Il Pescara è un tabù se la Virtus va male

In campionato il bilancio sorride ai biancazzurri: 9-3
LANCIANO. Il Pescara affronta un derby che vede il bilancio pendere nettamente dalla propria parte, e che è terminato con risultati eclatanti soprattutto quando la Virtus Lanciano navigava in cattive acque. Raramente la sfida si è giocata con i rossoneri così invischiati nella lotta per non retrocedere, nonostante quasi sempre, quando hanno preso parte allo stesso campionato, gli adriatici si sono trovati a lottare per obiettivi più ambiziosi. Se i frentani hanno un tabù da sfatare, è quello di battere gli avversari partendo, come dice la classifica, da sfavoriti.
I primi due club abruzzesi (ad oggi) si sfidano per la 26ª volta, con stati d’animo e posizioni di classifica diametralmente opposti. Per la terza stagione consecutiva si gioca in serie B, facendo ormai di questa sfida quella più prestigiosa nella storia del calcio regionale. In precedenza Lanciano e Pescara si erano incrociati anche nella Terza e nella Quarta Divisione nazionale, oltre che nella Coppa Italia maggiore e in quella di serie C. Lo scorso 25 aprile, espugnando il Biondi, la formazione biancazzurra ha vinto il nono scontro diretto con i “cugini”, contro i tre appannaggio dei frentani. La maggior parte delle partite sono state disputate dalla C1 2001-2002 in poi: 16 su 25. La prima in assoluto è un 3-0 del settembre 1940, in Coppa Italia; nel dicembre dello stesso anno, invece, vincono 1-0 i frentani un match che vale il primato nel girone F di serie C. È uno dei pochi derby Lanciano-Pescara che mette in palio punti pesanti per obiettivi ambiziosi: un po’ come nel precedente campionato cadetto, quando un successo avrebbe proiettato i rossoneri nella corsa per i play off, o come nella serie D 1972-73, con entrambi i club all’inseguimento della serie C.
Due anni fa, con Marco Baroni sulla panchina della Virtus, è stata l’unica volta che i rossoneri guardavano dall’alto in basso il Pescara.
Infatti in precedenza e nello stesso campionato, solitamente i biancazzurri mirano a traguardi ambiziosi e sopravanzano Lanciano. Tuttavia, pur lottando per la promozione, raramente il Delfino ha incontrato una Virtus messa così male in classifica. L’ultima in cui la differenza tra le due formazione è così marcata è probabilmente la sfida del maggio 2008 all’Adriatico, nella giornata conclusiva del campionato di C1: Pescara, trascinato da Sansovini nella sua prima grande stagione in biancazzurro, sogna i play off; i frentani allenati da Moriero sono una squadra allo sbando, destinata ai play out e alla retrocessione poi cancellata dal ripescaggio. Finisce 4-0, con Sansovini che segna una doppietta, ma classifica avulsa e un punto di penalizzazione sul groppone tengono i pescaresi fuori dagli spareggi per B.
Per ritrovare sfide così squilibrate bisogna tornare al 1956-57. Si gioca in Quarta Serie, in una stagione che segna la riforma della categoria che deve essere sdoppiata in due livelli. A quello più alto possono accedere le prime sei classificate, mentre la Virtus fa parte della schiera di società minori che non hanno la possibilità di investire per accaparrarsi un posto al sole. Però, nonostante una pessima partenza e il quartultimo posto finale, i derby non vanno troppo male per i rossoneri: quello all’andata viene sì perso al campo della Vittoria, ma al ritorno, nella prima partita che i frentani giocano nell’Adriatico inaugurato pochi anni prima, strappano un insperato 1-1. È invece quasi surreale il testa-coda che oppone Pescara e Lanciano qualche stagione addietro, nella Promozione interregionale 1950-51: si scende in campo senza sapere se il risultato servirà, poiché il campionato è sub judice per un caso di corruzione che ha rivoluzionato la classifica. Protagonisti in negativo sono Chieti e Vastese, che pure si incontrano nello stesso turno: i dirigenti neroverdi all’andata avrebbero corrotto alcuni calciatori biancorossi, e per questo i teatini sono indietreggiati d’ufficio all’ultimo posto in classifica. Stando così le cose, il Pescara sarebbe primo, Chieti retrocesso, Virtus Lanciano e Vastese salve. Si è però in attesa del ricorso del club neroverde alla Caf, e si gioca comunque, più che altro perché “non si può mai sapere”. Pescara viene a maramaldeggiare a Lanciano, e sul campo della Vittoria coglie un eclatante 2-6. È una goleada che a nulla serve ai biancazzurri, ma che inguaia la Virtus: a torneo concluso la Caf assolve il Chieti, che risale dall’ultimo posto a tavolino al primo sul campo, beffando sia il Pescara che vede sfumare la Serie C, sia Virtus e Vastese, costrette allo spareggio che arriderà ai biancorossi.
Andrea Rapino
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