Il presidente Gravina esulta: «Arriva un grande allenatore»

ROMA. «Diamo il benvenuto a Luciano Spalletti, la Nazionale aveva bisogno di un grande allenatore e sono molto felice che abbia accettato la guida tecnica degli azzurri»: con queste parole il...
ROMA. «Diamo il benvenuto a Luciano Spalletti, la Nazionale aveva bisogno di un grande allenatore e sono molto felice che abbia accettato la guida tecnica degli azzurri»: con queste parole il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ha commentato l’accordo con Spalletti, fresco di vittoria dello scudetto sulla panchina del Napoli, e ora nominato ufficialmente nuovo commissario tecnico della nazionale italiana. «Il suo entusiasmo e la sua competenza», ha aggiunto Gravina, «saranno fondamentali per le sfide che attendono l’Italia nei prossimi mesi». Le prime che Spalletti vivrà da allenatore degli azzurri saranno le gare valide per le qualificazioni europee in programma il 9 e il 12 settembre, rispettivamente contro Macedonia e Ucraina.
Dopo il benvenuto all’ex tecnico del Napoli, Gravina dovrà ora formalizzare l’addio al suo predecessore, Roberto Mancini. Questo soprattutto nell’interesse del “Mancio”. Già, perché se vuole tornare a sedersi in panchina senza il rischio di contenziosi legali, a Mancini non basteranno le dimissioni comunicate alla vigilia di Ferragosto. Non c’è infatti una penale economica in caso di addio, ma le dimissioni vanno accettate. Secondo le normative sportive serve quindi una risoluzione consensuale del contratto con la Federcalcio, che dovrà essere sottoscritto dal presidente Gravina. Non c’è una vera e propria clausola di rescissione nel contratto di Mancini: c’era la possibilità di liberarsi unilateralmente in caso di arrivo tra i primi quattro a Euro 2024 o al Mondiale 2026, prospettiva ormai irrealizzabile. Al di là dei contatti telefonici estemporanei degli ultimi giorni, l’ex commissario tecnico, o un suo rappresentante, dovrà sedersi a un tavolo e parlare definitivamente faccia a faccia con il presidente Gravina.

