orizzonte si profila un'altra cessione eccellente. Brugman, infatti, potrebbe essere sacrificato a fronte di un'offerta vantaggiosa (tra i due e i tre milioni di euro) che potrebbero dare ulteriore ossigeno alle casse societarie. La dirigenza è convinta di agire in modo corretto.
La tesi è che il primo aspetto da tutelare riguarda la stabilità finanziaria. Ma, si sa, tale argomento non stuzzica l’interesse del tifoso. A Pescara il calcio è vissuto in modo viscerale (come del resto in tante altre città italiane)e alla vigilia del campionato le ambizioni devono essere sempre forti. Il risultato sportivo non può passare in secondo piano, ma in questo sport conta anche il bilancio. In ogni caso, nonostante la smobilitazione, la dirigenza risponde ai detrattori ribadendo che, oltre alla salvaguardia della stabilità economica, c'è anche un progetto tecnico valido. Di sicuro sarà difficile (se non impossibile) costruire un organico altrettanto forte come quello dello scorso torneo, ma le basi per ripartire con rinnovato entusiasmo non mancano. Il riscontro è presto fatto. Attualmente il Pescara conta oltre trenta calciatori sotto contratto. A prima vista, sarebbe opportuno perfezionare altre dismissioni. Tutti gli allenatori, infatti, sono allergici alle rose extra-large che provocano problemi di gestione e dissidi interni. Però, scorrendo l'elenco dei calciatori emerge un quadro abbastanza intricato. Perché è vero che a livello numerico l’organico è già numeroso, ma i dubbi nascono sulla competitività che allo stato attuale non può considerarsi elevata.
La società, infatti, ha rassicurato la tifoseria e l’allenatore promettendo l’arrivo di sei-sette giocatori. Scorrendo i nomi nei vari reparti si capisce subito dove risiedono le criticità. Se, come sembra, dovesse restare Fiorillo la porta sarebbe ben coperta. Alle spalle ci sarebbero Aresti, Aldegani che offrono ampie garanzie.
In difesa Oddo vorrebbe due laterali di sicuro affidamento e un centrale in grado di guidare la retroguardia. Dunque, sulle fasce, ai vari Vitturini, Abecasis, Vrdoljak e Grillo verranno affiancati un paio di rinforzi (Venuti della Fiorentina e l'ex ascolano Dell'Orco di proprietà del Parma). Comunque, tra i nomi che circolano il preferito è l'ex Lorenzo Del Prete per il quale bisognerà attendere almeno altri dieci giorni. Il problema è al centro della difesa dove, almeno adesso, il reparto è affollato. Cinque elementi (Zuparic, Cosic, Fornasier, Pesoli e Bunoza) sono troppi per pensare ad un altro innesto di spessore. A centrocampo Torreira, Selasi e Memushaj sono una buona base di partenza. Ma, dal momento che Brugman e Nielsen dovrebbero fare le valigie, serviranno almeno altri due calciatori. I nomi graditi al tecnico sono quelli di Jacopo Dezi del Napoli e Luca Crecco della Lazio. Infine, il reparto meno assortito: l'attacco. Oddo vorrebbe tre pedine per strutturare al meglio il suo disegno tattico che prevede l'utilizzo del 4-3-1-2 e del 4-2-3-1. La soluzione è già sul tavolo dei dirigenti. Le caselle mancanti dovrebbero essere riempite da Daniele Corvia, Gianluca Lapadula e Cristian Galano, tre affari in dirittura d'arrivo. Ancora un po' di pazienza e il nuovo Pescara sarà pronto per dire la sua.
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